Il diritto a ricevere un sostegno economico dai familiari più stretti, noto come diritto agli alimenti, è previsto dal Codice Civile per chi si trova in una condizione di grave difficoltà. Tuttavia, ottenerlo non è un processo automatico. Una recente sentenza ha ribadito che la persona richiedente, anche se disabile, ha l’onere di dimostrare in modo dettagliato non solo la propria impossibilità a mantenersi, ma anche la capacità economica del parente a cui si rivolge. Vediamo cosa significa e quali sono le prove necessarie.

Cos’è il diritto agli alimenti e a chi spetta

Il diritto agli alimenti, regolato dall’articolo 433 e seguenti del Codice Civile, è un obbligo di solidarietà familiare che scatta quando una persona si trova in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio sostentamento. Non va confuso con l’assegno di mantenimento, che ha presupposti diversi e riguarda principalmente i rapporti tra coniugi separati o divorziati. Gli alimenti servono a garantire i mezzi per soddisfare le necessità primarie della vita, come vitto, alloggio, vestiario e cure mediche.

La legge stabilisce un ordine preciso tra i familiari tenuti a versare gli alimenti, basato sulla vicinanza del legame. L’obbligo ricade, nell’ordine, su:

  • il coniuge;
  • i figli;
  • i genitori;
  • generi e nuore;
  • suocero e suocera;
  • fratelli e sorelle.

L’obbligo passa al grado successivo solo se il parente più prossimo non esiste o non è in grado di adempiere.

La prova dello stato di bisogno: non basta essere in difficoltà

Il primo requisito fondamentale per ottenere gli alimenti è dimostrare il proprio “stato di bisogno”. Come chiarito dalla giurisprudenza, questo concetto è più specifico di una generica difficoltà economica. Non è sufficiente avere un reddito basso o essere disoccupati. La persona deve provare di non avere le risorse per far fronte alle esigenze essenziali della vita.

In un caso esaminato dal Tribunale di Agrigento, una madre con una invalidità civile del 74% e una pensione minima ha chiesto gli alimenti al figlio. La sua richiesta è stata respinta perché, secondo il giudice, non aveva fornito prove sufficienti del suo stato di bisogno. La donna, pur avendo un reddito molto basso, era proprietaria di un immobile e non aveva documentato in modo preciso le sue spese essenziali (come affitto, bollette, costi per cure mediche) che la pensione non riusciva a coprire. Questo dimostra che il giudice valuta l’intera situazione patrimoniale del richiedente, non solo il reddito dichiarato.

Dimostrare la capacità economica di chi deve pagare

Il secondo pilastro su cui si fonda la richiesta di alimenti è la prova della capacità economica del familiare obbligato. Non basta dimostrare di averne bisogno; è necessario anche provare che la persona a cui si chiede il sostegno ha le risorse per fornirlo, senza compromettere il proprio mantenimento.

Nel caso citato, la richiesta della madre è stata respinta anche per questo motivo. La donna non era riuscita a fornire alcuna informazione sulla situazione lavorativa, reddituale e familiare del figlio, che viveva all’estero. Senza questi elementi, anche solo indiziari, il giudice non può stabilire l’importo dell’assegno né verificare se l’obbligato sia effettivamente in condizione di pagare. L’onere di raccogliere e presentare queste prove ricade interamente su chi avanza la richiesta.

Cosa fare prima di avviare una causa per alimenti

Chi intende chiedere gli alimenti a un familiare deve prepararsi a un percorso legale che richiede una documentazione rigorosa. È un diritto fondamentale, ma per vederlo riconosciuto è indispensabile agire in modo preparato. Prima di rivolgersi al tribunale, è cruciale raccogliere tutte le prove necessarie.

Documenti e informazioni essenziali da preparare:

  • Per dimostrare lo stato di bisogno: certificati medici che attestino l’incapacità lavorativa, dichiarazioni dei redditi, estratto conto bancario, contratti di affitto, bollette, scontrini di spese mediche e altre uscite essenziali.
  • Per dimostrare la capacità economica dell’obbligato: informazioni sul suo lavoro, sulla sua situazione reddituale (busta paga, dichiarazione dei redditi), sul suo patrimonio (proprietà immobiliari, veicoli) e sulla composizione del suo nucleo familiare.

Raccogliere queste informazioni, specialmente quelle relative all’obbligato, può essere complesso, ma è un passo imprescindibile per avere concrete possibilità di successo in giudizio. Agire senza prove sufficienti espone al rischio di un rigetto della domanda e al pagamento delle spese legali.

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Di admin