Il mercato immobiliare italiano prosegue la sua fase di crescita nel 2025, delineando un quadro di consolidamento sia per le compravendite che per le locazioni. Secondo i dati del report FIAIP Monitora Italia, elaborato in collaborazione con ENEA e I-Com, le transazioni residenziali hanno registrato un incremento del 6,5% rispetto all’anno precedente, mentre i canoni di affitto sono aumentati in media del 7%. Questi dati indicano un settore dinamico, influenzato da fattori economici e da nuove esigenze abitative.

Compravendite residenziali: i fattori della crescita

Nel corso del 2025, il numero di compravendite di immobili residenziali ha raggiunto circa 767 mila unità, con un aumento del 6,5% rispetto al 2024. Anche i prezzi delle abitazioni hanno mostrato un andamento positivo, con un incremento medio del 2,2%. Questa tendenza è stata sostenuta da diversi elementi chiave che hanno migliorato il clima di fiducia delle famiglie e facilitato l’accesso all’acquisto.

Tra i principali fattori di questa crescita si evidenziano:

  • Ridimensionamento dell’inflazione: la diminuzione della pressione inflazionistica ha restituito maggiore potere d’acquisto alle famiglie.
  • Politica monetaria della BCE: l’inversione di tendenza nelle politiche sui tassi di interesse ha reso più accessibile il credito, con un aumento del 10% dei mutui per la prima casa.
  • Fiducia dei consumatori: il miglioramento del contesto economico generale ha incoraggiato gli investimenti nel mattone, non solo per la prima casa ma anche per seconde case e immobili da reddito.

La tipologia di immobile più richiesta si conferma il trilocale usato in zona semicentrale, a testimonianza di una domanda orientata verso abitazioni funzionali e non eccessivamente grandi. Le grandi città come Roma, Milano, Napoli, Firenze e Torino hanno registrato aumenti dei valori immobiliari superiori alla media nazionale, confermando la loro attrattività.

Il mercato degli affitti e le nuove dinamiche

Anche il settore delle locazioni ha mostrato una notevole vivacità nel 2025. I canoni medi sono cresciuti del 7% e il numero di contratti stipulati è aumentato del 3%. Questo andamento riflette una forte tensione tra una domanda in costante aumento e un’offerta che fatica a tenere il passo, soprattutto nelle aree metropolitane.

Il mercato locativo sta attraversando una trasformazione strutturale. Si osserva una crescente diffusione di contratti flessibili come le locazioni brevi, quelle per studenti e i contratti a canone concordato, che hanno visto un incremento dell’8% su base annua. Al contrario, le locazioni ordinarie a lungo termine incontrano maggiori difficoltà. Per gli investitori, alcune città offrono rendimenti lordi particolarmente interessanti, tra cui Genova (7,5%), Palermo (7%), Verona e Bari (entrambe intorno al 6,5%).

Efficienza energetica: un aspetto sempre più decisivo

L’efficienza energetica sta diventando un fattore sempre più rilevante nelle scelte dei consumatori, sebbene circa il 75% del patrimonio immobiliare italiano sia ancora obsoleto dal punto di vista energetico. Gli acquirenti percepiscono sempre più l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) come uno strumento utile per scegliere abitazioni meno costose da mantenere.

Tuttavia, emerge un’asimmetria nel mercato: mentre la domanda è sempre più attenta alla qualità energetica, oltre la metà dei venditori non riesce ancora a valorizzare adeguatamente questo aspetto nella determinazione del prezzo. Nonostante ciò, il 91% degli operatori immobiliari ha rilevato un aumento del valore di mercato per gli immobili efficientati dopo interventi come il Superbonus, un segnale che potrebbe influenzare i listini futuri.

Cosa aspettarsi nel 2026: tutele e sfide per i consumatori

Le previsioni per il 2026 indicano una stabilizzazione del mercato con una crescita più moderata. Si stima un aumento delle compravendite tra l’1,5% e il 2%, con prezzi in crescita di circa il 2%. Anche per gli affitti si prevede un consolidamento, con un aumento del 3% dei contratti e del 4% dei canoni. Questo scenario, sebbene positivo, presenta alcune sfide per i consumatori.

Una delle criticità principali è la cosiddetta “fascia grigia” dell’abitare: famiglie, giovani e lavoratori che hanno difficoltà ad accedere sia al mercato libero che all’edilizia pubblica. A questo si aggiungono incertezze legate al contesto geopolitico e all’aumento dei costi dei materiali da costruzione, cresciuti del 27% negli ultimi tre anni. Per chi acquista o affitta, diventa fondamentale valutare con attenzione non solo il prezzo, ma anche la classe energetica dell’immobile, i costi di gestione futuri e le condizioni di accesso al credito.

Il mercato immobiliare si conferma un settore centrale per l’economia e per le famiglie, ma richiede un’attenta pianificazione e informazione per affrontare le complessità attuali e future. Valutare ogni aspetto dell’immobile, dalla posizione alla sua efficienza energetica, è essenziale per un investimento consapevole e sostenibile.

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Di admin