L’assegno è un titolo di credito che permette di trasferire somme di denaro senza utilizzare contanti. Sebbene l’uso di strumenti digitali sia sempre più diffuso, l’assegno rimane un mezzo di pagamento valido in molte situazioni. È fondamentale, però, conoscerne le caratteristiche e le differenze tra le due tipologie principali: l’assegno bancario e l’assegno circolare, ciascuno con regole e livelli di sicurezza diversi.
L’Assegno Bancario: Un Ordine di Pagamento
L’assegno bancario è un documento con cui il titolare di un conto corrente (il traente) ordina alla propria banca (il trattario) di pagare una determinata somma a un’altra persona o entità (il beneficiario). Per essere valido, deve essere compilato correttamente e la firma deve essere autentica. La sua efficacia dipende dalla presenza di fondi sufficienti sul conto al momento della presentazione.
Requisiti essenziali e validità
Affinché un assegno bancario sia valido, deve contenere obbligatoriamente i seguenti elementi:
- La dicitura “assegno bancario” inserita nel titolo.
- L’ordine incondizionato di pagare la somma indicata, scritta sia in cifre che in lettere.
- Il nome della banca che deve effettuare il pagamento.
- L’indicazione del luogo di pagamento.
- La data e il luogo di emissione.
- La firma di chi emette l’assegno.
La mancanza di uno di questi requisiti può rendere nullo il titolo. È importante ricordare che l’assegno non può essere emesso senza data (postdatato), pratica illegale che lo trasforma in una promessa di pagamento irregolare.
Cosa succede in caso di assegno scoperto?
L’emissione di un assegno senza la necessaria copertura di fondi (assegno a vuoto) ha conseguenze serie. Chi emette l’assegno è soggetto a sanzioni amministrative pecuniarie e viene iscritto nell’archivio della Centrale di Allarme Interbancaria (CAI). Questa segnalazione comporta la cosiddetta “revoca di sistema”, che impedisce di emettere assegni per sei mesi e obbliga alla restituzione di quelli non ancora utilizzati.
Per il beneficiario, un assegno scoperto costituisce un titolo esecutivo. Questo significa che, entro sei mesi dall’emissione, può avviare direttamente la procedura di pignoramento dei beni del debitore notificando un atto di precetto, senza dover prima ottenere una sentenza da un giudice. Per avviare questa azione non è necessario il protesto, se si agisce contro chi ha emesso l’assegno. Il protesto, un atto pubblico che accerta il mancato pagamento, è invece richiesto se si vuole agire contro i “giranti”, cioè coloro che hanno trasferito l’assegno ad altri.
L’Assegno Circolare: Una Promessa di Pagamento Sicura
A differenza di quello bancario, l’assegno circolare non è un ordine, ma una promessa di pagamento emessa direttamente da una banca. L’istituto di credito si impegna a pagare a vista la somma indicata al beneficiario. La sua caratteristica principale è la sicurezza: la banca lo emette solo dopo aver ricevuto la somma corrispondente dal richiedente, garantendo così la copertura dei fondi.
Caratteristiche e vantaggi
L’assegno circolare è spesso preferito nelle transazioni importanti, come l’acquisto di un immobile o di un’auto, proprio perché offre la certezza del pagamento. Per essere valido, deve contenere:
- La dicitura “assegno circolare”.
- La promessa incondizionata di pagare a vista la somma indicata.
- Il nome del beneficiario.
- La data e il luogo di emissione.
- La firma della banca emittente.
L’assegno circolare deve essere presentato per l’incasso entro 30 giorni dalla data di emissione. Anche dopo tale termine, il diritto a riscuotere la somma dalla banca emittente si prescrive solo dopo tre anni.
Regole e Consigli Pratici per i Consumatori
Per utilizzare gli assegni in modo sicuro e corretto, è utile conoscere alcune regole fondamentali e adottare delle precauzioni per evitare problemi e frodi.
La clausola “Non Trasferibile”
Per legge, tutti gli assegni (bancari e circolari) di importo pari o superiore a 1.000 euro devono obbligatoriamente riportare la clausola “non trasferibile”. Questo significa che l’assegno può essere incassato solo dal beneficiario indicato e non può essere girato ad altre persone. Questa misura serve a garantire la tracciabilità dei pagamenti e a contrastare il riciclaggio di denaro. È possibile richiedere un carnet di assegni senza questa clausola per importi inferiori, ma pagando un’imposta di bollo.
Come compilare un assegno in sicurezza
Per ridurre i rischi di frode o alterazione, è consigliabile seguire queste buone pratiche:
- Compilare l’assegno in ogni sua parte con inchiostro indelebile.
- Scrivere l’importo in cifre il più vicino possibile al simbolo dell’euro per evitare aggiunte.
- Sbarrare gli spazi non utilizzati con una linea orizzontale.
- Indicare sempre con chiarezza il nome del beneficiario.
- Aggiungere la clausola “non trasferibile” anche per importi inferiori a 1.000 euro per una maggiore sicurezza.
- Custodire con cura il libretto degli assegni e denunciare immediatamente lo smarrimento o il furto.
Smarrimento o furto di un assegno
In caso di smarrimento o furto di un assegno, sia già compilato che in bianco, è fondamentale agire tempestivamente. La prima cosa da fare è sporgere denuncia alle Forze dell’Ordine. Successivamente, bisogna comunicare immediatamente l’accaduto alla propria banca per bloccare il pagamento del titolo. Questa procedura, nota come “ammortamento”, serve a privare di validità l’assegno smarrito o rubato e a tutelarsi da utilizzi fraudolenti.
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