La fideiussione è un contratto di garanzia personale con cui un soggetto, chiamato fideiussore, si impegna a pagare il debito di un’altra persona qualora quest’ultima non lo faccia. Si tratta di uno strumento molto diffuso, utilizzato per assicurare al creditore il recupero del proprio credito, ad esempio in contratti di mutuo, affitto o finanziamento. Comprendere a fondo il suo funzionamento è essenziale per chiunque si trovi a firmare un accordo di questo tipo, sia come garante che come beneficiario.

Come funziona la fideiussione

Il meccanismo della fideiussione coinvolge tre figure principali: il creditore (chi deve ricevere il pagamento), il debitore principale (chi ha contratto il debito) e il fideiussore (chi garantisce per il debitore). Il fideiussore si obbliga personalmente verso il creditore, mettendo a disposizione il proprio patrimonio come garanzia per l’adempimento dell’obbligazione altrui. La validità della fideiussione è strettamente legata a quella del debito principale: se il debito originario non è valido, anche la garanzia perde di efficacia. Questo principio è noto come carattere accessorio della fideiussione.

La volontà di prestare fideiussione deve essere espressa in modo chiaro e inequivocabile, anche se non sono richieste forme particolari per il contratto. È importante sottolineare che la garanzia è efficace anche se il debitore principale non ne è a conoscenza.

Le principali tipologie di fideiussione

Esistono diverse forme di fideiussione, che si differenziano per le modalità con cui il creditore può rivalersi sul garante. La scelta di una tipologia rispetto a un’altra ha conseguenze pratiche significative.

Fideiussione solidale

È la forma più comune. In questo caso, il fideiussore e il debitore principale sono obbligati sullo stesso piano. Il creditore può richiedere il pagamento indifferentemente all’uno o all’altro, senza dover prima tentare di recuperare il credito dal debitore. Solo dopo aver pagato, il fideiussore potrà agire contro il debitore per farsi rimborsare la somma versata (azione di regresso).

Fideiussione con beneficio di escussione

Questa tipologia offre una maggiore tutela al fideiussore. Le parti possono accordarsi affinché il creditore sia obbligato a rivolgersi prima al debitore principale e a tentare di soddisfare il proprio credito sui suoi beni. Solo se questo tentativo fallisce, il creditore potrà chiedere il pagamento al fideiussore. Per essere valido, il beneficio di escussione deve essere espressamente previsto nel contratto.

Fideiussione omnibus

Particolarmente diffusa nei rapporti con le banche, la fideiussione omnibus copre non un singolo debito, ma la totalità delle obbligazioni, presenti e future, che un debitore (spesso un’impresa) assumerà nei confronti di un istituto di credito. Per proteggere il garante da un’esposizione debitoria illimitata, la legge (L. 154/1992) ha stabilito che questo tipo di fideiussione è valido solo se prevede un importo massimo garantito.

Fideiussione bancaria e assicurativa

In questi casi, il ruolo di fideiussore è svolto da una banca o da una compagnia di assicurazioni. Sono spesso richieste per garantire obblighi derivanti da contratti di appalto, locazioni o altre operazioni commerciali. Il debitore paga una commissione all’istituto per ottenere la garanzia a favore del suo creditore.

Rischi e tutele per chi firma come fideiussore

Firmare una fideiussione è un atto di grande responsabilità che comporta rischi patrimoniali significativi. È fondamentale essere consapevoli delle implicazioni prima di assumere un simile impegno. Ecco alcuni punti chiave da considerare:

  • Impegno patrimoniale totale: Il fideiussore risponde del debito con tutto il suo patrimonio presente e futuro, a meno che non siano stati posti dei limiti specifici nel contratto.
  • Lettura attenta del contratto: È cruciale leggere ogni clausola, prestando particolare attenzione a eventuali rinunce a diritti, come quella al beneficio di escussione o ai termini previsti dall’articolo 1957 del Codice Civile, che libera il fideiussore se il creditore non agisce entro sei mesi dalla scadenza del debito.
  • Fideiussione omnibus e buona fede: Anche se garantito, il creditore (specialmente una banca) deve agire secondo i principi di correttezza e buona fede. Non può concedere credito in modo sconsiderato al debitore principale, confidando unicamente sulla presenza del garante.
  • Nullità delle clausole abusive: Una storica sentenza della Cassazione a Sezioni Unite (n. 41994/2021) ha stabilito che le clausole dei contratti di fideiussione omnibus che riproducono uno schema ABI dichiarato anticoncorrenziale sono nulle. Questa decisione rappresenta un’importante tutela per i fideiussori, che possono vedere annullate le parti del contratto a loro più sfavorevoli.

Cosa fare prima di firmare

Prima di firmare un contratto di fideiussione, è consigliabile valutare attentamente la situazione finanziaria del debitore che si intende garantire e comprendere appieno la portata dell’impegno che si sta assumendo. È un atto che può avere conseguenze durature sul proprio patrimonio e che non va preso alla leggera. Consultare un esperto può aiutare a chiarire dubbi e a comprendere meglio le tutele previste dalla legge.

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Di admin