L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha imposto una profonda riorganizzazione della vita all’interno degli istituti penitenziari italiani. Per contenere il rischio di contagi, una delle misure più significative è stata la sospensione dei colloqui in presenza tra i detenuti e i loro familiari. Per bilanciare questa restrizione e tutelare il diritto ai legami affettivi, il Ministero della Giustizia ha implementato soluzioni alternative, tra cui la fornitura di telefoni cellulari.

L’iniziativa: 3.200 cellulari per i detenuti

Per far fronte alla necessità di mantenere vivi i contatti familiari, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) ha promosso un’iniziativa per dotare le carceri di un numero consistente di dispositivi mobili. In totale, sono stati messi a disposizione 3.200 cellulari. L’operazione è stata resa possibile grazie a un doppio intervento:

  • Donazione: 1.600 smartphone e relative SIM sono stati forniti gratuitamente da TIM.
  • Acquisto ministeriale: Altri 1.600 apparecchi sono stati acquistati direttamente dal Ministero della Giustizia.

Questi dispositivi sono stati distribuiti negli istituti penitenziari di tutto il territorio nazionale con l’obiettivo specifico di permettere ai detenuti di effettuare telefonate e videochiamate ai propri cari, offrendo un supporto visivo che le normali telefonate non consentono.

Come è cambiata la comunicazione in carcere

L’introduzione dei cellulari ha rappresentato un’integrazione importante agli strumenti di comunicazione già esistenti, come i telefoni fissi e le postazioni per le chiamate via Skype. La misura più rilevante è stata la possibilità di utilizzare questi mezzi oltre i limiti di tempo normalmente consentiti dal regolamento penitenziario. Questa flessibilità è stata fondamentale per compensare l’assenza totale di incontri fisici, un elemento cruciale per il benessere psicologico della popolazione detenuta.

Altre misure di supporto durante l’emergenza

La fornitura di cellulari si inseriva in un pacchetto più ampio di iniziative volte a mitigare le difficoltà causate dalle restrizioni sanitarie. Tra le altre misure adottate dal Ministero per migliorare le condizioni di vita dei detenuti durante quel periodo figuravano:

  • L’utilizzo gratuito del servizio di lavanderia interno agli istituti.
  • La possibilità per i familiari di inviare denaro tramite bonifici online, semplificando le procedure.
  • L’aumento dei limiti di spesa individuali per ciascun detenuto per l’acquisto di beni all’interno del carcere.

L’importanza di tutelare i legami affettivi

Le iniziative messe in campo durante l’emergenza sanitaria hanno sottolineato l’importanza che l’ordinamento penitenziario attribuisce al mantenimento dei legami familiari. Il contatto con i propri cari è considerato un pilastro del percorso di rieducazione e reinserimento sociale del detenuto. Garantire la continuità di queste relazioni, anche attraverso strumenti tecnologici, ha contribuito a ridurre le tensioni interne agli istituti e a sostenere psicologicamente sia i detenuti che le loro famiglie in un momento di grande incertezza e isolamento.

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Di admin