La richiesta di documenti e certificati che la Pubblica Amministrazione (P.A.) già possiede rappresenta da anni un onere significativo per cittadini e imprese. Questo processo, spesso percepito come un inutile appesantimento burocratico, è in contrasto con un principio normativo fondamentale pensato per semplificare il rapporto tra utente e sportello pubblico: il principio “una volta sola” (in inglese, once-only).

Cos’è il principio “una volta sola”

Il principio “una volta sola” stabilisce che la Pubblica Amministrazione non può chiedere ai cittadini e alle imprese di fornire dati o documenti di cui è già in possesso. Introdotto formalmente nell’ordinamento italiano con la legge n. 183 del 2011, questo concetto mira a ribaltare l’approccio tradizionale: non è più il cittadino a dover recuperare e presentare certificati, ma sono le amministrazioni a doverli acquisire d’ufficio, dialogando tra loro.

L’obiettivo è duplice:

  • Semplificare la vita degli utenti: ridurre il numero di adempimenti, le code agli sportelli e i costi associati alla produzione di documenti.
  • Aumentare l’efficienza della P.A.: ottimizzare i processi interni, ridurre il rischio di errori e liberare risorse da dedicare ad attività a maggior valore aggiunto.

In sostanza, quando un cittadino interagisce con un ente pubblico per una pratica, dovrebbe fornire le proprie informazioni una sola volta. Sarà poi compito dell’amministrazione reperire internamente, tramite le banche dati collegate, tutti i dati necessari già registrati presso altri uffici (anagrafe, catasto, registro delle imprese, etc.).

Il ruolo della digitalizzazione per l’attuazione

La piena applicazione del principio “una volta sola” è strettamente legata alla trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. Per funzionare, infatti, è indispensabile che i sistemi informatici dei diversi enti pubblici siano in grado di comunicare tra loro in modo sicuro ed efficiente. Questo processo è noto come interoperabilità delle banche dati.

Senza una solida infrastruttura digitale, il principio rischia di rimanere una dichiarazione di intenti. La digitalizzazione permette di:

  • Creare un ecosistema in cui i dati possono essere condivisi in tempo reale.
  • Garantire la sicurezza e la privacy delle informazioni scambiate.
  • Offrire a cittadini e imprese la possibilità di gestire le pratiche interamente online, senza doversi recare fisicamente presso gli uffici.

L’emergenza sanitaria ha impresso una forte accelerazione a questo processo, evidenziando la necessità di servizi pubblici accessibili a distanza e di procedure più snelle per sostenere la ripresa economica.

Cosa cambia per i consumatori e le imprese

Quando il principio “una volta sola” è applicato correttamente, i vantaggi per i consumatori e le imprese sono concreti e immediati. La burocrazia si riduce e l’accesso ai servizi diventa più semplice. Ecco alcuni esempi pratici:

  • Iscrizione a servizi pubblici: Per iscrivere un figlio a scuola o richiedere un servizio sociale, non dovrebbe essere più necessario presentare certificati di residenza o stato di famiglia, poiché il Comune può verificarli direttamente.
  • Richiesta di autorizzazioni e licenze: Un’impresa che richiede un’autorizzazione non dovrebbe allegare nuovamente la visura camerale, dato che l’ente può acquisirla dal Registro delle Imprese.
  • Procedure edilizie: La presentazione di una pratica per lavori di ristrutturazione può essere snellita grazie all’accesso diretto da parte degli uffici competenti ai dati catastali e urbanistici dell’immobile.
  • Accesso a bonus e incentivi: Le informazioni relative al reddito (ISEE) o ad altre condizioni necessarie per ottenere un bonus possono essere verificate automaticamente dall’ente erogatore tramite l’INPS o l’Agenzia delle Entrate.

Questo cambiamento non solo fa risparmiare tempo e denaro, ma rafforza anche il diritto dei cittadini a un’amministrazione trasparente ed efficiente, che opera al loro servizio.

Come tutelarsi se vengono richiesti documenti non dovuti

Nonostante la normativa sia chiara, può ancora capitare che un ufficio pubblico richieda documenti che dovrebbe acquisire autonomamente. In questi casi, il cittadino ha il diritto di far presente che le informazioni richieste sono già in possesso di un’altra amministrazione pubblica. È possibile richiamare le norme sulla decertificazione e sull’autocertificazione, ricordando all’impiegato l’obbligo per la P.A. di procedere con l’acquisizione d’ufficio dei dati.

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Di admin