Maltrattare un animale non è solo un gesto moralmente riprovevole, ma un vero e proprio reato disciplinato dalla legge italiana. L’articolo 544-ter del Codice Penale tutela gli animali in quanto esseri viventi capaci di percepire dolore, punendo chiunque causi loro sofferenze ingiustificate. Comprendere cosa dice la legge è il primo passo per proteggere gli animali e agire correttamente di fronte a un sospetto caso di abuso.

Cos’è il reato di maltrattamento di animali

La normativa italiana ha riconosciuto la necessità di tutelare gli animali non più come semplice proprietà di una persona, ma come esseri senzienti. Il reato di maltrattamento di animali, inserito nel Titolo IX-bis del Codice Penale dedicato ai “delitti contro il sentimento per gli animali”, punisce chi, per crudeltà o senza una reale necessità, infligge sofferenze a un animale. La legge non si limita a considerare le violenze fisiche evidenti, ma estende la tutela a una vasta gamma di comportamenti che possono compromettere il benessere psicofisico dell’animale.

Quali comportamenti sono puniti

La legge identifica diverse condotte che integrano il reato di maltrattamento. È importante sottolineare che non è necessario provocare una ferita fisica per commettere il reato; è sufficiente causare una sofferenza. Le azioni punite includono sia comportamenti attivi (commissivi) che omissioni, come la negligenza e l’abbandono terapeutico.

Ecco le principali condotte sanzionate:

  • Cagionare una lesione: Qualsiasi atto che provochi un danno all’integrità fisica dell’animale.
  • Sottoporre a sevizie: Atti di crudeltà che infliggono torture o gravi patimenti.
  • Comportamenti e fatiche insopportabili: Costringere un animale a compiere sforzi o a tenere comportamenti incompatibili con le sue caratteristiche naturali (etologiche). Questo include, ad esempio, l’addestramento con metodi violenti o l’impiego in lavori troppo pesanti.
  • Mancanza di cure: Lasciare un animale in condizioni di sofferenza per mancanza di cibo, acqua, cure mediche o un riparo adeguato. L’omessa cura di una patologia, che ne causa l’aggravamento, è considerata maltrattamento.
  • Somministrazione di sostanze vietate: Il cosiddetto “doping a danno di animali”, che punisce chi somministra farmaci o sostanze stupefacenti per alterarne le prestazioni in gare o competizioni, causando un danno alla loro salute.

La giurisprudenza ha confermato che anche l’uso di strumenti come i collari elettrici che producono scosse può configurare il reato, in quanto forma di addestramento basata su uno stimolo doloroso.

Le pene previste dalla legge

Chi si macchia del reato di maltrattamento di animali rischia sanzioni severe. La legge prevede la reclusione da tre a diciotto mesi o, in alternativa, una multa da 5.000 a 30.000 euro. La scelta tra la pena detentiva e quella pecuniaria dipende dalla gravità del fatto e viene decisa dal giudice.

L’aggravante per la morte dell’animale

Se le condotte di maltrattamento portano alla morte dell’animale, la pena è aumentata della metà. È importante notare che questa aggravante si applica quando la morte è una conseguenza non voluta dell’abuso. Se una persona uccide intenzionalmente un animale, si configura un reato diverso e più grave, quello di “Uccisione di animali”, previsto dall’articolo 544-bis del Codice Penale.

Come segnalare un caso di maltrattamento

Il reato di maltrattamento di animali è procedibile d’ufficio. Questo significa che chiunque può segnalare un presunto illecito alle autorità, senza bisogno di presentare una querela formale. Una volta ricevuta la segnalazione, le forze dell’ordine hanno l’obbligo di avviare le indagini. La tempestività è fondamentale per poter intervenire a salvaguardia dell’animale.

A chi rivolgersi

Se si è testimoni di un maltrattamento o si ha il forte sospetto che un animale sia vittima di abusi, è possibile rivolgersi a diversi enti:

  • Carabinieri: Inclusi i reparti specializzati del Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare (ex Corpo Forestale dello Stato).
  • Polizia di Stato.
  • Guardia di Finanza.
  • Polizia Locale (Vigili Urbani).
  • Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali (ASL).

Quando si effettua una segnalazione, è utile fornire tutte le informazioni possibili: una descrizione dettagliata dei fatti, il luogo esatto, l’orario, e, se possibile e senza mettersi in pericolo, documentazione come foto o video. Anche le associazioni animaliste presenti sul territorio possono offrire supporto e indicazioni su come procedere.

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Di admin