Un genitore che ostacola attivamente il rapporto tra il figlio e l’altro genitore può perdere la responsabilità genitoriale. Questo principio, fondamentale per la tutela del benessere dei minori, è stato ribadito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 19305/2022. La decisione conferma che i comportamenti volti ad alienare una figura genitoriale non solo danneggiano il bambino, ma costituiscono una grave violazione dei doveri genitoriali.

Il caso: una condotta dannosa per il minore

La vicenda esaminata dalla Cassazione riguarda una madre la cui responsabilità genitoriale era stata revocata sia dal Tribunale per i minorenni sia dalla Corte d’Appello. Secondo le valutazioni dei giudici e dei consulenti tecnici, la donna manifestava una personalità ansiosa e controllante, trasmettendo al figlio una visione paranoica e negativa del mondo e, in particolare, della figura paterna. Questo clima di sfiducia e sospetto aveva causato un grave trauma psicologico al bambino, compromettendone la crescita serena e la capacità di sviluppare un rapporto sano con il padre.

Le relazioni dei servizi sociali e degli specialisti hanno evidenziato come la madre non fosse in grado di riconoscere i bisogni reali del figlio, proiettando su di lui le proprie percezioni persecutorie. Tale condizionamento psicologico è stato ritenuto un serio pregiudizio per lo sviluppo equilibrato del minore, rendendo necessario un intervento drastico a sua protezione.

La decisione della Cassazione e il diritto alla bigenitorialità

Nel respingere il ricorso della madre, la Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale. Al di là delle discussioni sulla validità scientifica della cosiddetta “Sindrome da Alienazione Parentale” (PAS), ciò che rileva a livello giuridico è la condotta del genitore. Il giudice ha il dovere di accertare se un genitore stia attivamente denigrando e allontanando l’altro dalla vita del figlio. Se tali comportamenti sono provati, rappresentano un fattore decisivo nella valutazione dell’idoneità genitoriale.

Il principio cardine è il diritto alla bigenitorialità, inteso come il diritto del bambino a mantenere un rapporto continuativo e significativo con entrambi i genitori. Un genitore che sabota questo diritto agisce contro l’interesse primario del minore. La capacità di un genitore di preservare e favorire la relazione del figlio con l’altro genitore è, infatti, un indicatore fondamentale della sua competenza.

Conseguenze pratiche e tutele per il minore

La revoca della responsabilità genitoriale è una misura grave, adottata solo quando strettamente necessaria per proteggere il bambino. Non significa cancellare la figura materna, ma riorganizzare le relazioni familiari in un contesto protetto. Nel caso specifico, i giudici hanno disposto un progetto mirato a garantire il benessere del minore, che includeva:

  • L’affidamento del bambino al padre, ritenuto in grado di offrirgli un ambiente più stabile.
  • L’organizzazione di incontri protetti tra madre e figlio, svolti in uno spazio neutro e con la supervisione di operatori specializzati.
  • L’avvio di percorsi di supporto psicologico distinti per il padre, la madre e il bambino.

L’obiettivo di queste misure non è punitivo, ma terapeutico. Si mira a recuperare, nel tempo e con il giusto sostegno, una relazione sana tra la madre e il figlio, sempre mettendo al primo posto la sicurezza e l’equilibrio psicofisico di quest’ultimo.

Cosa fare in situazioni di alta conflittualità

Le separazioni e i divorzi possono essere fonte di grande conflitto, ma è imperativo che i genitori mettano sempre al primo posto il benessere dei figli. Coinvolgere un bambino nelle dispute tra adulti, denigrare l’altro genitore o ostacolarne la frequentazione sono comportamenti che possono avere conseguenze devastanti sulla psiche del minore e gravi ripercussioni legali.

In situazioni di alta conflittualità, è consigliabile cercare supporto professionale da avvocati specializzati in diritto di famiglia e da psicologi o mediatori familiari. Questi esperti possono aiutare a gestire il conflitto in modo costruttivo, evitando che le dinamiche negative tra gli ex partner ricadano sui figli. La legge tutela il diritto del bambino a crescere con l’amore e il supporto di entrambi i genitori, e i tribunali interverranno sempre per proteggere questo diritto fondamentale.

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Di admin