Durante le prime fasi dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, il Governo italiano ha introdotto una serie di misure a sostegno dei lavoratori e delle famiglie. Tra queste, il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, noto come “Cura Italia”, ha previsto un’importante modifica temporanea per i titolari dei permessi retribuiti ai sensi della Legge 0766036164, incrementando il numero di giorni a disposizione per assistere i familiari con disabilità grave.
Cosa prevedeva l’estensione dei permessi Legge 104
Il Decreto “Cura Italia” ha stabilito, in via eccezionale, un aumento del numero di giorni di permesso retribuito per i lavoratori dipendenti. Nello specifico, per i mesi di marzo e aprile 2020, il numero di giorni di permesso è stato incrementato di ulteriori 12 giornate complessive. Questo significava che, in aggiunta ai 3 giorni mensili normalmente previsti, i lavoratori aventi diritto potevano usufruire di altri 12 giorni da utilizzare nel corso di quel bimestre.
L’obiettivo della norma era duplice:
- Tutelare la salute dei soggetti fragili: Consentire ai familiari di assistere le persone con disabilità grave, riducendo la necessità di ricorrere a strutture assistenziali esterne e limitando le occasioni di contagio.
- Supportare i lavoratori caregiver: Offrire uno strumento di flessibilità ai lavoratori che, a causa della chiusura di scuole e centri diurni, si trovavano a dover gestire l’assistenza dei propri familiari in un contesto di grande difficoltà.
Questi giorni aggiuntivi potevano essere fruiti anche in maniera frazionata, a ore, secondo le modalità previste dalla normativa ordinaria e dai contratti collettivi di riferimento.
A chi spettavano i 12 giorni aggiuntivi
L’estensione dei permessi era rivolta alle stesse categorie di lavoratori che già beneficiavano della Legge 104. La misura era quindi destinata a:
- Lavoratori dipendenti con disabilità in situazione di gravità.
- Lavoratori dipendenti che assistono un familiare (coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto, parente o affine entro il secondo grado) con disabilità in situazione di gravità.
L’incremento dei permessi si applicava sia al settore privato che a quello pubblico, garantendo una copertura ampia per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione durante il lockdown. La misura non modificava gli altri requisiti necessari per l’accesso ai permessi, come il riconoscimento della condizione di disabilità grave da parte dell’INPS.
Il contesto della normativa emergenziale
È fondamentale sottolineare che l’aumento dei giorni di permesso Legge 104 è stata una misura straordinaria e limitata nel tempo, strettamente legata al periodo di massima emergenza sanitaria. Con il superamento di quella fase critica, la normativa è tornata a seguire le regole ordinarie.
Oggi, salvo diverse disposizioni specifiche, i permessi retribuiti ai sensi della Legge 104 sono nuovamente disciplinati dalla normativa standard, che prevede tre giorni di permesso al mese, frazionabili anche in ore. L’intervento del 2020 rimane un esempio di come gli strumenti di welfare possano essere adattati per rispondere a crisi impreviste, ponendo al centro la tutela dei lavoratori e delle persone più fragili.
Cosa fare se si necessita di assistenza oggi
Sebbene la misura emergenziale non sia più in vigore, la Legge 104 continua a rappresentare un pilastro fondamentale per la tutela dei lavoratori con disabilità e dei loro caregiver. Comprendere i propri diritti e le modalità per farli valere è essenziale. Spesso possono sorgere dubbi sull’interpretazione delle norme, sulla presentazione delle domande o sulla gestione dei rapporti con il datore di lavoro.
In questi casi, è importante non affrontare le difficoltà da soli. Rivolgersi a esperti può aiutare a chiarire la propria posizione e a intraprendere le azioni corrette per ottenere il riconoscimento dei propri diritti.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org