Durante le prime fasi dell’emergenza sanitaria da Covid-19, con la chiusura delle scuole disposta a livello nazionale, il Governo italiano ha introdotto diverse misure di sostegno per le famiglie. Tra queste, una delle più significative è stata il cosiddetto “bonus babysitter”, disciplinato dal decreto-legge n. 18/2020, noto come “Decreto Cura Italia”. Questo contributo economico era pensato per aiutare i genitori lavoratori a far fronte alle spese per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori. È importante sottolineare che si trattava di una misura straordinaria e temporanea, non più attiva.
Che cos’era il Bonus Babysitter Covid-19
Il bonus per servizi di baby-sitting rappresentava un’alternativa al congedo parentale straordinario di 15 giorni, anch’esso previsto per l’emergenza. Le famiglie potevano scegliere tra una delle due misure, ma non cumularle. L’obiettivo era fornire un aiuto concreto ai genitori che, a causa della sospensione delle attività didattiche, si trovavano nella necessità di conciliare lavoro e gestione familiare. La gestione e l’erogazione del bonus erano affidate all’INPS, che ha fornito le istruzioni operative con la circolare n. 44 del 24 marzo 2020.
A chi spettava il bonus: requisiti e beneficiari
La misura era destinata a specifiche categorie di lavoratori con figli di età non superiore a 12 anni alla data del 5 marzo 2020, giorno di inizio della chiusura delle scuole. Il limite di età non si applicava in caso di figli con disabilità grave accertata. Potevano richiedere il bonus:
- Lavoratori dipendenti del settore privato.
- Lavoratori iscritti alla Gestione Separata dell’INPS.
- Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni INPS.
- Personale del settore sanitario, pubblico e privato accreditato.
- Personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.
Il bonus non poteva essere richiesto se nel nucleo familiare un altro genitore beneficiava già di strumenti di sostegno al reddito per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa (come NASpI o cassa integrazione) o se era stato richiesto il congedo parentale straordinario Covid-19. In caso di genitori separati, il beneficio spettava al genitore affidatario convivente con il minore.
Importi e modalità di erogazione
L’importo del bonus variava a seconda della categoria professionale del genitore richiedente. La maggior parte dei lavoratori aventi diritto poteva ricevere un contributo fino a un massimo di 600 euro. Per alcune categorie specifiche, considerate essenziali durante l’emergenza, l’importo era aumentato:
- Fino a 1.000 euro per i lavoratori dipendenti del settore sanitario (medici, infermieri, tecnici di laboratorio, operatori sociosanitari).
- Fino a 1.000 euro per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all’emergenza.
Il bonus non veniva erogato come somma in denaro direttamente al genitore, ma attraverso il “Libretto di Famiglia”. Si trattava di uno strumento telematico dell’INPS per la gestione delle prestazioni di lavoro occasionale. Sia il genitore beneficiario che il prestatore di servizi (la babysitter) dovevano registrarsi sulla piattaforma online dell’INPS. Il genitore utilizzava poi il bonus per pagare le prestazioni di baby-sitting, che venivano remunerate tramite titoli virtuali (voucher) del valore di 10 euro l’ora.
Come si presentava la domanda
La domanda per ottenere il bonus babysitter doveva essere presentata esclusivamente in via telematica all’INPS. I canali a disposizione dei cittadini erano i seguenti:
- Portale web dell’INPS: accedendo con le proprie credenziali (PIN, SPID, CIE o CNS) all’apposito servizio online.
- Contact Center Integrato: chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 0766036164 (da rete mobile a pagamento).
- Enti di Patronato: usufruendo dei loro servizi gratuiti di assistenza e inoltro delle pratiche.
Una volta accolta la domanda, il genitore beneficiario doveva “appropriarsi” del bonus entro 15 giorni dalla comunicazione di accoglimento, attivando il Libretto di Famiglia e inserendo le prestazioni lavorative svolte dalla babysitter a partire dal 5 marzo 2020.
Cosa sapere oggi su questa misura
Il bonus babysitter del Decreto “Cura Italia” è stata una misura di emergenza con una durata limitata e non è più possibile richiederlo. Le informazioni su come funzionava restano utili per comprendere le politiche di sostegno alla famiglia adottate in quel periodo e possono servire come riferimento per chi avesse bisogno di verificare posizioni contributive o pagamenti relativi a quel periodo. È sempre consigliabile verificare le misure attualmente in vigore, poiché i bonus e le agevolazioni per le famiglie sono soggetti a continue modifiche normative.
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