Dal 2023, la procedura per porre fine a un matrimonio in Italia è cambiata in modo significativo. Grazie alla Riforma del processo civile, nota come Riforma Cartabia, è ora possibile presentare la domanda di separazione e quella di divorzio con un unico atto, semplificando un percorso che prima richiedeva due procedimenti distinti e separati nel tempo.
Come funzionava prima della Riforma
In passato, le coppie che decidevano di interrompere il loro legame matrimoniale dovevano affrontare un percorso a due tappe obbligate. Prima era necessario avviare un procedimento per ottenere la separazione legale, consensuale o giudiziale. Solo dopo un periodo di tempo prestabilito dalla legge (dodici mesi in caso di separazione giudiziale, sei mesi per quella consensuale), era possibile avviare un secondo e distinto procedimento per ottenere il divorzio. Questo sistema comportava un allungamento dei tempi, costi duplicati e una prolungata incertezza per i coniugi.
La nuova procedura: un unico atto per separazione e divorzio
La novità principale introdotta dalla Riforma Cartabia è la possibilità del cosiddetto “cumulo di domande”. Con un solo ricorso presentato al tribunale, i coniugi possono chiedere contestualmente sia la separazione personale sia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Questo non significa ottenere un “divorzio immediato”, ma avviare un unico procedimento che porterà a entrambe le pronunce, nel rispetto delle tempistiche previste dalla legge.
La domanda di divorzio, sebbene presentata insieme a quella di separazione, diventa procedibile solo dopo che sono trascorsi i termini di legge e dopo che la sentenza parziale di separazione è passata in giudicato, ovvero è diventata definitiva.
I vantaggi pratici per i coniugi
Questa innovazione procedurale offre diversi benefici concreti per le persone che affrontano la fine del proprio matrimonio. La semplificazione del percorso legale si traduce in un notevole vantaggio sia in termini di tempo che di risorse economiche.
- Risparmio di tempo: Si evita di dover iniziare un secondo procedimento da capo, con nuove notifiche, udienze e scadenze. L’intero percorso è gestito all’interno di un unico fascicolo giudiziario.
- Riduzione dei costi: Unificare le due domande in un solo atto può portare a una diminuzione delle spese legali e dei costi processuali rispetto a due cause separate.
- Minore conflittualità: Definire fin da subito le condizioni sia della separazione sia del divorzio può contribuire a ridurre il potenziale di futuri disaccordi, offrendo un quadro più chiaro e stabile.
- Maggiore certezza: I coniugi possono avere una visione completa e a lungo termine degli accordi economici e personali, senza dover attendere un secondo giudizio per definire gli aspetti legati al divorzio.
Condizioni e requisiti da rispettare
È fondamentale comprendere che la domanda cumulativa non elimina i presupposti sostanziali per il divorzio. La legge richiede ancora un periodo ininterrotto di separazione prima che il vincolo matrimoniale possa essere sciolto. I termini rimangono invariati:
- 12 mesi dalla comparizione dei coniugi davanti al presidente del tribunale nel procedimento di separazione giudiziale.
- 6 mesi nel caso di separazione consensuale, anche quando il giudizio si trasforma da giudiziale a consensuale.
La sentenza finale emessa dal giudice conterrà capi autonomi e distinti per la separazione e per il divorzio, specificando la decorrenza dei diversi provvedimenti economici, come l’assegno di mantenimento per il coniuge o per i figli.
La tutela dei figli e il “Piano Genitoriale”
La Riforma Cartabia ha posto particolare attenzione alla tutela dei figli minori coinvolti nelle crisi familiari. Una delle novità più importanti è l’introduzione del “Piano Genitoriale”. Si tratta di un documento che i genitori devono obbligatoriamente allegare al ricorso, nel quale vengono dettagliati gli impegni e le attività quotidiane dei figli: dalla scuola alle attività extrascolastiche, dalle frequentazioni abituali alle vacanze. Questo strumento aiuta il giudice a prendere decisioni più consapevoli e aderenti all’interesse superiore del minore. In presenza di figli minori, la competenza territoriale del tribunale è determinata dal luogo di residenza abituale del minore.
In sintesi, la possibilità di presentare una domanda congiunta di separazione e divorzio rappresenta un passo avanti per rendere la giustizia familiare più efficiente e meno gravosa per i cittadini. Sebbene i requisiti di legge per ottenere il divorzio restino invariati, questa riforma procedurale offre un percorso più lineare e prevedibile.
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