Nel linguaggio comune, un ritardo in un pagamento o nella consegna di un bene è semplicemente un “ritardo”. Nel diritto, questa situazione assume un nome preciso: mora. Si tratta di un concetto giuridico che definisce il ritardo ingiustificato nell’adempimento di un’obbligazione, attribuibile a una delle due parti coinvolte, il debitore o il creditore. Comprendere come funziona è fondamentale per tutelare i propri diritti, sia quando si deve pagare sia quando si attende un pagamento o una prestazione.

La mora del debitore: quando il ritardo è di chi deve pagare

La situazione più comune è la mora del debitore (o mora solvendi), che si verifica quando una persona o un’azienda non esegue una prestazione dovuta entro i termini stabiliti. Non si tratta di un semplice ritardo, ma di una condizione che scatta solo in presenza di specifici presupposti.

Affinché si possa parlare di mora del debitore, è necessario che:

  • Il ritardo sia imputabile al debitore e non a cause di forza maggiore.
  • Il debito sia “esigibile”, ovvero il termine per l’adempimento sia scaduto e non ci siano condizioni che ne sospendano l’efficacia.

La legge prevede due modi principali per far scattare formalmente la mora, un passaggio noto come “costituzione in mora”.

Come si costituisce in mora un debitore

La costituzione in mora può essere automatica o richiedere un’azione specifica da parte del creditore.

  • Mora automatica (ex re): In alcuni casi, il debitore è considerato in mora senza bisogno di alcuna comunicazione. Questo accade quando il debito deriva da un fatto illecito (ad esempio, un risarcimento per un danno), quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler adempiere, o quando è scaduto un termine e la prestazione doveva essere eseguita al domicilio del creditore (come il pagamento di una fattura con scadenza fissa).
  • Mora con intimazione (ex persona): In tutti gli altri casi, il creditore deve inviare al debitore una richiesta formale di adempimento, scritta e chiara. Questa comunicazione, spesso inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o Posta Elettronica Certificata (PEC), è comunemente nota come “lettera di messa in mora”.

Quali sono gli effetti della mora del debitore

Una volta costituito in mora, il debitore subisce conseguenze significative. Le principali sono:

  1. Obbligo di risarcire il danno: Il ritardo causa quasi sempre un danno al creditore. Nelle obbligazioni pecuniarie, questo si traduce nell’obbligo di pagare gli interessi moratori, calcolati dal giorno della mora fino al saldo effettivo.
  2. Passaggio del rischio: Il debitore in mora si assume il rischio dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione. Se il bene da consegnare viene distrutto per una causa non imputabile a nessuno dopo la scadenza del termine, il debitore non è liberato e deve comunque risarcire il creditore.
  3. Interruzione della prescrizione: La lettera di messa in mora interrompe i termini di prescrizione del diritto di credito, facendo ripartire il conteggio da capo.

La mora del creditore: quando il ritardo è di chi deve ricevere

Meno frequente ma altrettanto importante è la mora del creditore (o mora accipiendi). Si verifica quando il creditore, senza un motivo legittimo, rifiuta di ricevere la prestazione offertagli dal debitore o non compie gli atti necessari per consentirgli di adempiere. Ad esempio, un cliente che non si presenta per ritirare un prodotto su misura o un proprietario di casa che si rende irreperibile per non incassare l’affitto.

Come si costituisce in mora il creditore

Per il debitore, è fondamentale tutelarsi da un creditore non collaborativo. Per farlo, non basta una semplice offerta informale, ma è necessaria un’offerta solenne eseguita tramite un pubblico ufficiale. A seconda dell’oggetto dell’obbligazione, l’offerta può essere:

  • Reale: Se si tratta di denaro, titoli di credito o beni mobili da consegnare al domicilio del creditore, il pubblico ufficiale li consegna materialmente.
  • Per intimazione: Se si tratta di beni mobili da consegnare in un altro luogo, di beni immobili o di una prestazione di “fare”, il debitore intima formalmente al creditore di riceverli o di collaborare.

È importante notare che la mora del creditore non libera automaticamente il debitore dal suo obbligo. Per ottenere la liberazione, è necessario un passaggio ulteriore, come il deposito formale della somma o del bene dovuto.

Le conseguenze per il creditore in mora

Quando il creditore è costituito in mora, la situazione si inverte a suo svantaggio:

  • Rischio a suo carico: Se la prestazione diventa impossibile per cause non imputabili al debitore, il creditore in mora non può più pretenderla e resta obbligato a eseguire la sua eventuale controprestazione.
  • Risarcimento dei danni: Il creditore deve risarcire il debitore per i danni subiti a causa del ritardo (ad esempio, le spese di custodia del bene).
  • Niente interessi né frutti: Il debitore non è più tenuto a corrispondere interessi o frutti della cosa che non siano stati da lui percepiti.

Conoscere questi meccanismi è essenziale per ogni consumatore. Un ritardo può avere implicazioni economiche e legali rilevanti, e agire in modo informato è il primo passo per evitare problemi o far valere i propri diritti.

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Di admin