L’assegno postdatato, ovvero un assegno che riporta una data di emissione futura rispetto a quella reale, rappresenta una pratica diffusa ma irregolare e rischiosa. Sebbene non costituisca più un reato penale, il suo utilizzo comporta conseguenze amministrative e significative insidie per chi lo riceve come forma di pagamento. Comprendere il suo funzionamento e i potenziali pericoli è fondamentale per tutelarsi.
Cosa dice la legge sull’assegno postdatato
La normativa italiana è chiara: l’assegno bancario è un titolo di pagamento “a vista”. Questo significa che deve essere pagabile al momento della presentazione all’incasso, indipendentemente dalla data indicata su di esso. Qualsiasi accordo contrario tra le parti è considerato nullo. Di conseguenza, il beneficiario di un assegno postdatato ha il diritto di presentarlo in banca per l’incasso anche prima della data futura riportata sul titolo.
Tuttavia, l’emissione di un assegno con data futura è considerata un illecito amministrativo. La ragione è di natura fiscale: questa pratica viene spesso usata per trasformare l’assegno in uno strumento di garanzia o di credito, funzione tipica della cambiale. A differenza dell’assegno, la cambiale è soggetta a un’imposta di bollo fin dall’emissione. Utilizzare un assegno postdatato è, di fatto, un modo per eludere questa imposta.
Le conseguenze per chi emette e chi riceve
Le implicazioni di un assegno postdatato variano a seconda del ruolo ricoperto nella transazione. È importante conoscere gli scenari possibili per evitare brutte sorprese.
Per chi emette l’assegno:
- Sanzione amministrativa: La banca, al momento della presentazione di un assegno postdatato per l’incasso anticipato, è tenuta a “regolarizzarlo”. Ciò comporta il pagamento dell’imposta di bollo evasa, maggiorata di sanzioni. L’istituto di credito segnala inoltre l’operazione al Prefetto, che può irrogare un’ulteriore sanzione amministrativa pecuniaria.
- Rischio di protesto: Se al momento della presentazione l’assegno risulta scoperto, ovvero senza fondi sufficienti sul conto, scatta la procedura di protesto. Questo comporta l’iscrizione del nominativo del debitore nel registro dei protesti e può portare alla revoca dell’autorizzazione a emettere assegni.
Per chi riceve l’assegno:
- Rischio di insolvenza: Il pericolo principale è che, alla data di incasso, il conto corrente dell’emittente sia vuoto. L’assegno postdatato non offre alcuna garanzia di pagamento e si trasforma da strumento di pagamento a semplice promessa, costringendo il creditore a intraprendere azioni legali per recuperare la somma.
- Costi di regolarizzazione: Se si decide di incassare l’assegno prima della data indicata, sarà necessario farsi carico dei costi per la regolarizzazione fiscale, ovvero il pagamento dell’imposta di bollo e delle relative sanzioni.
Quando l’assegno postdatato diventa strumento di reato
Sebbene l’emissione di un assegno postdatato non sia di per sé un reato, può diventare un elemento chiave in condotte penalmente rilevanti. La giurisprudenza ha più volte confermato come questa pratica possa essere il mezzo per commettere illeciti più gravi.
Un esempio tipico è il reato di usura. Spesso, chi presta denaro a tassi usurari richiede assegni postdatati come garanzia per la restituzione del capitale e degli interessi illeciti. In questo contesto, l’assegno non è un mezzo di pagamento, ma uno strumento di coercizione.
Un altro caso frequente è la truffa. Criminali possono utilizzare assegni postdatati per acquistare beni o servizi, fornendo false rassicurazioni sulla loro copertura. Una volta ottenuto il bene, spariscono, lasciando il venditore con un titolo di credito senza valore e un danno economico. In queste situazioni, l’assegno è parte di un raggiro più ampio volto a ingannare la vittima.
Cosa fare: tutele e consigli pratici per i consumatori
Accettare un assegno postdatato è una scelta che espone a notevoli rischi. La soluzione più sicura è sempre quella di rifiutarlo, richiedendo forme di pagamento immediate e garantite. Se ci si trova nella condizione di averne già accettato uno, è fondamentale agire con prudenza. È consigliabile presentarlo all’incasso il prima possibile, tenendo presente che sarà necessario sostenere i costi di regolarizzazione fiscale. Se l’assegno dovesse risultare scoperto, è cruciale agire tempestivamente per avviare le procedure di recupero del credito.
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