Durante l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, anche gli studi professionali, inclusi quelli legali, hanno dovuto adeguare le proprie modalità operative per tutelare la salute di collaboratori, clienti e fornitori. Sono state introdotte specifiche linee guida basate su protocolli nazionali per regolare l’accesso e la permanenza negli uffici, con l’obiettivo di ridurre al minimo il rischio di contagio e garantire la continuità dei servizi legali in sicurezza.
Misure di Prevenzione e Igiene negli Studi
Le normative emanate nel corso del 2020 hanno stabilito una serie di obblighi e raccomandazioni per la gestione degli ambienti di lavoro. La priorità era limitare la diffusione del virus attraverso un controllo rigoroso degli accessi e l’adozione di pratiche igieniche rafforzate. Tra le misure più importanti figuravano:
- Informazione preventiva: Obbligo di esporre materiale informativo sulle norme di comportamento, come il divieto di accesso in caso di febbre superiore a 37,5°C o altri sintomi influenzali.
- Controllo all’ingresso: Possibilità di misurare la temperatura corporea all’entrata, impedendo l’accesso a chiunque mostrasse sintomi riconducibili al Covid-19.
- Igiene personale: Messa a disposizione di dispenser con soluzioni igienizzanti per le mani in punti accessibili dello studio, con l’invito a un uso frequente da parte di tutti.
- Pulizia e sanificazione: Implementazione di protocolli di pulizia giornaliera e sanificazione periodica degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, con particolare attenzione alle superfici toccate più di frequente.
Organizzazione del Lavoro e Accesso dei Clienti
Per conciliare l’attività professionale con le esigenze di sicurezza, l’organizzazione del lavoro è stata profondamente modificata. L’obiettivo era ridurre l’affollamento e garantire il distanziamento sociale, con un impatto diretto anche sulle modalità di interazione con i clienti.
Modalità di lavoro e gestione degli spazi
Le principali raccomandazioni includevano la promozione del lavoro agile (smart working) per tutte le attività che non richiedevano una presenza fisica indispensabile. Per chi doveva recarsi in ufficio, sono stati incentivati orari di ingresso e uscita scaglionati per evitare assembramenti sui mezzi pubblici e negli spazi comuni. Gli spazi interni sono stati riorganizzati per assicurare una distanza di sicurezza di almeno un metro tra le postazioni di lavoro. Le riunioni in presenza sono state limitate al minimo indispensabile, privilegiando le videoconferenze.
Regole per l’accesso di clienti e fornitori
L’accesso di persone esterne allo studio è stato regolamentato in modo stringente per proteggere sia i visitatori che il personale. Le misure principali per i clienti erano:
- Accesso solo su appuntamento: Per evitare sovraffollamenti nelle sale d’attesa, i clienti venivano ricevuti esclusivamente previo appuntamento.
- Uso obbligatorio di dispositivi di protezione: Era richiesto di indossare la mascherina per tutta la durata della permanenza all’interno dello studio.
- Distanziamento fisico: Le sale riunioni e le aree di attesa sono state allestite per garantire il rispetto delle distanze di sicurezza, talvolta con l’installazione di divisori in plexiglass.
- Limitazione degli spostamenti: Ai visitatori veniva chiesto di limitare i movimenti all’interno dei locali alle aree strettamente necessarie.
Anche per i fornitori sono state definite procedure specifiche, con orari di consegna dedicati e percorsi prestabiliti per ridurre al minimo i contatti con il personale dello studio.
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