Durante il periodo più critico dell’emergenza sanitaria da Covid-19, il Governo italiano aveva introdotto una serie di proroghe per la validità dei documenti, incluse le patenti di guida. Questo permetteva ai cittadini di circolare anche con la patente scaduta, per evitare assembramenti presso gli uffici e gli studi medici. È fondamentale chiarire che queste misure eccezionali sono terminate con la fine dello stato di emergenza. Oggi, le regole per il rinnovo e la circolazione con patente scaduta sono tornate quelle ordinarie previste dal Codice della Strada.
Le proroghe durante l’emergenza: un riepilogo
Per comprendere il contesto a cui il titolo fa riferimento, è utile ricordare cosa prevedeva la normativa emergenziale. A partire dal Decreto “Cura Italia” del 2020, la validità delle patenti di guida in scadenza è stata prorogata più volte. Queste disposizioni avevano lo scopo di alleggerire le procedure burocratiche in un momento di forte criticità per il Paese. Le scadenze sono state posticipate progressivamente, seguendo l’andamento della situazione pandemica.
Tuttavia, è essenziale sottolineare che tutte le proroghe sono scadute da tempo. Chi non ha provveduto al rinnovo della propria patente entro i termini finali stabiliti non è più autorizzato a guidare e rischia sanzioni.
Guida con patente scaduta: le regole attuali
Oggi, circolare con la patente di guida scaduta costituisce una violazione del Codice della Strada. La legge non prevede alcun periodo di tolleranza dopo la data di scadenza indicata sul documento. Appena superato tale termine, il titolare non è più abilitato alla guida di alcun veicolo per cui è richiesta quella patente.
Le conseguenze di questa infrazione sono principalmente di due tipi:
- Sanzione amministrativa: una multa di importo variabile.
- Sanzione accessoria: il ritiro immediato della patente di guida da parte delle forze dell’ordine.
Inoltre, in caso di incidente con patente scaduta, la compagnia assicurativa potrebbe esercitare il diritto di rivalsa, ovvero richiedere al proprio assicurato il rimborso delle somme pagate per i danni causati a terzi.
Come rinnovare la patente di guida
Il rinnovo della patente è una procedura standard che richiede una visita medica per accertare il possesso dei requisiti psicofisici necessari per la guida. La procedura può essere svolta presso diverse strutture autorizzate.
Cosa serve per il rinnovo:
- Un documento d’identità valido e il codice fiscale.
- La patente di guida in scadenza o scaduta.
- Due fototessere recenti.
- La ricevuta di pagamento dei bollettini PagoPA previsti per la pratica.
- Certificazioni mediche per specifiche patologie, se richieste.
La visita medica può essere effettuata presso l’ASL, un’autoscuola, una delegazione ACI o altri studi medici abilitati dal Ministero dei Trasporti. Al termine della visita, se l’esito è positivo, il medico rilascia un documento provvisorio che consente di circolare fino al ricevimento della nuova patente. La nuova patente viene spedita direttamente all’indirizzo del richiedente entro pochi giorni.
Sanzioni specifiche per la guida con patente scaduta
L’articolo 126, comma 11, del Codice della Strada è molto chiaro. Chi guida con una patente la cui validità è scaduta è soggetto a una sanzione pecuniaria che va da 158 a 638 euro. Oltre alla multa, viene applicata la sanzione accessoria del ritiro del documento.
Una volta ritirata la patente, il conducente ha 10 giorni di tempo per sottoporsi alla visita medica e procedere con il rinnovo. Dopo aver ottenuto il certificato medico di idoneità, potrà recarsi presso il comando di polizia che ha ritirato il documento per riaverlo. Se il rinnovo non avviene entro questo termine, la patente viene inviata alla Prefettura competente e la procedura per rientrarne in possesso diventa più complessa.
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