L’esame di abilitazione alla professione forense per la sessione 2022 si è svolto con modalità straordinarie, confermando la sostituzione delle tradizionali prove scritte con una doppia prova orale. Questa scelta ha esteso un formato emergenziale introdotto per far fronte alle complessità organizzative legate alla pandemia.
Le modalità per l’abilitazione forense 2022
La decisione di mantenere un formato d’esame alternativo è stata formalizzata con la conversione in legge del Decreto Semplificazioni Fiscali (D.L. n. 73/2022). Nello specifico, l’articolo 39-bis del provvedimento ha esteso alla sessione 2022 la disciplina speciale già applicata nel biennio precedente. L’obiettivo era garantire lo svolgimento delle prove in sicurezza, derogando temporaneamente alle disposizioni ordinarie che regolano l’accesso alla professione di avvocato.
Come si è svolto l’esame con il doppio orale
Il formato speciale ha previsto un percorso di valutazione articolato in due distinti colloqui orali, con la prima prova che fungeva da requisito di accesso per la seconda. Questa struttura è stata pensata per verificare sia le capacità di analisi pratica sia la preparazione teorica dei candidati.
La prima prova orale: risoluzione di un caso pratico
La prima fase dell’esame consisteva nella discussione di una questione pratico-applicativa, mirata a valutare le capacità di inquadramento giuridico e di argomentazione del candidato. Le caratteristiche principali di questa prova erano:
- Materia a scelta: Il candidato poteva scegliere una materia tra diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo.
- Analisi del quesito: Dopo la lettura del caso, il candidato aveva a disposizione 30 minuti per esaminarlo, individuare i nodi problematici, le norme applicabili e gli orientamenti giurisprudenziali rilevanti.
- Consultazione dei codici: Durante la fase di preparazione era consentito l’uso dei codici annotati con la giurisprudenza.
- Discussione: Al termine della preparazione, seguivano 30 minuti di discussione con la commissione per esporre la soluzione giuridica individuata.
La seconda prova orale: il colloquio multidisciplinare
I candidati che superavano la prima prova accedevano al secondo e ultimo colloquio. Questa fase, più simile all’esame orale tradizionale, aveva una durata compresa tra 45 e 60 minuti. La discussione verteva su cinque materie scelte in precedenza dal candidato, a cui si aggiungevano le materie obbligatorie di ordinamento e deontologia forense.
Implicazioni per la preparazione dei candidati
La conferma di questo formato ha avuto un impatto significativo sulla preparazione dei praticanti avvocati. L’assenza delle prove scritte ha spostato l’attenzione dalla capacità di redigere atti complessi sotto pressione a competenze diverse. Sono diventate centrali la capacità di analisi sintetica, il ragionamento giuridico applicato a casi concreti e, soprattutto, l’efficacia dell’esposizione orale. Per i candidati è stato quindi fondamentale esercitarsi nella risoluzione rapida di questioni pratiche e nello sviluppare abilità di argomentazione giuridica verbale, approfondendo lo studio della giurisprudenza più rilevante.
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