L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha richiesto interventi normativi in numerosi settori, incluso quello delle assicurazioni auto. Con il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, noto come “Cura Italia”, il governo ha introdotto modifiche temporanee significative per le procedure di liquidazione dei danni RCA e per la validità delle polizze, con l’obiettivo di gestire le difficoltà operative causate dalle restrizioni alla circolazione.

Proroga della validità della polizza RCA

Una delle novità più rilevanti per gli automobilisti è stata l’estensione del periodo di tolleranza per il rinnovo della polizza RCA. Normalmente, la legge prevede un periodo di 15 giorni di ultrattività della copertura assicurativa dopo la scadenza del contratto. Questo permette agli assicurati di circolare mentre perfezionano il rinnovo.

Il decreto “Cura Italia” ha stabilito che, per tutte le polizze in scadenza tra il 17 marzo e il 31 luglio 2020, questo periodo di tolleranza fosse raddoppiato, passando da 15 a 30 giorni. La misura era pensata per agevolare i cittadini, evitando loro di doversi recare fisicamente presso le agenzie assicurative in un momento di massima emergenza e limitazione degli spostamenti.

Dubbi sulle garanzie accessorie

Un aspetto che ha generato incertezza riguardava le garanzie accessorie, come furto, incendio, kasko o cristalli. La norma menzionava esplicitamente solo la garanzia obbligatoria RCA. Questo ha sollevato il dubbio se l’estensione a 30 giorni si applicasse anche a queste coperture facoltative. In assenza di un chiarimento ufficiale, la prassi più prudente per i consumatori è stata quella di verificare direttamente con la propria compagnia assicurativa per evitare di trovarsi scoperti in caso di sinistro non legato alla responsabilità civile.

Tempi più lunghi per la liquidazione dei sinistri

Se da un lato il decreto ha offerto un piccolo vantaggio agli assicurati in fase di rinnovo, dall’altro ha introdotto uno svantaggio significativo per chi attendeva un risarcimento. Fino al 31 luglio 2020, i termini a disposizione delle compagnie assicurative per formulare un’offerta di risarcimento o comunicare un diniego motivato sono stati prorogati di 60 giorni.

Questa estensione si applicava ai casi in cui fosse necessario l’intervento di un perito per la valutazione dei danni al veicolo o di un medico legale per le lesioni alle persone. Di conseguenza, i termini ordinari sono stati temporaneamente dilatati:

  • Danni a cose: da 60 a 120 giorni.
  • Danni alla persona: da 90 a 150 giorni.

La ragione di questa modifica risiedeva nell’oggettiva difficoltà di effettuare perizie e visite medico-legali a causa delle misure di distanziamento sociale e delle limitazioni alla mobilità.

Cosa poteva fare il consumatore: diritti e tutele

Nonostante le proroghe, i diritti dei danneggiati non sono stati completamente sospesi. Era importante conoscere alcuni aspetti fondamentali per tutelarsi ed evitare che le compagnie applicassero i ritardi in modo automatico e ingiustificato.

  1. La proroga non era automatica: L’allungamento dei tempi per il risarcimento era giustificato solo se l’emergenza sanitaria impediva concretamente lo svolgimento delle perizie. Se gli accertamenti erano già stati completati prima del 17 marzo 2020, le compagnie avrebbero dovuto rispettare i termini ordinari.
  2. Messa a disposizione del veicolo: L’obbligo per il danneggiato di mettere a disposizione il veicolo per l’ispezione peritale entro 5 giorni dalla richiesta è rimasto invariato. Se la compagnia non si attivava entro tale termine, il proprietario poteva procedere con la riparazione, documentando il danno con fotografie e fatture.
  3. Accertamenti medico-legali: Anche per le lesioni fisiche, il ritardo nella visita non doveva bloccare completamente la pratica. Era possibile procedere con una liquidazione basata sulla documentazione medica disponibile, rimandando eventualmente la visita per la valutazione finale dei postumi.

Queste misure, sebbene nate da una situazione eccezionale, hanno evidenziato l’importanza per i consumatori di essere consapevoli dei propri diritti e di agire attivamente per sollecitare il rispetto delle procedure, anche in un contesto di emergenza.

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Di admin