Un infortunio subito da un alunno durante l’orario scolastico non è una semplice fatalità. L’istituto e il personale docente hanno un preciso dovere legale di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità degli studenti. Quando questo dovere viene meno, i genitori hanno il diritto di chiedere e ottenere un risarcimento per i danni subiti dal proprio figlio. Comprendere i meccanismi di responsabilità e la procedura corretta è fondamentale per far valere le proprie ragioni.
La responsabilità della scuola e degli insegnanti
Con l’iscrizione di un alunno, tra la famiglia e l’istituto scolastico si instaura un vero e proprio vincolo contrattuale. Da questo accordo derivano due obblighi principali per la scuola e i suoi dipendenti:
- Obbligo di istruzione: il dovere primario di impartire lezioni e formare gli studenti.
- Obbligo di protezione e vigilanza: il dovere accessorio, ma non meno importante, di proteggere l’integrità fisica e la sicurezza degli alunni per tutto il tempo in cui sono affidati alla scuola.
Se un alunno si fa male, la responsabilità dell’istituto può essere di natura contrattuale. Spetta alla scuola dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie per prevenire l’incidente. L’onere della prova è quindi a carico dell’istituto, che deve provare la non imputabilità dell’evento.
Danno causato dall’alunno a terzi e danno autoprocurato
È importante distinguere due scenari principali. Se un alunno causa un danno a un’altra persona (un compagno o un terzo), la responsabilità degli insegnanti deriva dalla presunzione di “culpa in vigilando”. In questo caso, l’insegnante deve dimostrare di non aver potuto impedire il fatto illecito. Se, invece, l’alunno subisce un danno, anche procurandoselo da solo, la responsabilità della scuola è di natura contrattuale. L’istituto deve provare di aver adempiuto al proprio obbligo di vigilanza con la massima diligenza.
Quando la scuola è responsabile: casi pratici e limiti
La responsabilità della scuola non è automatica e viene valutata caso per caso. La giurisprudenza ha delineato alcuni principi guida per stabilire i confini del dovere di vigilanza.
- Infortuni durante l’attività sportiva: Un incidente che avviene durante una normale azione di gioco, come una partita di calcio nell’ora di educazione fisica, non comporta automaticamente una responsabilità. Per ottenere un risarcimento, è necessario dimostrare che il danno sia stato causato da un comportamento illecito di un altro alunno o da una palese mancanza di supervisione da parte dell’insegnante.
- Vigilanza fuori dall’orario di lezione: Il dovere di controllo non si limita alle ore di lezione. La scuola è responsabile della sicurezza degli alunni dal momento in cui entrano nell’edificio fino a quando non ne escono, comprese le fasi di ingresso, uscita e ricreazione.
- Età e maturità dello studente: L’intensità della vigilanza deve essere proporzionata all’età e al grado di maturità degli alunni. Per i bambini più piccoli della scuola dell’infanzia o primaria, il controllo deve essere costante e capillare. Per gli studenti più grandi delle scuole superiori, l’obbligo si attenua ma non scompare, adattandosi alla loro maggiore autonomia.
- Manutenzione e sicurezza delle strutture: L’istituto è responsabile anche per i danni causati da una cattiva manutenzione dei locali e delle attrezzature. Un pavimento scivoloso non segnalato, un’altalena rotta nel cortile o un vetro rotto sono esempi di “insidie” che configurano una responsabilità per mancata custodia.
Come richiedere il risarcimento dei danni
Per avviare la procedura di risarcimento, è essenziale seguire alcuni passaggi formali e raccogliere prove adeguate. Un approccio strutturato aumenta significativamente le possibilità di successo.
- Inviare una comunicazione formale: Il primo passo è inviare una lettera di messa in mora all’istituto scolastico, indirizzata al Dirigente Scolastico. È consigliabile utilizzare una raccomandata con ricevuta di ritorno o una Posta Elettronica Certificata (PEC) per avere prova della ricezione.
- Descrivere l’accaduto: Nella lettera bisogna descrivere in modo dettagliato la dinamica dell’incidente, specificando data, ora, luogo e le circostanze in cui si è verificato il danno.
- Raccogliere le prove: La documentazione è cruciale. È fondamentale allegare alla richiesta tutti i referti del pronto soccorso, i certificati medici successivi, le prescrizioni di farmaci o terapie e le ricevute delle spese sostenute.
- Cercare testimoni: Le dichiarazioni di eventuali testimoni (personale scolastico, altri genitori o studenti, se abbastanza grandi) possono essere determinanti per ricostruire i fatti e confermare la versione dell’accaduto.
Ogni istituto scolastico è coperto da un’assicurazione obbligatoria INAIL e, spesso, stipula polizze integrative private per coprire una gamma più ampia di infortuni. La richiesta di risarcimento attiverà la compagnia assicurativa della scuola, che gestirà la pratica.
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