Una multa emessa da un autovelox può essere annullata se la strada su cui è posizionato il dispositivo di controllo non rispetta i requisiti strutturali previsti dal Codice della Strada. Questo è quanto emerge da una recente sentenza che applica il “principio della ragione più liquida”, un criterio che permette al giudice di decidere una controversia basandosi sull’irregolarità più palese, senza dover analizzare tutte le altre contestazioni sollevate.

Cos’è il principio della ragione più liquida?

Il principio della “ragione più liquida” è uno strumento di efficienza e economia processuale, riconosciuto dalla Corte di Cassazione per snellire i procedimenti giudiziari. In sostanza, quando un cittadino presenta un ricorso con diverse motivazioni, il giudice può scegliere di basare la sua decisione su quella più chiara e di più semplice soluzione. Questo evita di allungare i tempi del processo analizzando questioni complesse quando esiste già un motivo palese per accogliere il ricorso.

Applicato alle multe stradali, questo principio diventa uno strumento importante. Se, ad esempio, un automobilista contesta la taratura dell’autovelox, la visibilità della segnaletica e, al tempo stesso, l’inadeguatezza della strada, il giudice può annullare il verbale semplicemente verificando che la strada non ha i requisiti di legge. Questa singola verifica, essendo la “ragione più liquida”, è sufficiente per invalidare la sanzione, rendendo superfluo l’esame degli altri punti contestati.

I requisiti della strada per un autovelox legittimo

La legge non consente l’installazione di sistemi di rilevamento automatico della velocità su qualsiasi tipo di strada. La normativa, e in particolare il Codice della Strada, stabilisce criteri precisi che legano la possibilità di usare un autovelox senza la presenza fisica di una pattuglia alla classificazione della strada stessa. Per le strade extraurbane principali, il controllo automatico è generalmente ammesso, ma solo se la strada rispetta determinate caratteristiche strutturali finalizzate a garantire la sicurezza.

Secondo l’articolo 2 del Codice della Strada, una strada extraurbana principale deve obbligatoriamente presentare:

  • Carreggiate separate: Le due direzioni di marcia devono essere fisicamente separate da uno spartitraffico invalicabile.
  • Almeno due corsie per senso di marcia: Per garantire un flusso di traffico scorrevole e sicuro.
  • Banchina pavimentata a destra: Uno spazio laterale alla carreggiata, destinato alla sosta di emergenza, che deve essere percorribile e pavimentato.
  • Assenza di intersezioni a raso: Gli incroci devono essere gestiti con svincoli o rampe per evitare conflitti di traiettoria ad alta velocità.
  • Segnaletica di inizio e fine: Appositi cartelli devono indicare chiaramente l’inizio e la fine del tratto classificato come strada extraurbana principale.

Se una strada, pur essendo classificata come tale dall’ente proprietario, manca di uno o più di questi requisiti fondamentali, come la banchina pavimentata, essa viene di fatto declassata a strada extraurbana secondaria. Su questo tipo di strade, la regola generale prevede che il controllo della velocità debba essere effettuato con la presenza e la contestazione immediata da parte degli agenti di polizia, salvo specifiche e motivate eccezioni autorizzate dal Prefetto.

Cosa fare e cosa controllare se si riceve una multa

Ricevere un verbale per eccesso di velocità può essere frustrante, ma è importante non agire d’impulso pagando la sanzione. È un diritto del cittadino verificare la piena legittimità dell’accertamento. La sentenza basata sulla “ragione più liquida” insegna che l’attenzione non deve concentrarsi solo sul dato della velocità, ma anche sul contesto.

Elementi chiave da verificare nel verbale e sul luogo dell’infrazione:

  1. Conformità della strada: Il primo passo è verificare se la strada dove è stato rilevato l’eccesso di velocità rispetta i requisiti strutturali. Se si tratta di una strada extraurbana, controllare la presenza della banchina pavimentata, dello spartitraffico e della segnaletica di inizio/fine. L’assenza di questi elementi è un solido motivo di ricorso.
  2. Indicazione del Decreto Prefettizio: Per le strade dove il controllo automatico è consentito solo previa autorizzazione, il verbale deve obbligatoriamente citare gli estremi del decreto del Prefetto che autorizza l’uso dell’autovelox su quel preciso chilometro di strada. Un’omissione in tal senso costituisce un vizio di motivazione che invalida la multa.
  3. Segnaletica di preavviso: La presenza dell’autovelox deve essere sempre presegnalata da un cartello ben visibile, posto a una distanza adeguata e ragionevole dal punto di rilevamento. La distanza varia in base al tipo di strada, ma deve consentire al conducente di adeguare la velocità senza manovre brusche.
  4. Taratura e omologazione del dispositivo: Il verbale deve menzionare che l’apparecchio è stato regolarmente omologato e sottoposto a taratura periodica, solitamente annuale. L’automobilista ha il diritto di richiedere copia del certificato di taratura per verificarne la validità.

Se anche solo uno di questi requisiti non è rispettato, esistono buone probabilità di ottenere l’annullamento della sanzione presentando un ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin