Subire comportamenti ostili o abusi sul posto di lavoro può avere conseguenze devastanti, ma non sempre queste situazioni rientrano nella definizione legale di mobbing. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: per poter parlare di mobbing non è sufficiente una semplice sequenza di atti illegittimi da parte del datore di lavoro, ma è necessario dimostrare l’esistenza di un preciso e unitario intento persecutorio.

Cosa si intende per mobbing lavorativo

Il mobbing è una forma di violenza psicologica sistematica e prolungata nel tempo, attuata sul luogo di lavoro con l’obiettivo di danneggiare, isolare o espellere un dipendente. Non si tratta di un singolo episodio di conflitto o di un normale screzio professionale, ma di una vera e propria strategia vessatoria. Le condotte possono essere diverse e includono l’emarginazione, l’assegnazione di compiti dequalificanti o impossibili da svolgere, critiche continue e immotivate, e la diffusione di calunnie.

L’elemento che distingue il mobbing da altre forme di stress lavorativo è proprio la sua sistematicità e la finalità lesiva. Gli atti ostili, presi singolarmente, potrebbero anche apparire di modesta entità, ma è la loro ripetizione e il loro collegamento in un disegno unitario a renderli una forma di persecuzione.

L’intento persecutorio è l’elemento decisivo

La giurisprudenza, inclusa la Corte di Cassazione, ha consolidato un orientamento chiaro: per configurare il mobbing lavorativo sono necessari due elementi chiave:

  • L’elemento oggettivo: una pluralità di comportamenti ostili, vessatori e mortificanti, posti in essere in un arco di tempo significativo.
  • L’elemento soggettivo: un disegno persecutorio unificante che lega tra loro le singole condotte.

Questo secondo punto è cruciale. Il lavoratore che si ritiene vittima di mobbing deve provare che le azioni subite non sono state episodi casuali o frutto di una normale conflittualità lavorativa, ma parte di un piano deliberato volto a prevaricare e a ledere la sua integrità psico-fisica e la sua dignità professionale. Senza la prova di questo “intendimento persecutorio”, una richiesta di risarcimento per mobbing rischia di essere respinta, anche in presenza di più condotte datoriali illegittime.

Come tutelarsi e cosa fare in caso di mobbing

Se ritieni di essere vittima di mobbing, è fondamentale agire con metodo per poter far valere i tuoi diritti. La prima e più importante azione è raccogliere le prove. La dimostrazione dell’intento persecutorio è complessa e richiede un solido impianto probatorio.

Azioni consigliate per il lavoratore:

  1. Documentare ogni episodio: Tieni un diario dettagliato in cui annoti ogni comportamento ostile, specificando data, ora, luogo, persone presenti e una descrizione precisa dell’accaduto.
  2. Conservare prove scritte: Salva email, messaggi, ordini di servizio, lettere di richiamo o qualsiasi comunicazione scritta che possa dimostrare la condotta vessatoria o la dequalificazione professionale.
  3. Cercare testimoni: Colleghi o ex colleghi possono essere testimoni preziosi, anche se spesso prevale la paura di ritorsioni. È importante capire chi potrebbe essere disposto a confermare i fatti.
  4. Ottenere certificati medici: Se le vessazioni causano danni alla salute (ansia, depressione, insonnia, disturbi psicosomatici), è essenziale rivolgersi al proprio medico o a uno specialista per ottenere certificati che attestino il nesso causale tra il disagio e la situazione lavorativa.

Una volta raccolti questi elementi, è consigliabile rivolgersi a un esperto in diritto del lavoro per valutare la strategia migliore. Le tutele per il lavoratore possono includere la richiesta di risarcimento per il danno biologico, morale ed esistenziale, e, nei casi più gravi, le dimissioni per giusta causa, che danno diritto all’indennità di disoccupazione.

Dimostrare il mobbing è un percorso complesso, ma non impossibile. La chiave è provare che dietro a una serie di abusi si nasconde una volontà precisa di perseguitare il dipendente, trasformando il luogo di lavoro in un ambiente ostile.

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Di admin