La sessione dell’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di avvocato del 2022 ha confermato la formula straordinaria introdotta durante il periodo pandemico, sostituendo le tradizionali tre prove scritte con un doppio esame orale. Questa modifica, formalizzata con il decreto legge n. 73/2022, ha esteso la disciplina emergenziale già applicata in precedenza, con l’obiettivo di garantire lo svolgimento delle prove in sicurezza e continuità.

Una conferma del formato emergenziale

La decisione di mantenere la modalità dell’orale rafforzato anche per la sessione 2022 ha rappresentato una deroga significativa rispetto alla struttura storica dell’esame forense in Italia. La normativa di riferimento, contenuta nell’articolo 39-bis del cosiddetto “decreto Semplificazioni fiscali”, ha esteso l’efficacia delle disposizioni del decreto legge n. 31 del 2021, originariamente concepito per gestire le complessità logistiche e sanitarie della pandemia.

Questa scelta ha di fatto sospeso, per un altro anno, la consueta procedura che prevedeva la redazione di tre elaborati scritti: due pareri legali, uno in materia di diritto civile e uno in materia di diritto penale, e un atto giudiziario. L’obiettivo era snellire le procedure e ridurre i tempi di permanenza e i rischi di assembramento, pur mantenendo un rigoroso processo di valutazione delle competenze dei candidati.

Come si è svolto l’esame orale rafforzato

La prova d’esame per la sessione 2022 si è articolata in due fasi distinte, entrambe orali ma con finalità e modalità differenti. Questo formato, noto come “orale rafforzato”, mirava a testare sia le capacità di analisi e risoluzione di problemi pratici, sia la preparazione teorica del candidato su un ampio spettro di materie giuridiche.

La prima prova orale

La prima parte dell’esame consisteva nella risoluzione di una questione pratico-applicativa. Questa prova, propedeutica alla seconda, era pensata per simulare l’approccio che un avvocato deve avere di fronte a un caso concreto. Le sue caratteristiche principali erano:

  • Oggetto: Discussione e soluzione di un quesito in una materia a scelta del candidato tra diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo.
  • Durata: Un’ora complessiva, suddivisa in due momenti. I primi 30 minuti erano dedicati all’analisi preliminare del caso, mentre i successivi 30 minuti erano destinati alla discussione con la commissione.
  • Strumenti: Durante la fase di preparazione, i candidati potevano consultare i codici annotati con la giurisprudenza, uno strumento fondamentale per individuare i principi normativi e gli orientamenti giurisprudenziali pertinenti.
  • Valutazione: La commissione valutava la capacità del candidato di inquadrare il problema, individuare le norme applicabili e proporre una soluzione giuridicamente argomentata.

La seconda prova orale

I candidati che superavano la prima fase accedevano alla seconda prova orale. Questo secondo colloquio ricalcava la struttura dell’esame orale tradizionale, ma con un focus multidisciplinare. La sua struttura prevedeva:

  • Durata: Variabile tra 45 e 60 minuti.
  • Materie: La discussione verteva su cinque materie scelte dal candidato tra quelle previste dal bando d’esame, a cui si aggiungevano obbligatoriamente l’ordinamento e la deontologia forense.
  • Obiettivo: Verificare la preparazione teorica, la capacità di collegamento tra le diverse branche del diritto e la conoscenza delle norme etiche e professionali che regolano la professione di avvocato.

Implicazioni per i candidati e il futuro dell’esame

Il mantenimento dell’orale rafforzato per la sessione 2022 ha avuto un impatto significativo sulla preparazione dei praticanti avvocati. L’attenzione si è spostata dalla capacità di redazione scritta, che richiede tempo e una specifica tecnica compositiva, alla prontezza nell’analisi dei problemi e all’efficacia dell’argomentazione orale. Questa modalità ha premiato la capacità di ragionamento giuridico immediato e di problem-solving.

La misura, sebbene nata come soluzione temporanea a una crisi, ha alimentato un ampio dibattito sulla necessità di una riforma strutturale dell’esame di abilitazione. Mentre alcuni hanno visto in questo formato un’opportunità per modernizzare l’accesso alla professione, altri hanno espresso preoccupazione per il possibile abbandono delle prove scritte, considerate un filtro essenziale per valutare la maturità e il rigore del giurista. La sessione del 2022 si è quindi inserita in un contesto di transizione, le cui conseguenze sul futuro dell’abilitazione forense sono ancora oggetto di valutazione.

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Di admin