Il Bonus 200 euro è stata un’importante misura di sostegno economico introdotta dal Governo nel 2022 per aiutare famiglie, lavoratori e pensionati ad affrontare l’aumento dei costi, in particolare quelli legati all’energia. Prevista dal Decreto Aiuti (DL n. 50/2022) e successivamente ampliata, questa indennità una tantum non è più attiva, ma è utile comprenderne il funzionamento per chi all’epoca ne aveva diritto.

Che cos’era il Bonus 200 euro del 2022

L’indennità di 200 euro è stata concepita come un aiuto concreto e una tantum per contrastare gli effetti dell’inflazione e del caro energia che hanno caratterizzato il 2022. La misura è stata introdotta con il Decreto Aiuti e in seguito rifinanziata e ampliata dal Decreto Aiuti bis, estendendo la platea dei beneficiari a diverse categorie di cittadini. L’obiettivo era fornire un supporto immediato al potere d’acquisto, erogando una somma netta esente da imposizione fiscale.

A chi spettava l’indennità una tantum

La platea dei beneficiari del Bonus 200 euro era molto ampia e comprendeva diverse categorie di lavoratori e cittadini con requisiti specifici. Di seguito sono elencati i principali destinatari della misura:

  • Lavoratori dipendenti: con un reddito imponibile IRPEF per il 2021 non superiore a 35.000 euro e che avessero beneficiato dell’esonero contributivo dello 0,8% per almeno un mese nel primo quadrimestre del 2022.
  • Pensionati: residenti in Italia, titolari di trattamenti pensionistici o assistenziali, con un reddito personale IRPEF 2021 non superiore a 35.000 euro.
  • Lavoratori autonomi e professionisti: per i quali era stato istituito un apposito fondo, con requisiti di reddito simili e procedure di richiesta gestite dalle rispettive casse previdenziali.
  • Titolari di prestazioni di disoccupazione: percettori di NASpI o Dis-coll nel mese di giugno 2022 e beneficiari di disoccupazione agricola nel corso del 2022.
  • Altre categorie di lavoratori: tra cui lavoratori domestici, collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co), stagionali, lavoratori dello spettacolo e incaricati alle vendite a domicilio, con requisiti specifici per ciascuna categoria.
  • Nuclei familiari percettori del Reddito di Cittadinanza: a cui il bonus veniva erogato d’ufficio, a condizione che nessun componente del nucleo lo avesse già ricevuto ad altro titolo.
  • Dottorandi e assegnisti di ricerca: con contratti attivi e iscritti alla Gestione Separata INPS.

Come veniva erogato il bonus

Le modalità di erogazione del bonus variavano a seconda della categoria di appartenenza del beneficiario, distinguendosi principalmente tra accredito automatico e richiesta tramite domanda.

Accredito automatico

Per la maggior parte dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, l’indennità è stata corrisposta in modo automatico, senza necessità di presentare alcuna richiesta. In particolare:

  • I lavoratori dipendenti hanno ricevuto i 200 euro direttamente nella busta paga di luglio 2022, erogati dal datore di lavoro previa dichiarazione del lavoratore di non essere titolare di altre prestazioni incompatibili.
  • I pensionati hanno trovato l’importo accreditato sul cedolino della pensione di luglio 2022, pagato direttamente dall’INPS o da altri enti previdenziali.

Erogazione su domanda

Altre categorie di aventi diritto hanno dovuto presentare una specifica domanda all’INPS o al proprio ente di previdenza per ottenere il beneficio. Tra queste figuravano:

  • Lavoratori domestici
  • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co)
  • Lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti
  • Lavoratori autonomi occasionali privi di Partita IVA
  • Professionisti e lavoratori autonomi iscritti alle proprie casse

Le domande dovevano essere presentate entro scadenze precise, seguendo le procedure telematiche messe a disposizione dagli enti competenti.

Cosa fare in caso di mancata ricezione del bonus

Dato che il Bonus 200 euro era una misura legata all’anno 2022, oggi non è più possibile presentare nuove domande. Tuttavia, chi ritiene di averne avuto diritto ma di non averlo ricevuto può effettuare alcune verifiche sulla propria posizione passata. Il primo passo è controllare la documentazione dell’epoca:

  1. Per i lavoratori dipendenti: la busta paga di luglio 2022 (o, in alcuni casi, dei mesi successivi).
  2. Per i pensionati: il cedolino della pensione di luglio 2022.
  3. Per chi ha fatto domanda: le comunicazioni ricevute dall’INPS o dalla propria cassa di previdenza nell’area riservata del sito.

Se da un controllo emerge un’anomalia o si ha il dubbio di non aver ricevuto un pagamento spettante, è consigliabile richiedere una verifica della propria posizione contributiva e reddituale relativa al periodo di riferimento. In questi casi, può essere utile rivolgersi a un patronato o a un’associazione di consumatori per ricevere assistenza qualificata nell’analisi della documentazione.

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Di admin