La pandemia di Covid-19 ha introdotto restrizioni senza precedenti, sollevando una domanda cruciale per molti cittadini: come garantire l’assistenza ai propri animali? In particolare, i proprietari di cavalli si sono trovati di fronte a dubbi e difficoltà riguardo l’accesso ai maneggi e la cura quotidiana dei loro equidi. Sebbene l’emergenza sanitaria di quel periodo sia superata, le questioni legali e pratiche emerse restano un punto di riferimento fondamentale per comprendere diritti e doveri in qualsiasi situazione di crisi che limiti gli spostamenti.
Il benessere del cavallo come stato di necessità
Un cavallo, specialmente se tenuto in un box, ha esigenze etologiche e fisiche che non possono essere sospese. Il movimento quotidiano è essenziale per la sua salute fisica e psicologica. La mancanza di attività può causare problemi gravi, come coliche, patologie articolari e stress intenso. Per questo motivo, la cura e la movimentazione di un cavallo non rappresentano un’attività ricreativa, ma rientrano in uno stato di necessità volto a tutelare il benessere dell’animale, come previsto dalla normativa sulla protezione degli animali.
Durante le fasi più acute della pandemia, il dibattito si concentrò proprio su questo punto: lo spostamento per accudire il proprio cavallo poteva essere giustificato come una necessità indifferibile? La risposta generale è stata affermativa, a patto di rispettare precise condizioni e protocolli di sicurezza.
Responsabilità del gestore e diritti del proprietario
In situazioni di emergenza, le responsabilità contrattuali tra il gestore di un centro ippico e il proprietario del cavallo non vengono meno. È fondamentale distinguere i ruoli e gli obblighi di entrambe le parti per gestire correttamente la situazione.
Obblighi del centro ippico
Il gestore della struttura ha un obbligo di custodia e una posizione di garanzia nei confronti degli animali ospitati. Questo significa che è legalmente responsabile del loro benessere. In una situazione di crisi, il gestore deve:
- Garantire le cure essenziali, come alimentazione, pulizia e assistenza sanitaria.
- Assicurare la movimentazione quotidiana necessaria, soprattutto per i cavalli in box senza accesso a paddock.
- Adottare un regolamento interno chiaro per gestire gli accessi in sicurezza, limitando le presenze contemporanee e imponendo l’uso di dispositivi di protezione.
Impedire l’accesso al proprietario senza essere in grado di fornire autonomamente le cure necessarie potrebbe esporre il gestore a responsabilità civili per eventuali danni all’animale e persino a responsabilità penali per maltrattamento di animali.
Diritti del proprietario del cavallo
Il proprietario ha il diritto di assicurarsi che il proprio animale riceva tutte le cure necessarie. Se la struttura non è in grado di garantire standard minimi di benessere (ad esempio, per carenza di personale), il proprietario ha il diritto di intervenire direttamente. Per farlo in modo legittimo durante un’emergenza con restrizioni, è consigliabile:
- Mantenere una comunicazione costante e chiara con il gestore della struttura.
- Munirsi di documentazione che attesti la necessità dell’intervento, come una dichiarazione del gestore stesso o un certificato del medico veterinario che specifichi le esigenze particolari del cavallo.
- Rispettare scrupolosamente tutte le norme di sicurezza imposte a livello nazionale e le regole interne del maneggio.
Cosa fare in pratica: prepararsi a future emergenze
L’esperienza della pandemia ha insegnato l’importanza della prevenzione e della chiarezza. Per evitare incertezze in futuro, ogni proprietario di cavalli dovrebbe considerare alcuni passaggi pratici. È utile verificare che il contratto di pensione stipulato con il maneggio specifichi chiaramente i servizi garantiti, inclusa la gestione del cavallo in situazioni di emergenza. Dialogare preventivamente con il gestore per definire un piano di azione condiviso può risolvere molti problemi prima che si presentino. Infine, avere a disposizione un certificato veterinario che attesti le esigenze specifiche del proprio animale può rivelarsi uno strumento decisivo per giustificare eventuali spostamenti necessari.
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