Il diritto di visita dei figli per i genitori separati o divorziati è un principio fondamentale che mira a garantire la bigenitorialità. Tuttavia, situazioni di emergenza, come la pandemia di COVID-19, hanno introdotto complessità senza precedenti, mettendo a dura prova gli equilibri familiari e le disposizioni dei tribunali. In quel periodo, molti genitori si sono chiesti come comportarsi di fronte al mancato rispetto degli accordi, specialmente con le attività dei tribunali fortemente limitate.
La gestione del diritto di visita durante l’emergenza sanitaria
Durante la prima fase della pandemia, nel 2020, il Governo italiano ha introdotto misure restrittive per contenere il contagio, tra cui la sospensione di gran parte delle udienze civili. Il decreto legge n. 18/2020, noto come “Cura Italia”, stabilì il rinvio d’ufficio dei procedimenti non urgenti. Potevano proseguire solo le cause considerate indifferibili, come quelle relative agli alimenti, alla tutela di diritti fondamentali della persona o i casi in cui un ritardo avrebbe potuto causare un grave pregiudizio alle parti. Questa situazione ha generato incertezza riguardo alla gestione dei conflitti sul diritto di visita, lasciando molti genitori senza una risposta immediata.
Il caso del Tribunale di Agrigento: una questione non “urgente”
Un caso emblematico è stato affrontato dal Tribunale di Agrigento con un decreto del 29 marzo 2020. Un genitore aveva presentato un ricorso ai sensi dell’articolo 709-ter del codice di procedura civile, lamentando le gravi inadempienze dell’altro genitore riguardo al diritto di visita dei figli. La richiesta includeva un’ammonizione e una condanna al risarcimento del danno. Il giudice, tuttavia, ha stabilito che tale richiesta non possedeva il carattere di urgenza richiesto dalla normativa emergenziale per poter essere trattata durante il periodo di sospensione. Di conseguenza, l’udienza è stata rinviata a dopo la fine del periodo di blocco delle attività giudiziarie. La decisione si basava sulla valutazione che, nel caso specifico, non vi fosse un pregiudizio imminente e irreparabile per i minori tale da giustificare un’udienza d’urgenza.
Le conseguenze per il genitore inadempiente
È fondamentale chiarire un punto: la decisione di rinviare l’udienza non ha in alcun modo legittimato il comportamento del genitore inadempiente. I provvedimenti del giudice che regolamentano l’affidamento e il diritto di visita dei figli restano pienamente validi ed efficaci anche durante uno stato di emergenza. Il genitore che non rispetta tali disposizioni commette un illecito e la sua posizione processuale ne risulterà aggravata al momento della valutazione del caso. Il rinvio dell’udienza ha significato solo che la sanzione per l’inadempienza sarebbe stata discussa e decisa in un momento successivo, una volta riprese le normali attività giudiziarie.
Cosa fare in caso di mancato rispetto del diritto di visita
Anche al di fuori di contesti emergenziali, il mancato rispetto del diritto di visita è un problema serio. Il genitore che subisce l’inadempienza ha a disposizione diversi strumenti di tutela. L’obiettivo primario della legge è sempre la tutela dell’interesse superiore del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori.
Le azioni che si possono intraprendere includono:
- Dialogo e mediazione: Il primo passo è sempre tentare di risolvere il conflitto attraverso la comunicazione, se possibile con l’aiuto di un mediatore familiare.
- Diffida formale: Se il dialogo fallisce, si può inviare una lettera di diffida tramite un avvocato, intimando il rispetto degli accordi o del provvedimento del giudice.
- Ricorso al tribunale: L’ultimo strumento è il ricorso al giudice, come previsto dall’articolo 709-ter c.p.c. In questo caso, il tribunale può adottare diversi provvedimenti per sanzionare il genitore inadempiente e ripristinare la corretta attuazione delle disposizioni.
I provvedimenti del giudice
Quando un giudice accerta una grave inadempienza genitoriale, può decidere di:
- Ammonire il genitore inadempiente, invitandolo a rispettare gli obblighi.
- Disporre un risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore o dell’altro genitore.
- Condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 a un massimo di 5.000 euro.
- Modificare i provvedimenti in vigore sull’affidamento e la collocazione dei figli, nei casi più gravi e reiterati.
La gestione dei rapporti genitoriali richiede responsabilità e collaborazione, specialmente in momenti di crisi. Il mancato rispetto delle regole non solo danneggia il rapporto tra il figlio e il genitore escluso, ma comporta anche precise conseguenze legali.
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