Il danno iatrogeno rappresenta un pregiudizio alla salute che si verifica quando un errore medico, anziché risolvere un problema, finisce per aggravare una patologia o una lesione già esistente. Si tratta di una forma specifica di responsabilità sanitaria, in cui la condotta del medico o della struttura incide negativamente su una condizione pregressa del paziente, causando un peggioramento che non si sarebbe verificato con cure adeguate.
Che cos’è il danno iatrogeno e quando si verifica
Il termine “iatrogeno” deriva dal greco e significa letteralmente “generato dal medico”. Nel contesto della responsabilità sanitaria, questo danno si distingue da un errore che causa una patologia completamente nuova. La sua caratteristica principale è l’aggravamento di una condizione di salute già compromessa. Per poter parlare di danno iatrogeno, devono verificarsi una serie di eventi concatenati:
- Una condizione preesistente: Il paziente è già affetto da una lesione o una malattia, che può essere di origine naturale o causata da un evento esterno (come un incidente).
- L’intervento medico: Il paziente si affida a un sanitario o a una struttura per ricevere le cure necessarie.
- L’errore medico: Durante il trattamento, si verifica un errore dovuto a negligenza, imprudenza o imperizia professionale.
- L’aggravamento: A causa dell’errore, la condizione del paziente peggiora oltre il livello che sarebbe stato inevitabile anche con un trattamento corretto.
In sostanza, il danno risarcibile non è la malattia originaria, ma il suo peggioramento ingiustificato, direttamente collegato alla condotta errata del medico.
La responsabilità del medico e della struttura sanitaria
Quando si accerta un danno iatrogeno, la responsabilità ricade sul professionista sanitario e/o sulla struttura in cui ha operato. Un punto fondamentale è che il medico viene considerato responsabile per l’esito complessivo della salute del paziente, poiché la sua condotta colposa si è inserita in un percorso di cura, alterandolo negativamente. La lesione originaria diventa l’antecedente necessario su cui si innesta l’errore.
Questo non significa che il medico debba rispondere della patologia iniziale, ma che il suo intervento errato lo rende responsabile delle conseguenze dannose che ne sono derivate. La valutazione della responsabilità, quindi, si concentra sull’impatto che l’errore ha avuto sul decorso clinico del paziente.
Come viene calcolato il risarcimento del danno
Il calcolo del risarcimento per danno iatrogeno è uno degli aspetti più complessi e segue un criterio specifico, noto come “calcolo differenziale”. Non si tratta di una semplice sottrazione tra le percentuali di invalidità (ad esempio, se l’invalidità passa dal 10% al 25%, il danno non corrisponde al 15%). Il metodo corretto, stabilito dalla giurisprudenza, prevede un approccio basato sul valore economico del danno:
- Valutazione dello stato di salute finale: Si calcola il valore monetario corrispondente alla percentuale di invalidità permanente che il paziente presenta dopo l’errore medico.
- Valutazione dello stato di salute ipotetico: Si stima quale sarebbe stata la percentuale di invalidità (e il relativo valore monetario) se il trattamento fosse stato eseguito correttamente.
- Calcolo del risarcimento: L’importo del risarcimento è dato dalla differenza tra il valore monetario del danno complessivo finale e quello del danno che sarebbe comunque residuato.
Questo sistema assicura che il paziente venga risarcito per l’effettivo peggioramento causato dall’errore medico, tenendo conto che una parte del suo stato di salute era già compromessa in origine. La situazione può diventare ancora più articolata se l’infortunio iniziale è coperto da indennizzo INAIL, poiché tale importo deve essere scomputato dal risarcimento civilistico.
Diritti del paziente e azioni da intraprendere
Un paziente che sospetta di aver subito un danno iatrogeno ha il diritto di chiedere un risarcimento, ma deve essere in grado di dimostrare il nesso tra l’errore e il peggioramento della sua salute. Per tutelare i propri diritti, è consigliabile seguire alcuni passi fondamentali:
- Raccogliere tutta la documentazione medica: È essenziale conservare cartelle cliniche, referti, esami diagnostici e qualsiasi altro documento relativo sia alla patologia iniziale sia ai trattamenti ricevuti.
- Richiedere una perizia medico-legale: Un medico legale specializzato può analizzare il caso, valutare la correttezza delle cure e stabilire se l’aggravamento sia una conseguenza diretta di un errore sanitario.
- Dimostrare il nesso causale: L’onere della prova spetta al paziente, che deve dimostrare che il peggioramento della sua condizione non è una semplice evoluzione della malattia, ma un effetto diretto della condotta negligente del medico.
Ottenere il giusto risarcimento per un danno iatrogeno richiede un’analisi attenta e specializzata. È essenziale comprendere come viene valutato il pregiudizio e quali passi compiere per tutelare i propri diritti.
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