Durante le prime fasi dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, la circolazione delle persone in Italia è stata soggetta a rigide limitazioni. Per gestire e controllare gli spostamenti, le autorità hanno introdotto un sistema di autodichiarazioni. Il 26 marzo 2020 è stato rilasciato un nuovo modello, aggiornato sulla base del Decreto Legge n. 19 del 25 marzo 2020, che ha ridefinito le regole e le sanzioni. Questo documento era essenziale per chiunque avesse necessità di muoversi dal proprio domicilio.
Cos’era il modulo di autodichiarazione del 2020
Il modulo di autodichiarazione era un documento ufficiale che i cittadini dovevano compilare e portare con sé durante ogni spostamento. La sua funzione era quella di attestare, sotto la propria responsabilità, che il movimento rientrava in una delle categorie consentite dalla legge. Il modello aggiornato al 26 marzo 2020 includeva specifici riferimenti normativi per garantire che i cittadini fossero consapevoli delle misure di contenimento in vigore e delle sanzioni previste in caso di violazione. La compilazione richiedeva l’inserimento dei dati anagrafici, l’indirizzo di partenza e di destinazione, e la motivazione dello spostamento.
Le ragioni consentite per gli spostamenti
Non tutti gli spostamenti erano permessi. Le normative dell’epoca limitavano la circolazione a poche e specifiche circostanze, che dovevano essere chiaramente indicate nel modulo. La violazione di queste regole comportava sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, penali. Le motivazioni ammesse erano principalmente quattro:
- Comprovate esigenze lavorative: valide per chi non poteva svolgere la propria attività in modalità di lavoro agile e doveva recarsi fisicamente sul posto di lavoro.
- Situazione di necessità: questa categoria includeva spostamenti essenziali come fare la spesa, acquistare farmaci o assistere familiari non autosufficienti.
- Motivi di salute: spostamenti per visite mediche, terapie, esami urgenti o per recarsi in farmacia.
- Assoluta urgenza: una categoria residuale per situazioni impreviste e non rimandabili, come ad esempio il rientro presso la propria residenza, domicilio o abitazione.
Cosa si dichiarava e quali erano le sanzioni
Compilando il modulo, il cittadino dichiarava non solo la motivazione dello spostamento, ma anche di essere a conoscenza delle normative vigenti e delle conseguenze di una dichiarazione mendace. Il Decreto Legge del 25 marzo 2020 aveva inasprito le sanzioni per chi violava le restrizioni. Chi veniva trovato fuori casa senza una valida giustificazione o con un’autodichiarazione falsa rischiava una sanzione amministrativa pecuniaria, il cui importo era stato notevolmente aumentato rispetto alle prime disposizioni. Dichiarare il falso a un pubblico ufficiale costituiva inoltre un reato penalmente perseguibile.
La situazione attuale: i moduli non sono più necessari
È fondamentale sottolineare che i moduli di autodichiarazione per gli spostamenti legati all’emergenza Covid-19 non sono più in vigore. Con la fine dello stato di emergenza e la progressiva rimozione di tutte le misure restrittive sulla circolazione delle persone, non è più richiesto alcun tipo di certificazione per muoversi all’interno del territorio nazionale. Le informazioni contenute in questo articolo hanno quindi un valore storico e servono a contestualizzare le misure adottate durante un periodo di eccezionale emergenza sanitaria. Oggi, i cittadini possono spostarsi liberamente senza necessità di giustificare le proprie ragioni.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org