Il trust è un istituto giuridico che consente a una persona, il disponente (o settlor), di trasferire la gestione di alcuni beni a un soggetto di fiducia, il trustee. Quest’ultimo ha il compito di amministrarli nell’interesse di uno o più beneficiari oppure per uno scopo specifico, seguendo le regole definite nell’atto istitutivo. Sebbene di origine anglosassone, il trust è pienamente riconosciuto nell’ordinamento italiano e rappresenta uno strumento versatile per la pianificazione patrimoniale e successoria.

Come funziona il trust: il patrimonio separato

La caratteristica fondamentale del trust è la segregazione patrimoniale. I beni conferiti nel trust costituiscono un patrimonio separato e autonomo sia rispetto a quello del disponente, che se ne spoglia, sia rispetto a quello personale del trustee, che ne assume solo l’amministrazione. Questa separazione ha conseguenze pratiche molto importanti per la protezione dei beni.

Gli effetti principali della segregazione sono:

  • Protezione dai creditori del disponente: Una volta che i beni sono confluiti nel trust, non possono più essere aggrediti dai creditori personali di chi li ha conferiti.
  • Protezione dai creditori del trustee: I beni del trust non possono essere utilizzati per soddisfare i debiti personali del trustee, poiché non fanno parte del suo patrimonio.
  • Protezione dai creditori dei beneficiari: I creditori dei beneficiari possono rivalersi solo sulle somme e sui beni che vengono effettivamente loro distribuiti dal trustee, ma non sul patrimonio del trust ancora gestito.

Questa struttura garantisce che il patrimonio vincolato sia utilizzato esclusivamente per gli scopi stabiliti dal disponente, offrendo una solida barriera protettiva contro eventi esterni imprevisti.

La tassazione del conferimento di beni nel trust

Un aspetto a lungo dibattuto ha riguardato il momento in cui applicare le imposte di successione e donazione. In passato, si tendeva a tassare l’atto stesso di costituzione del trust. Tuttavia, un orientamento consolidato della Corte di Cassazione e recepito dall’Agenzia delle Entrate ha chiarito un principio fondamentale: la tassazione non è dovuta al momento del conferimento dei beni al trustee, ma solo quando questi vengono effettivamente trasferiti ai beneficiari finali.

Il semplice atto di dotazione del trust, infatti, non genera un arricchimento reale e definitivo, ma solo un effetto di segregazione. L’imposta diventa esigibile solo nel momento in cui si verifica un trasferimento stabile di ricchezza dal trust al beneficiario. Le aliquote e le franchigie applicabili saranno determinate in base al rapporto di parentela tra il disponente originario e il beneficiario finale. Per i trasferimenti immobiliari, le imposte ipotecarie e catastali sono dovute in misura fissa all’atto del conferimento e in misura proporzionale solo al momento del trasferimento finale della proprietà ai beneficiari.

La dichiarazione dei redditi del trust

Ai fini delle imposte dirette, il trust è considerato un soggetto passivo d’imposta autonomo, titolare di un proprio codice fiscale e obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi. Il reddito prodotto dal patrimonio in trust è soggetto a tassazione, ma le modalità variano a seconda della tipologia di trust.

La distinzione principale è tra:

  • Trust trasparente: Si ha quando i beneficiari del reddito sono individuati e hanno il diritto di pretendere l’assegnazione di quel reddito. In questo caso, i redditi prodotti dal trust vengono imputati direttamente ai beneficiari “per trasparenza”, indipendentemente dalla loro effettiva percezione, e saranno loro a doverli dichiarare e a pagare l’IRPEF.
  • Trust opaco: Si verifica quando i beneficiari non sono ancora individuati o quando il trustee ha piena discrezionalità nel decidere se, quando e a chi distribuire i redditi. In questa situazione, il reddito viene tassato direttamente in capo al trust, che paga l’Imposta sul Reddito delle Società (IRES), attualmente al 24%.

Un reddito già tassato in capo a un trust opaco non sarà nuovamente tassato quando verrà distribuito al beneficiario, per evitare una doppia imposizione.

Cosa significa per i consumatori

Il trust è uno strumento potente ma complesso, che richiede un’attenta valutazione. Per chi intende proteggere un patrimonio familiare, assistere un parente vulnerabile o pianificare la successione, offre vantaggi significativi. La tassazione dei redditi in capo al trust opaco con aliquota fissa IRES può essere fiscalmente vantaggiosa rispetto alle aliquote progressive IRPEF, ma comporta alcune limitazioni, come l’impossibilità di usufruire della cedolare secca per i redditi da locazione.

Data la complessità della materia, sia dal punto di vista legale che fiscale, è fondamentale affidarsi a professionisti esperti per valutare se il trust sia la soluzione adatta alle proprie esigenze e per redigere un atto istitutivo che ne rispecchi fedelmente gli obiettivi, evitando future complicazioni.

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Di admin