L’emergenza sanitaria legata alla pandemia di COVID-19 ha sollevato complesse questioni giuridiche in molti ambiti della vita quotidiana, inclusa la gestione dei rapporti familiari per le coppie separate. Uno dei temi più delicati ha riguardato l’esercizio del diritto di visita da parte del genitore non collocatario, ovvero quello con cui i figli non vivono abitualmente. Le restrizioni alla circolazione delle persone, imposte per contenere il contagio, hanno creato un conflitto tra il diritto alla salute e il diritto dei minori a mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori.

Il conflitto tra diritto alla salute e rapporto genitori-figli

Le normative emergenziali, come i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) emanati nel 2020, limitavano drasticamente gli spostamenti, consentendoli solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. In questo contesto, i genitori separati si sono chiesti se gli spostamenti per esercitare il diritto di visita rientrassero tra le “situazioni di necessità”. La questione ha generato interpretazioni diverse e ha richiesto l’intervento dei tribunali per bilanciare due diritti fondamentali: la tutela della salute pubblica e individuale (art. 32 della Costituzione) e il diritto alla bigenitorialità, ovvero il diritto del bambino a mantenere un legame stabile con entrambi i genitori.

La decisione del Tribunale di Vasto: la prudenza prevale

Un caso emblematico è stato affrontato dal Tribunale di Vasto con un decreto del 2 aprile 2020. La vicenda riguardava un padre, residente a Milano (all’epoca considerata zona ad alto rischio epidemiologico), che chiedeva di poter tenere con sé la figlia per un periodo di tempo, recuperando anche i fine settimana persi a causa del lockdown. Il tribunale ha respinto la richiesta di incontro fisico, motivando la decisione sulla base di un principio di massima prudenza.

Secondo i giudici, il diritto-dovere di genitori e figli di incontrarsi doveva considerarsi recessivo rispetto alle limitazioni alla circolazione imposte per ragioni sanitarie. Lo spostamento del padre da una zona ad alto contagio e l’impossibilità di verificare le condizioni di sicurezza del viaggio e del soggiorno rappresentavano un rischio non giustificabile per la salute della minore. La priorità, in quel momento di emergenza acuta, è stata quindi accordata alla protezione della salute.

La tecnologia come strumento per garantire la continuità del rapporto

Il rigetto dell’istanza di visita fisica non ha significato, però, una negazione totale del diritto del padre di mantenere un rapporto con la figlia. Il Tribunale di Vasto ha infatti stabilito una soluzione alternativa, valorizzando l’uso degli strumenti telematici. Il decreto ha autorizzato e regolamentato le comunicazioni a distanza, disponendo che il padre potesse effettuare videochiamate con la figlia con cadenza anche quotidiana, in un’ampia fascia oraria pomeridiana e serale.

Un aspetto significativo del provvedimento è stata la diffida rivolta alla madre (genitore collocatario) a non ostacolare in alcun modo questi colloqui, che dovevano svolgersi in modo riservato e senza interferenze. Questa precisazione sottolinea come, anche in situazioni di emergenza, il tribunale tuteli la qualità del rapporto genitoriale, impedendo che le difficoltà logistiche vengano strumentalizzate per alimentare conflitti preesistenti.

Cosa fare in situazioni di conflitto sul diritto di visita

Anche se il contesto dell’emergenza COVID-19 è superato, i principi emersi dalle decisioni dei tribunali offrono indicazioni utili per i genitori separati che affrontano difficoltà nell’esercizio del diritto di visita. È fondamentale agire sempre nell’esclusivo interesse dei figli.

  • Privilegiare il dialogo: La prima strada da percorrere è sempre quella di un accordo tra i genitori, basato sul buon senso e sulla collaborazione per il benessere dei figli.
  • Utilizzare la tecnologia: Quando gli incontri fisici sono difficili o sconsigliati per motivi di salute o altre cause di forza maggiore, le videochiamate e altri strumenti digitali possono aiutare a mantenere vivo e costante il legame affettivo.
  • Documentare gli ostacoli: Se un genitore impedisce o ostacola ingiustificatamente gli incontri o le comunicazioni, è importante raccogliere prove di tali comportamenti (es. messaggi, email).
  • Ricorrere al tribunale: In caso di disaccordo insanabile, è possibile rivolgersi al tribunale con l’assistenza di un legale per chiedere una modifica temporanea o una regolamentazione specifica delle modalità di visita, che tenga conto delle circostanze eccezionali.

La gestione dei rapporti familiari in contesti di crisi richiede flessibilità e la capacità di adattare le soluzioni alle esigenze concrete, mettendo sempre al primo posto la sicurezza e la serenità dei minori.

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Di admin