La separazione dei genitori solleva una delle questioni più delicate: l’affidamento dei figli. Sebbene la legge italiana preveda da anni l’affido condiviso come regola principale, il dibattito su come renderlo davvero effettivo è sempre stato molto acceso. Nel corso del tempo, diverse proposte di legge hanno cercato di riformare la materia, con l’obiettivo di superare il modello del genitore “collocatario” e garantire una piena ed equilibrata bigenitorialità, mettendo al centro l’interesse superiore del minore.
I principi guida per un affido realmente condiviso
Le varie iniziative legislative, pur con differenze specifiche, si sono concentrate su alcuni pilastri fondamentali per modernizzare la gestione dei figli nelle crisi familiari. L’idea di fondo è quella di assicurare che il bambino possa mantenere un rapporto continuativo e significativo con entrambi i genitori, non solo sulla carta ma nella vita di tutti i giorni.
Bigenitorialità e tempi di permanenza paritetici
Il cuore di molte proposte è stato il superamento della figura del “genitore collocatario”, ovvero il genitore presso cui il figlio ha la residenza prevalente. L’obiettivo è promuovere una frequentazione il più possibile paritetica, con tempi di permanenza quasi uguali presso entrambi i genitori. Questo implica anche il concetto di “doppia domiciliazione”: il figlio è domiciliato presso entrambi i genitori, a prescindere dalla residenza anagrafica, riconoscendo così entrambe le case come fulcro della sua vita.
Mantenimento diretto
Un altro punto cruciale è la revisione delle modalità di mantenimento economico. Si è spinto per passare da un modello basato su un assegno di mantenimento versato da un genitore all’altro a un sistema di “mantenimento diretto”. In questo approccio, ciascun genitore provvede direttamente alle necessità del figlio durante il proprio tempo di permanenza. Un eventuale assegno perequativo servirebbe solo a compensare significative disparità di reddito, perdendo la sua funzione principale e diventando integrativo.
Il Piano Genitoriale
Per ridurre la conflittualità e definire in modo chiaro i compiti di ciascuno, è stato introdotto e valorizzato il concetto di “Piano Genitoriale”. Si tratta di un documento dettagliato, redatto dai genitori (con l’aiuto di professionisti, se necessario), che stabilisce le linee guida per l’educazione, la cura, l’istruzione e la gestione quotidiana dei figli. Questo strumento, oggi centrale anche nella normativa vigente, mira a responsabilizzare i genitori e a fornire al giudice un quadro chiaro delle loro intenzioni.
Le questioni pratiche più dibattute
Oltre ai principi generali, le proposte di riforma hanno affrontato nodi pratici che sono spesso fonte di aspro contenzioso tra gli ex partner. Risolvere questi aspetti è fondamentale per garantire la serenità dei minori coinvolti.
- Assegnazione della casa familiare: La questione della casa è una delle più spinose. Le riforme hanno cercato di scollegare l’assegnazione dell’immobile dalla collocazione del figlio, legandola maggiormente al diritto di proprietà. L’idea è che, in un regime di tempi paritetici, la casa possa rimanere al genitore proprietario, prevedendo eventualmente un contributo abitativo per il genitore economicamente più debole, per garantire che possa offrire al figlio una sistemazione adeguata.
- Ascolto del minore: È stato ribadito con forza il diritto del minore a essere ascoltato nei procedimenti che lo riguardano. Le proposte miravano a rendere questo diritto meno discrezionale da parte del giudice, riconoscendo al bambino la facoltà di esprimere le proprie opinioni e desideri, compatibilmente con la sua età e capacità di discernimento.
- Cambio di residenza: Per evitare che un genitore possa allontanare di fatto il figlio dall’altro, sono state proposte regole più stringenti sul cambio di residenza. La regola generale proposta è che tale decisione richieda sempre il consenso di entrambi i genitori o, in caso di disaccordo, l’autorizzazione del giudice.
- Mediazione familiare e coordinazione genitoriale: Per le coppie ad alta conflittualità, si è promosso il ricorso a strumenti come la mediazione familiare, per aiutare i genitori a trovare accordi, e la coordinazione genitoriale, una figura terza che aiuta a gestire e attuare il piano genitoriale, risolvendo le dispute quotidiane.
Cosa devono sapere i genitori oggi
Il quadro normativo in materia di diritto di famiglia è in continua evoluzione. Sebbene molte delle proposte discusse in passato non siano diventate legge nella loro forma originale, i principi che le animavano hanno influenzato la giurisprudenza e le riforme successive, come la Riforma Cartabia. Per i genitori che affrontano una separazione, è fondamentale concentrarsi su alcuni aspetti pratici per tutelare al meglio i propri figli.
Innanzitutto, è cruciale mettere sempre al primo posto l’interesse del minore, che ha diritto a mantenere un legame solido con entrambi i rami della famiglia. La redazione di un piano genitoriale dettagliato è oggi uno strumento essenziale, richiesto dalla legge, per definire responsabilità e impegni. Infine, è sempre preferibile cercare soluzioni consensuali, anche attraverso la mediazione, per ridurre il conflitto e costruire un ambiente sereno per la crescita dei figli.
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