Il trust è uno strumento giuridico sempre più utilizzato per la gestione e la protezione di patrimoni, anche familiari. Sebbene la sua funzione principale sia quella di separare alcuni beni dal patrimonio personale per destinarli a uno scopo specifico o a dei beneficiari, le sue implicazioni fiscali sono complesse e richiedono chiarezza, soprattutto per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi.

Come funziona il trust in parole semplici

Per comprendere gli aspetti fiscali, è utile ripassare il funzionamento del trust. Si tratta di un rapporto giuridico in cui una persona, il disponente (o settlor), trasferisce la proprietà di alcuni beni a un altro soggetto, il trustee. Quest’ultimo ha il compito di amministrare tali beni non per sé, ma nell’interesse di uno o più beneficiari o per un fine prestabilito, seguendo le regole definite nell’atto istitutivo del trust.

La caratteristica fondamentale del trust è la cosiddetta “segregazione patrimoniale”. I beni conferiti nel trust costituiscono un patrimonio separato e autonomo sia da quello del disponente che da quello del trustee. Questo significa che i creditori personali di entrambi non possono aggredire i beni del trust, garantendo una forte protezione.

La tassazione dei redditi: trust trasparente e opaco

Ai fini fiscali italiani, il trust è considerato un soggetto passivo d’imposta, simile a una società. Deve quindi avere un proprio codice fiscale e presentare una dichiarazione dei redditi. Tuttavia, le modalità di tassazione cambiano radicalmente a seconda della sua tipologia, che dipende da come sono individuati i beneficiari del reddito.

La distinzione principale è tra:

  • Trust trasparente: In questo caso, i beneficiari del reddito sono individuati in modo certo e hanno il diritto di pretendere l’attribuzione di quel reddito da parte del trustee. Il reddito prodotto dal trust viene imputato direttamente ai beneficiari “per trasparenza”, indipendentemente dal fatto che lo abbiano materialmente ricevuto. Saranno quindi i beneficiari a doverlo dichiarare nel proprio modello 730 o Redditi Persone Fisiche, pagando l’IRPEF.
  • Trust opaco: Si ha quando i beneficiari non sono ancora individuati, oppure quando il trustee ha piena discrezionalità nel decidere se, quando e a chi distribuire i redditi. In questa situazione, il reddito viene tassato direttamente in capo al trust, che paga l’Imposta sul Reddito delle Società (IRES), con un’aliquota fissa del 24%.

È anche possibile che un trust sia parzialmente trasparente e parzialmente opaco, a seconda delle disposizioni contenute nell’atto istitutivo.

Implicazioni pratiche per la dichiarazione dei redditi

La differenza tra le due tipologie ha conseguenze dirette per i consumatori e i contribuenti. Se sei beneficiario di un trust, il tuo obbligo dichiarativo cambia radicalmente.

Nel caso di un trust trasparente, devi assicurarti di ricevere la documentazione necessaria dal trustee per dichiarare la tua quota di reddito. Questo reddito si sommerà agli altri tuoi redditi e sarà soggetto alle aliquote progressive IRPEF.

Nel caso di un trust opaco, invece, non dovrai dichiarare nulla fino al momento dell’eventuale distribuzione. Quando riceverai delle somme, queste non saranno più tassate in capo a te, poiché l’imposta (IRES) è già stata pagata dal trust. Questo meccanismo evita la doppia imposizione. La scelta per un trust opaco può essere vantaggiosa se le aliquote IRPEF del beneficiario sono superiori all’aliquota IRES del 24%. Tuttavia, va considerato che il trust, non essendo una persona fisica, non può beneficiare di alcune agevolazioni fiscali, come la cedolare secca sugli affitti.

Tassazione del trasferimento dei beni: cosa è cambiato

Un altro aspetto fiscale rilevante riguarda le imposte di successione e donazione. Un tempo si discuteva se tassare il conferimento iniziale dei beni nel trust. Oggi, l’orientamento consolidato è che questo primo passaggio non costituisce un reale arricchimento e quindi non è soggetto a imposta.

La tassazione avviene solo nel momento finale, cioè quando i beni vengono effettivamente e definitivamente trasferiti dal trust ai beneficiari. È in quel momento che si realizza il trasferimento di ricchezza e scatta l’obbligo di pagare l’imposta di donazione o successione, con aliquote e franchigie che dipendono dal rapporto di parentela tra il disponente originario e il beneficiario finale.

Il trust è uno strumento complesso la cui efficacia dipende da una corretta pianificazione, anche e soprattutto dal punto di vista fiscale. La distinzione tra opaco e trasparente è cruciale per determinare chi deve pagare le imposte sui redditi e con quali modalità.

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Di admin