La donazione è un contratto regolato dal Codice Civile, precisamente dall’articolo 769, attraverso il quale una persona, definita donante, decide di trasferire un proprio bene o un diritto a un’altra persona, il donatario. La caratteristica fondamentale di questo atto è lo spirito di liberalità: il donante agisce per generosità, senza ricevere nulla in cambio, determinando un arricchimento del patrimonio del donatario e un corrispondente impoverimento del proprio.
Caratteristiche principali della donazione
Comprendere la natura della donazione è il primo passo per valutarne le implicazioni. Non si tratta di un semplice regalo, ma di un vero e proprio contratto che deve rispettare precise regole per essere valido. Gli elementi che la contraddistinguono sono principalmente tre:
- Spirito di liberalità: È l’intenzione (in latino, animus donandi) di arricchire un’altra persona in modo spontaneo e disinteressato. Questa è la causa del contratto, ovvero la sua funzione economica e sociale.
- Arricchimento e impoverimento: La donazione deve produrre un effetto concreto, ovvero un aumento del patrimonio del donatario e una diminuzione di quello del donante.
- Natura contrattuale: Per essere valida, la donazione richiede l’accordo di entrambe le parti. Il donatario deve infatti accettare la donazione, poiché nessuno può essere costretto a ricevere un arricchimento contro la propria volontà.
Chi può donare e chi può ricevere?
La legge stabilisce requisiti precisi per la capacità di donare e di ricevere. Queste regole sono pensate per proteggere soprattutto il donante, che compie un sacrificio patrimoniale significativo.
La capacità del donante
Per poter effettuare una donazione, il donante deve avere la piena capacità di disporre dei propri beni, ovvero la capacità di agire. Di conseguenza, non possono validamente donare:
- I minorenni;
- Gli interdetti;
- Gli inabilitati (salvo specifiche eccezioni previste per le donazioni legate al matrimonio).
Queste limitazioni servono a garantire che la decisione di donare sia presa in modo pienamente consapevole e libero.
La capacità del donatario
Per quanto riguarda chi riceve la donazione, le regole sono meno stringenti. La donazione può essere fatta anche a favore di nascituri, sia concepiti che non ancora concepiti. In questi casi, l’accettazione viene effettuata dai futuri genitori. Anche le persone giuridiche, come associazioni o fondazioni, possono ricevere donazioni.
La forma della donazione: l’atto pubblico
Salvo poche eccezioni, la donazione richiede una forma solenne per essere valida: l’atto pubblico redatto da un notaio, alla presenza obbligatoria di due testimoni. Questa formalità non è un semplice adempimento burocratico, ma una garanzia fondamentale. Serve a far riflettere il donante sulla gravità dell’atto che sta compiendo e a garantire la certezza giuridica del trasferimento.
Se la donazione ha per oggetto beni mobili, questi devono essere specificati nell’atto, con l’indicazione del loro valore. L’accettazione da parte del donatario può avvenire nello stesso atto o con un atto pubblico successivo, che dovrà essere notificato al donante.
L’eccezione: la donazione di modico valore
L’unica eccezione alla regola dell’atto pubblico è la donazione di modico valore. Si tratta di donazioni di beni mobili il cui valore è considerato esiguo non in senso assoluto, ma in rapporto alle condizioni economiche del donante. Un esempio classico è un regalo di compleanno o di nozze. In questi casi, il contratto si perfeziona con la semplice consegna materiale del bene.
Quando una donazione può essere revocata
Una volta fatta, la donazione è un atto tendenzialmente definitivo. Tuttavia, la legge prevede due specifiche e gravi circostanze in cui il donante può chiedere la revoca, ovvero togliere efficacia alla donazione. Si tratta di un diritto potestativo del donante, che può essere esercitato solo nei seguenti casi:
- Ingratitudine del donatario: Si verifica quando il donatario compie atti di particolare gravità nei confronti del donante o della sua famiglia, come un’ingiuria grave, un grave pregiudizio al suo patrimonio o il rifiuto ingiustificato di prestare gli alimenti dovuti.
- Sopravvenienza di figli: La donazione può essere revocata se il donante, dopo l’atto, ha un figlio o scopre di averne uno che ignorava di avere al momento della donazione.
Non tutte le donazioni sono revocabili. Ad esempio, non lo sono quelle fatte in occasione di un matrimonio (obnuziali) o quelle fatte per riconoscenza (remuneratorie).
Invalidità e tutele per le parti
Una donazione può essere nulla se non rispetta i requisiti di legge, ad esempio se manca la forma dell’atto pubblico quando richiesta. Può essere annullabile se la volontà del donante era viziata, ad esempio per un errore sul motivo che è stato l’unica ragione della donazione. Data la natura gratuita dell’atto, la responsabilità del donante è attenuata: ad esempio, non è tenuto a garantire che il bene donato sia privo di vizi, a meno che non abbia agito con dolo.
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