Quando un matrimonio finisce, la separazione non deve necessariamente trasformarsi in una battaglia legale lunga e dolorosa. La separazione consensuale rappresenta un’alternativa costruttiva, che consente ai coniugi di definire di comune accordo le condizioni della loro separazione, tutelando sia i propri interessi sia il benessere dei figli.

I vantaggi di un percorso condiviso

Scegliere la via dell’accordo offre numerosi benefici pratici ed emotivi rispetto a una separazione giudiziale, dove è un giudice a decidere su ogni aspetto della vita futura della famiglia. I principali vantaggi sono:

  • Tempi più rapidi: Le procedure consensuali sono notevolmente più veloci. A seconda della modalità scelta, è possibile definire la separazione in pochi mesi, o addirittura in poche settimane, contro gli anni che può richiedere una causa in tribunale.
  • Costi inferiori: Una procedura più snella e breve comporta costi legali significativamente più bassi, evitando le spese associate a un lungo contenzioso.
  • Minore stress emotivo: Evitare il conflitto in tribunale riduce l’impatto psicologico della separazione sulla coppia e, soprattutto, sui figli, che vengono protetti da un clima di ostilità.
  • Maggiore autonomia: I coniugi mantengono il controllo sulle decisioni che riguardano il loro futuro. Possono creare accordi su misura per le loro esigenze specifiche, cosa non sempre possibile con la decisione di un giudice.

Le procedure per la separazione consensuale

In Italia, esistono due percorsi principali per formalizzare una separazione consensuale. La scelta dipende dalle esigenze della coppia e dalla presenza o meno di figli.

1. Ricorso congiunto in Tribunale

Questa è la procedura tradizionale. I coniugi, assistiti da uno o due avvocati, presentano un ricorso congiunto al Tribunale competente, allegando l’accordo che hanno raggiunto. Il percorso prevede i seguenti passaggi:

  1. Redazione del ricorso con le condizioni concordate (mantenimento, affidamento figli, assegnazione casa coniugale, etc.).
  2. Deposito del ricorso in Tribunale.
  3. Fissazione di un’udienza presidenziale, che solitamente avviene entro 3-4 mesi.
  4. Comparizione dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale per confermare la loro volontà di separarsi alle condizioni pattuite.
  5. Omologazione dell’accordo da parte del Tribunale, che verifica la conformità degli accordi all’interesse dei figli.

2. Negoziazione assistita

Introdotta nel 2014, questa procedura permette di separarsi senza andare in tribunale. È una soluzione ancora più rapida, gestita interamente dagli avvocati delle parti (uno per ciascun coniuge). L’iter è il seguente:

  1. Gli avvocati redigono una convenzione di negoziazione per definire le regole del dialogo.
  2. Le parti, con l’assistenza dei legali, raggiungono e firmano un accordo completo.
  3. L’accordo viene trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente.
  4. Il Pubblico Ministero rilascia un’autorizzazione se ci sono figli minori o non autosufficienti, o un nulla osta in assenza di figli.

Questa procedura può concludersi in poche settimane e l’accordo autorizzato ha la stessa efficacia di un provvedimento del giudice.

Cosa si può decidere con l’accordo di separazione

Un accordo di separazione ben strutturato può regolare tutti gli aspetti fondamentali della fine della convivenza, offrendo soluzioni personalizzate. Tra gli elementi principali che vengono definiti troviamo:

  • Affidamento e collocamento dei figli: Si stabilisce se l’affidamento sarà condiviso (la regola) o esclusivo, e presso quale genitore i figli avranno la residenza principale.
  • Diritto di visita: Vengono definite le modalità e i tempi di permanenza dei figli con il genitore non collocatario.
  • Assegno di mantenimento: Si determina l’importo del contributo per i figli e, se ne sussistono i presupposti, per il coniuge economicamente più debole.
  • Assegnazione della casa coniugale: Si decide chi continuerà a vivere nell’abitazione familiare, solitamente il genitore con cui vivranno i figli.
  • Divisione dei beni: L’accordo può includere anche la divisione di beni mobili e immobili, conti correnti e altri asset patrimoniali.

Dalla separazione al divorzio: tempi più brevi

Un ulteriore vantaggio della separazione consensuale riguarda i tempi per poter chiedere il divorzio. La legge prevede un’attesa di soli sei mesi dalla data dell’udienza presidenziale (in caso di ricorso in tribunale) o dalla data certificata dell’accordo di negoziazione. In caso di separazione giudiziale, invece, è necessario attendere almeno un anno.

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Di admin