Quando l’INPS eroga per errore somme non dovute per prestazioni diverse dalla pensione, come la disoccupazione (NASpI) o altri sostegni al reddito, si genera un “indebito non pensionistico”. L’Istituto ha stabilito una procedura precisa per recuperare questi importi, basata su regole chiare che i cittadini devono conoscere per tutelare i propri diritti e gestire correttamente la situazione.
Cosa sono gli indebiti non pensionistici e come si originano
Un indebito non pensionistico si verifica quando un cittadino riceve dall’INPS una somma di denaro a cui non aveva diritto, relativa a prestazioni di sostegno al reddito. Le cause possono essere diverse e non sempre dipendono da un comportamento scorretto del beneficiario. Tra le più comuni troviamo:
- Errori di calcolo: L’INPS potrebbe commettere un errore nel calcolo dell’importo spettante.
- Mancata comunicazione di variazioni: Il cittadino potrebbe non aver comunicato tempestivamente un cambiamento della propria situazione reddituale o lavorativa che incide sul diritto alla prestazione.
- Dichiarazioni inesatte: In alcuni casi, l’indebito può derivare da informazioni errate o incomplete fornite consapevolmente dal richiedente. Questa distinzione è importante perché influisce sulle modalità di recupero.
Indipendentemente dalla causa, una volta accertato l’indebito, l’INPS è tenuto per legge ad avviare le procedure per il recupero delle somme versate in eccesso.
La procedura di recupero passo dopo passo
L’INPS segue un iter specifico per recuperare i crediti, applicando per analogia le regole già previste per gli indebiti pensionistici. Il processo si articola in diverse fasi, con l’obiettivo di trovare la soluzione più efficiente e, quando possibile, meno gravosa per il debitore.
- Compensazione: Come primo passo, l’Istituto verifica se il cittadino ha diritto a ricevere degli arretrati per la stessa prestazione. In questo caso, l’INPS può trattenere direttamente l’importo dell’indebito dagli arretrati dovuti, estinguendo il debito in tutto o in parte.
- Nota di debito: Se la compensazione non è possibile o non copre l’intero importo, l’INPS invia una comunicazione formale, la “nota di debito”. Questo avviso specifica la causa dell’indebito, l’importo da restituire e invita al pagamento in un’unica soluzione entro 30 giorni.
- Recupero attivo: Se il cittadino non paga entro il termine indicato, l’INPS procede con il recupero forzato, utilizzando principalmente due strumenti: la trattenuta su altre prestazioni o la richiesta di pagamento rateale.
Cosa fare: le opzioni per il cittadino
Ricevere una richiesta di restituzione dall’INPS può generare preoccupazione, ma è fondamentale non ignorare la comunicazione. Esistono diverse opzioni per gestire il debito in modo corretto.
Trattenuta su altre prestazioni
Se il debitore percepisce altre prestazioni dall’INPS (come un’indennità di disoccupazione o un assegno sociale), l’Istituto può recuperare il debito attraverso una trattenuta mensile. La legge stabilisce un limite preciso: la trattenuta non può superare un quinto (il 20%) dell’importo lordo della prestazione in pagamento.
Richiesta di rateizzazione
Se non è possibile pagare l’intera somma in un’unica soluzione, il cittadino può richiedere un piano di rateizzazione. La concessione e la durata del piano dipendono dalla natura dell’indebito e dall’importo:
- Indebito proprio: Se l’errore è puramente amministrativo e oggettivo (es. un errore di calcolo dell’INPS), la rateizzazione può arrivare fino a 72 mesi.
- Indebito civile: Se la causa è legata a fattori esterni non fraudolenti, il piano può durare fino a 36 mesi.
- Indebito di condotta: Se l’indebito è stato causato da dolo o dichiarazioni false del cittadino, la durata massima è di 24 mesi. In questi casi, vengono applicati anche gli interessi legali.
La rateizzazione è generalmente ammessa per debiti superiori a 100 euro, con una rata minima mensile di 60 euro. Per gli indebiti civili e di condotta, è necessario dimostrare una situazione socio-economica che giustifichi la dilazione.
Come comportarsi in caso di avviso di indebito
Se ricevi una comunicazione di indebito dall’INPS, il primo passo è analizzare attentamente il documento per capire la motivazione e verificare la correttezza degli importi. Se ritieni che la richiesta sia infondata, hai il diritto di contestarla. Se invece il debito è corretto ma non puoi pagare subito, è consigliabile attivarsi immediatamente per richiedere un piano di rateizzazione ed evitare procedure più invasive.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org