Durante la prima fase dell’emergenza sanitaria da COVID-19, il sistema giudiziario italiano ha affrontato la necessità di contemperare la tutela della salute pubblica con la garanzia della continuità delle funzioni giurisdizionali. In questo contesto, il Decreto Legge n. 28 del 30 aprile 2020 ha introdotto importanti disposizioni per regolare le attività dei tribunali, modificando e integrando le misure già previste dal precedente decreto “Cura Italia”.
Le Misure per la Giustizia Civile e Penale
Il D.L. 28/2020 ha esteso fino al 31 luglio 2020 il periodo in cui i dirigenti degli uffici giudiziari potevano adottare misure organizzative per limitare l’accesso ai tribunali e prevenire assembramenti. L’obiettivo era quello di ridurre al minimo i contatti interpersonali, garantendo al contempo lo svolgimento delle attività più urgenti.
Una delle novità più significative ha riguardato l’elenco dei procedimenti esclusi dalla sospensione generalizzata dei termini e dal rinvio delle udienze. A questo elenco sono state aggiunte due categorie di procedimenti ritenuti indifferibili:
- Cause relative alla tutela dei minori: per assicurare una protezione continua e tempestiva ai soggetti più vulnerabili.
- Procedimenti elettorali: per garantire il corretto funzionamento dei processi democratici.
Il decreto ha inoltre disciplinato con maggiore dettaglio lo svolgimento delle udienze da remoto. Per il settore civile, è stata specificata la necessità della presenza fisica del giudice presso l’ufficio giudiziario. Nel settore penale, invece, sono stati posti limiti più stringenti: le udienze di discussione finale e quelle che prevedevano l’esame di testimoni, periti o consulenti non potevano svolgersi a distanza, salvo il consenso esplicito di tutte le parti coinvolte, a tutela del diritto di difesa e del principio del contraddittorio.
Novità per la Giustizia Amministrativa e Contabile
Anche per la giustizia amministrativa e contabile sono state introdotte misure analoghe, con la proroga al 31 luglio 2020 del periodo di applicazione delle disposizioni emergenziali. Per i tribunali amministrativi, è stata confermata la regola secondo cui le cause passavano in decisione sulla base degli atti scritti, senza discussione orale. Tuttavia, è stata introdotta la possibilità per le parti di richiedere una discussione da remoto.
Nella giustizia contabile, oltre all’estensione delle misure organizzative, è stato previsto che le controversie in materia di pensioni fossero decise sulla base della documentazione depositata. È stata inoltre data facoltà al Pubblico Ministero di utilizzare collegamenti a distanza per le audizioni necessarie alle indagini.
L’Impatto delle Misure sui Cittadini
Le disposizioni del D.L. 28/2020 hanno avuto un impatto diretto sulla vita dei cittadini coinvolti in procedimenti giudiziari. Se da un lato hanno garantito la prosecuzione delle cause più urgenti e delicate, come quelle a tutela dei minori, dall’altro hanno comportato un inevitabile rallentamento per la giustizia ordinaria. Molti cittadini hanno visto le proprie cause rinviate, con un allungamento dei tempi processuali.
L’introduzione massiccia delle tecnologie digitali ha rappresentato una sfida e un’opportunità. Ha richiesto ad avvocati e cittadini di adattarsi a nuove modalità operative, ma ha anche accelerato un processo di modernizzazione del sistema giudiziario che, sebbene nato da un’emergenza, ha posto le basi per future riforme strutturali. L’esperienza ha evidenziato la necessità di bilanciare efficienza e garanzie, un tema che rimane centrale nel dibattito sulla giustizia digitale.
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