Ogni anno, con l’arrivo dell’estate, molti pensionati attendono il cedolino di luglio con particolare interesse. Spesso, infatti, questo mese porta con sé un importo più elevato del solito. Questo incremento è generalmente dovuto alla cosiddetta “quattordicesima mensilità”, una somma aggiuntiva erogata dall’INPS, a cui in determinate circostanze possono sommarsi bonus straordinari decisi dal governo. Comprendere i meccanismi di questi pagamenti è fondamentale per sapere cosa aspettarsi e per verificare la correttezza della propria posizione.
Cos’è la quattordicesima e a chi spetta
La quattordicesima non è una vera e propria mensilità aggiuntiva come la tredicesima, ma una somma extra corrisposta a luglio ai pensionati che soddisfano specifici requisiti anagrafici e reddituali. È stata introdotta per sostenere i titolari di pensioni con importi più contenuti.
Per avere diritto alla quattordicesima è necessario possedere i seguenti requisiti:
- Età: Aver compiuto almeno 64 anni.
- Reddito: Avere un reddito personale complessivo non superiore a determinate soglie, che vengono aggiornate annualmente e sono calcolate in base all’importo del trattamento minimo della pensione. Generalmente, il limite massimo è fissato a due volte il trattamento minimo annuo.
La misura spetta ai titolari di pensioni di anzianità, di vecchiaia, di invalidità, anticipata o di reversibilità. Viene erogata in modo automatico dall’INPS ai pensionati che rientrano nei parametri previsti.
Come si calcola l’importo della quattordicesima
L’importo della quattordicesima non è uguale per tutti. Il suo valore dipende da due fattori principali: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito del pensionato. La normativa prevede due diverse fasce di reddito per il calcolo:
- Una per i pensionati con un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo annuo.
- Una per i pensionati con un reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo.
Inoltre, l’importo varia in base agli anni di contribuzione, con una distinzione tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi. Indicativamente, la somma può variare da un minimo di circa 336 euro a un massimo di 655 euro. Chi compie 64 anni nel corso dell’anno riceve un importo proporzionale ai mesi di requisito maturati.
Il ruolo dei bonus una tantum
Oltre alla quattordicesima, che è una misura strutturale, in alcuni anni l’assegno di luglio può essere ulteriormente arricchito da bonus straordinari, noti come “una tantum”. Questi interventi vengono decisi dal Governo per far fronte a particolari congiunture economiche, come un’elevata inflazione, e fornire un sostegno economico a famiglie e pensionati.
Un esempio significativo è stato il “bonus 200 euro” introdotto con il Decreto Aiuti nel 2022. Quell’anno, i pensionati con un reddito annuo fino a 35.000 euro ricevettero questa somma aggiuntiva proprio nel mese di luglio, che andò a sommarsi alla quattordicesima per chi ne aveva diritto, generando così un “maxi assegno”. È importante ricordare che tali bonus non sono ricorrenti e dipendono da specifiche decisioni governative.
Cosa controllare e come tutelarsi
Per i pensionati è fondamentale verificare il proprio cedolino di pensione nel mese di luglio. All’interno del documento, disponibile online sul sito dell’INPS, è possibile controllare la presenza della voce relativa alla quattordicesima o ad altri bonus. Se si ritiene di averne diritto ma non si è ricevuto il pagamento, il primo passo è accertarsi di rientrare nei requisiti di reddito e di età. In caso di dubbi o mancate erogazioni, è consigliabile rivolgersi agli uffici INPS o a un patronato per una verifica approfondita della propria posizione.
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