Molti cittadini usano ancora il termine “pensione sociale” per riferirsi a una prestazione economica destinata a chi ha un reddito basso e un’età avanzata. È importante chiarire che la pensione sociale, introdotta nel 1969, è stata sostituita dal 1° gennaio 1996 dall’assegno sociale. Sebbene il nome sia cambiato, l’obiettivo di fondo resta quello di fornire un sostegno a chi si trova in condizioni economiche svantaggiate e non ha diritto a una pensione da contributi.
Cosa era la Pensione Sociale e chi la riceve ancora
La pensione sociale era una misura assistenziale rivolta ai cittadini italiani con più di 65 anni, residenti in Italia e con redditi inferiori a determinate soglie. Oggi questa prestazione non può più essere richiesta. Continuano a riceverla soltanto coloro che ne avevano maturato i requisiti e presentato la domanda prima del 31 dicembre 1995. Di conseguenza, i beneficiari attuali sono persone molto anziane che soddisfano ancora le condizioni economiche previste all’epoca.
L’Assegno Sociale: la misura di sostegno attuale
L’assegno sociale è la prestazione che oggi garantisce un sostegno al reddito per le persone in stato di bisogno economico. A differenza delle pensioni di vecchiaia o anzianità, non si basa sui contributi versati durante la vita lavorativa, ma è una misura di carattere puramente assistenziale. Viene erogato dall’INPS a chi possiede specifici requisiti anagrafici, di residenza e di reddito.
I requisiti per ottenere l’Assegno Sociale
Per avere diritto all’assegno sociale è necessario soddisfare una serie di condizioni precise, che vengono verificate ogni anno dall’INPS. La mancanza di uno solo di questi requisiti comporta la revoca del beneficio.
Requisiti anagrafici e di residenza
Il richiedente deve possedere i seguenti requisiti personali:
- Età: aver compiuto 67 anni.
- Cittadinanza: essere cittadino italiano, cittadino di un paese dell’Unione Europea iscritto all’anagrafe del comune di residenza, o cittadino extracomunitario con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
- Residenza: risiedere in modo effettivo, stabile e continuativo in Italia da almeno 10 anni.
L’assegno viene sospeso se il titolare soggiorna all’estero per più di 30 giorni consecutivi. Dopo un anno di sospensione, la prestazione viene revocata.
Requisiti economici
Il diritto all’assegno sociale è strettamente legato alla situazione economica del richiedente. Il reddito personale e, in caso di persona coniugata, quello del coniuge non devono superare le soglie stabilite annualmente dalla legge. L’assegno viene concesso in misura intera a chi non ha alcun reddito, mentre viene erogato in forma ridotta se il reddito è inferiore al limite massimo previsto.
Come si calcola il reddito per l’Assegno Sociale
La valutazione della condizione economica non tiene conto di tutti i tipi di entrate. È fondamentale sapere quali redditi vengono considerati e quali sono esclusi dal calcolo.
Redditi che vengono considerati
Ai fini della valutazione, si sommano quasi tutti i redditi del richiedente e del coniuge, tra cui:
- Redditi soggetti a IRPEF, al netto di imposte e contributi.
- Redditi esenti da imposta (es. pensioni di invalidità, assegni per ciechi e sordi).
- Redditi soggetti a ritenuta alla fonte (es. vincite, interessi bancari e postali).
- Redditi di terreni e fabbricati.
- Pensioni di guerra.
- Rendite vitalizie erogate dall’INAIL.
- Pensioni provenienti da stati esteri.
Redditi che non vengono considerati
Alcune entrate sono escluse dal calcolo per non penalizzare il richiedente. Le principali esclusioni sono:
- Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e le sue anticipazioni.
- Il reddito della casa di abitazione principale.
- Le indennità di accompagnamento e altre prestazioni simili per invalidi.
- Gli arretrati di lavoro soggetti a tassazione separata.
Come presentare la domanda
La domanda per l’assegno sociale deve essere presentata all’INPS. Il cittadino può procedere in diversi modi:
- Online: attraverso il portale web dell’INPS, accedendo con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS).
- Tramite Patronato: rivolgendosi a un ente di patronato, che fornirà assistenza gratuita per la compilazione e l’invio della pratica.
- Contact Center: telefonando al numero verde dell’INPS.
L’assegno decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, a condizione che tutti i requisiti siano soddisfatti.
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