Il DASPO (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) è una misura di prevenzione che può avere un impatto significativo sulla vita di una persona. Spesso, questo provvedimento è legato a un procedimento penale per gli stessi fatti. Una domanda comune è: cosa succede al DASPO se il processo penale si conclude con un’assoluzione? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’esito favorevole del processo non comporta l’annullamento automatico della misura.

Cos’è il DASPO e perché è una misura amministrativa

Il DASPO è un provvedimento emesso dal Questore, un’autorità di pubblica sicurezza, e non da un giudice. La sua finalità non è punire un reato, ma prevenire comportamenti violenti o pericolosi per l’ordine pubblico in occasione di eventi sportivi. Proprio per questa sua natura preventiva e amministrativa, segue un percorso autonomo rispetto al processo penale.

I presupposti per l’emissione di un DASPO si basano su una valutazione di pericolosità sociale del soggetto, desunta da elementi come denunce o condanne (anche non definitive) per specifici reati, o dalla partecipazione attiva a episodi di violenza. La durata del divieto può variare da uno a cinque anni e può includere l’obbligo di presentarsi presso un ufficio di polizia durante lo svolgimento delle manifestazioni sportive.

Autonomia tra DASPO e processo penale

Il punto cruciale per comprendere la questione è la netta separazione tra il procedimento amministrativo che porta al DASPO e l’eventuale processo penale. I due percorsi, pur originando dagli stessi fatti, hanno finalità e criteri di valutazione diversi.

  • Procedimento amministrativo (DASPO): Si basa su un giudizio di pericolosità condotto dall’autorità di pubblica sicurezza. È sufficiente che emergano elementi che facciano ritenere il soggetto un potenziale pericolo per l’ordine pubblico durante gli eventi sportivi.
  • Processo penale: Ha l’obiettivo di accertare la responsabilità penale di un individuo per un reato, al di là di ogni ragionevole dubbio. Richiede un livello di prova molto più rigoroso.

Questa autonomia spiega perché un DASPO può rimanere in vigore anche se un giudice, in sede penale, stabilisce che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso. La valutazione amministrativa di pericolosità e l’accertamento della colpevolezza penale sono due cose distinte.

Cosa succede al DASPO in caso di assoluzione

L’assoluzione nel processo penale non causa la decadenza automatica del DASPO. Il provvedimento amministrativo resta valido ed efficace fino a quando non viene formalmente revocato o annullato. L’orientamento consolidato della giurisprudenza, inclusa la Corte di Cassazione, conferma che non esiste alcun automatismo tra la sentenza penale e la sorte del DASPO.

Tuttavia, l’assoluzione non è irrilevante. Al contrario, rappresenta un elemento nuovo e fondamentale che può giustificare la revisione del provvedimento amministrativo. La legge stessa prevede che il DASPO possa essere modificato o revocato qualora vengano meno o mutino le condizioni che ne hanno giustificato l’emissione, anche per effetto di provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Come chiedere la revoca del DASPO dopo l’assoluzione

Se sei stato assolto dal reato che ha dato origine al DASPO, hai il diritto di attivarti per ottenerne la rimozione. Ecco i passaggi da seguire:

  1. Presentare un’istanza di revoca: Il primo passo è inviare una richiesta formale di revoca o modifica del DASPO alla stessa autorità che lo ha emesso, ovvero il Questore competente per territorio.
  2. Motivare la richiesta: L’istanza deve essere motivata allegando la sentenza di assoluzione. Si deve argomentare che, venuto meno il presupposto penale, è cessata anche la presunta pericolosità sociale che giustificava la misura preventiva. L’assoluzione, specialmente con formula piena (“perché il fatto non sussiste” o “per non aver commesso il fatto”), è un argomento molto forte.
  3. Ricorso al T.A.R. in caso di rigetto: Se il Questore dovesse respingere l’istanza di revoca o non dovesse rispondere, è possibile impugnare tale decisione davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.). Il giudice amministrativo valuterà la legittimità del diniego alla luce della sentenza di assoluzione.

In conclusione, l’assoluzione da un reato non libera immediatamente dal DASPO, ma fornisce lo strumento giuridico più importante per chiederne la cancellazione. È essenziale agire tempestivamente presentando un’istanza ben motivata all’autorità competente.

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Di admin