La rottamazione delle cartelle esattoriali, nota anche come definizione agevolata, è una misura speciale che consente ai contribuenti di estinguere i propri debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione beneficiando di condizioni vantaggiose. Si tratta di un’opportunità periodica, introdotta dal legislatore attraverso provvedimenti specifici, che permette di regolarizzare la propria posizione debitoria pagando l’importo dovuto a titolo di capitale, le spese di notifica e le procedure esecutive, ma con un significativo sconto su sanzioni e interessi di mora.
Come funziona la rottamazione
Il meccanismo della rottamazione prevede che il contribuente possa saldare il proprio debito versando le somme originariamente dovute, ma senza le componenti aggiuntive che spesso fanno lievitare l’importo finale. In genere, i benefici della definizione agevolata includono:
- Stralcio delle sanzioni: Le sanzioni pecuniarie collegate al mancato o ritardato pagamento dei tributi vengono completamente annullate.
- Cancellazione degli interessi di mora: Gli interessi maturati per il ritardo nel pagamento non sono dovuti.
- Pagamento del capitale: Resta da versare l’importo del tributo o della multa originaria.
- Spese e aggio: Si pagano le spese per le procedure esecutive e di notifica, oltre all’aggio della riscossione, calcolato solo sul capitale e sulle spese.
Per aderire, il contribuente deve presentare una domanda telematica entro i termini stabiliti dalla legge che istituisce la sanatoria. Il pagamento può solitamente avvenire in un’unica soluzione oppure attraverso un piano rateale, le cui scadenze sono fissate dalla normativa stessa.
Quali debiti possono essere rottamati
Non tutti i debiti affidati all’agente della riscossione possono essere oggetto di rottamazione. Le diverse edizioni della definizione agevolata hanno definito con precisione l’ambito di applicazione, ma in linea generale è possibile individuare categorie di debiti solitamente ammessi e altri esclusi.
Debiti generalmente inclusi
- Imposte e tributi erariali (es. IRPEF, IRES, IVA).
- Contributi previdenziali e assistenziali (es. INPS, INAIL).
- Multe per violazioni del Codice della Strada.
- Tributi locali (es. IMU, TARI), a condizione che l’ente locale deliberi l’adesione alla misura.
Debiti generalmente esclusi
- Risorse proprie dell’Unione Europea, come i dazi doganali e l’IVA all’importazione.
- Crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti.
- Multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali.
- Somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato considerati illegittimi.
Cosa succede in caso di mancato pagamento
Aderire alla rottamazione comporta l’impegno a rispettare scrupolosamente le scadenze di pagamento. In caso di mancato, tardivo o insufficiente versamento anche di una sola rata, si perdono immediatamente i benefici della definizione agevolata. Le conseguenze sono significative:
- Decadenza dalla rottamazione: L’intera procedura viene annullata.
- Ripristino del debito originario: L’importo dovuto torna a includere le sanzioni e gli interessi di mora che erano stati stralciati.
- Imputazione dei pagamenti: Le somme già versate vengono considerate un semplice acconto sul debito totale.
- Ripresa delle azioni di recupero: L’Agenzia delle Entrate-Riscossione può riavviare le procedure esecutive, come pignoramenti o fermi amministrativi.
È importante notare che, una volta decaduti, non è più possibile rateizzare il debito residuo secondo le regole della rottamazione, ma si dovrà ricorrere, se possibile, agli strumenti di rateizzazione ordinaria.
Cosa fare quando non c’è una rottamazione attiva
Le rottamazioni sono misure straordinarie e non permanenti. Quando non è in vigore una sanatoria, i contribuenti con cartelle esattoriali non pagate devono comunque affrontare il proprio debito. Lo strumento principale a disposizione è la rateizzazione ordinaria, che permette di dilazionare il pagamento del debito fino a un massimo di 72 rate mensili (6 anni). In caso di comprovata e grave difficoltà economica, è possibile richiedere una proroga o un piano straordinario fino a 120 rate (10 anni).
A differenza della rottamazione, la rateizzazione ordinaria non prevede lo stralcio di sanzioni e interessi, ma consente di gestire il debito in modo sostenibile, sospendendo le procedure esecutive e mantenendo la propria regolarità fiscale.
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