I periodi di interruzione o riduzione dell’attività lavorativa non sempre rappresentano un vuoto nel percorso pensionistico di un lavoratore. Grazie ai contributi figurativi, è possibile tutelare la propria posizione previdenziale anche durante eventi come la maternità, la malattia o la disoccupazione. Si tratta di contributi “virtuali” accreditati dall’INPS senza alcun costo per il lavoratore o per il datore di lavoro, garantendo continuità alla carriera contributiva.
Cosa sono e a cosa servono i contributi figurativi
I contributi figurativi sono importi accreditati sul conto assicurativo del lavoratore per coprire periodi in cui non ha potuto prestare attività lavorativa o ha percepito una retribuzione ridotta. La loro funzione è fondamentale: evitare che eventi specifici, tutelati dalla legge, possano penalizzare il futuro diritto alla pensione o l’importo dell’assegno.
Questi contributi, finanziati dalla collettività, sono validi sia per maturare il diritto alla pensione (l’anzianità contributiva necessaria per andare in pensione) sia per calcolarne la misura (l’importo economico). Tuttavia, come vedremo, esistono alcune eccezioni e limiti specifici a seconda del tipo di evento e della prestazione pensionistica richiesta.
Quando spetta l’accredito dei contributi figurativi
L’accredito dei contributi figurativi non è automatico per ogni tipo di assenza, ma è previsto solo in casi tassativamente indicati dalla normativa. La modalità di accredito può variare: in alcune situazioni avviene d’ufficio da parte dell’INPS, mentre in altre è necessaria una richiesta esplicita da parte del lavoratore interessato.
Accredito automatico dall’INPS
In questi casi, l’INPS procede all’accredito sulla base delle comunicazioni obbligatorie inviate dai datori di lavoro o da altri enti. Il lavoratore non deve presentare alcuna domanda. Rientrano in questa categoria i periodi di:
- Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS).
- Indennità di disoccupazione, come la NASpI.
- Contratti di solidarietà.
- Indennità di mobilità.
- Assistenza antitubercolare a carico dell’INPS.
- Lavori socialmente utili (con alcune limitazioni sul valore).
Accredito su richiesta del lavoratore
Per altre tipologie di eventi, è il cittadino a dover presentare una domanda specifica all’INPS per ottenere il riconoscimento dei periodi. È fondamentale conservare la documentazione che attesta il diritto. I casi più comuni includono:
- Servizio militare obbligatorio, civile o volontario.
- Congedo di maternità e paternità, anche al di fuori di un rapporto di lavoro.
- Congedo parentale (ex astensione facoltativa).
- Riposi giornalieri per allattamento.
- Assenze per malattia del bambino.
- Permessi retribuiti per assistere familiari con disabilità grave (ai sensi della Legge 104/92).
- Congedo straordinario biennale per l’assistenza a familiari con handicap grave.
- Aspettativa per lo svolgimento di funzioni pubbliche elettive o cariche sindacali.
- Periodi di malattia e infortunio non indennizzati.
Valore e limiti per il calcolo della pensione
Sebbene i contributi figurativi siano generalmente equiparati a quelli da lavoro effettivo, esistono delle particolarità che possono influenzarne il valore e l’utilizzo ai fini pensionistici. È importante conoscerle per evitare sorprese al momento della richiesta della pensione.
Ecco alcuni dei principali limiti e casi specifici:
- Lavori socialmente utili: I contributi figurativi accreditati per questi periodi sono validi per raggiungere il diritto alla pensione, ma non vengono considerati nel calcolo del suo importo.
- Pensioni di invalidità: Se un lavoratore, dopo aver percepito una pensione di inabilità o un assegno di invalidità, recupera la capacità lavorativa, i periodi figurativi sono utili per il diritto alla pensione di vecchiaia, ma non per determinarne la misura.
- Pensioni anticipate: Per alcune forme di uscita anticipata, come “Opzione Donna”, i contributi figurativi derivanti da disoccupazione indennizzata (NASpI) e malattia non sono validi per raggiungere il requisito contributivo minimo richiesto (solitamente 35 anni), ma vengono inclusi solo nel calcolo finale dell’assegno.
- Limite massimo: Per i lavoratori che al 31 dicembre 1992 non avevano alcuna anzianità contributiva, è previsto un limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa utile per il diritto alla pensione di anzianità.
Come verificare la propria posizione contributiva
È un diritto e un dovere di ogni lavoratore monitorare la propria situazione previdenziale per assicurarsi che tutti i periodi, inclusi quelli figurativi, siano stati correttamente registrati. Il principale strumento a disposizione è l’estratto conto contributivo, consultabile online sul sito dell’INPS accedendo con SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
Se dall’analisi dell’estratto conto emergono lacune o incongruenze, è necessario agire tempestivamente. Se manca un periodo che doveva essere accreditato d’ufficio, si può presentare una segnalazione all’INPS. Se invece si tratta di un periodo da accreditare a domanda, occorre avviare la relativa procedura, allegando tutta la documentazione necessaria a comprovare il diritto.
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