La gestione dell’assegno di mantenimento dopo una separazione o un divorzio non si limita agli aspetti civili, ma ha importanti conseguenze anche sul piano fiscale. Comprendere gli obblighi di legge è fondamentale per evitare spiacevoli sorprese con il Fisco. La regola generale è chiara: le somme versate a titolo di mantenimento devono essere dichiarate, ma con modalità diverse a seconda che si tratti del coniuge che paga o di quello che riceve.
Obblighi fiscali: le differenze tra chi paga e chi riceve
Le normative fiscali trattano l’assegno di mantenimento in modo speculare per i due ex coniugi. Per uno rappresenta un onere che riduce il reddito imponibile, per l’altro una fonte di reddito da tassare.
Per il coniuge che versa l’assegno
Il coniuge obbligato al pagamento può dedurre dal proprio reddito complessivo l’intero importo dell’assegno di mantenimento corrisposto all’ex partner. La deduzione fiscale permette di abbattere la base imponibile su cui vengono calcolate le imposte, con un conseguente risparmio fiscale. È importante sottolineare che questa possibilità riguarda esclusivamente le somme destinate all’ex coniuge e non quelle per il mantenimento dei figli, che invece danno diritto a una detrazione d’imposta per carichi di famiglia.
Per il coniuge che riceve l’assegno
Il coniuge beneficiario è tenuto a dichiarare le somme percepite. Questi importi sono infatti considerati “redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente” e, come tali, concorrono alla formazione del reddito complessivo. Devono quindi essere inseriti nella dichiarazione dei redditi annuale (modello 730 o Redditi Persone Fisiche) e sono soggetti all’IRPEF secondo gli scaglioni di reddito.
Cosa succede in caso di mancato pagamento?
Una delle situazioni più problematiche si verifica quando il coniuge obbligato non versa l’assegno, ma lo indica comunque come onere deducibile nella sua dichiarazione. Al contempo, il coniuge beneficiario, non avendo ricevuto alcuna somma, omette di dichiararla. Questa discrepanza può facilmente far scattare un accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate nei confronti del beneficiario.
In questo scenario, l’amministrazione finanziaria potrebbe presumere un’evasione fiscale, contestando la mancata dichiarazione di un reddito. Tuttavia, la legge e la giurisprudenza tutelano il contribuente che non ha effettivamente incassato le somme.
L’onere della prova e la tutela del contribuente
In caso di accertamento fiscale, non spetta al contribuente dimostrare di non aver ricevuto i soldi. L’onere della prova ricade sull’Agenzia delle Entrate, che deve dimostrare l’effettiva erogazione delle somme contestate. Non è sufficiente basarsi unicamente sulla dichiarazione dei redditi del coniuge che ha dedotto il costo.
Il principio fondamentale è che si tassano solo i redditi effettivamente percepiti. Pertanto, un assegno di mantenimento non corrisposto non costituisce reddito e non deve essere dichiarato. Per difendersi da un eventuale accertamento, è cruciale poter dimostrare di essersi attivati per recuperare il credito.
Azioni consigliate in caso di accertamento fiscale
Se ricevi un avviso di accertamento per non aver dichiarato l’assegno di mantenimento che non ti è stato versato, è importante agire tempestivamente. Ecco alcuni passi utili:
- Raccogliere le prove: Prepara tutta la documentazione che attesta il mancato pagamento. Estratti conto bancari che non riportano i versamenti sono una prova fondamentale.
- Dimostrare le azioni legali: Se hai già intrapreso azioni per recuperare le somme, come lettere di diffida inviate da un avvocato, atti di precetto o pignoramenti, questi documenti sono essenziali per sostenere la tua posizione.
- Rispondere all’Agenzia delle Entrate: Presenta una memoria difensiva all’ufficio competente, allegando tutte le prove raccolte e spiegando chiaramente che le somme non sono state percepite e, di conseguenza, non dovevano essere dichiarate.
Avere inviato una diffida formale all’ex coniuge per richiedere il pagamento è un elemento molto forte a tuo favore, poiché dimostra la tua volontà di riscuotere quanto dovuto e conferma la situazione di inadempienza.
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