Quando un’offerta sembra troppo bella per essere vera o un venditore utilizza metodi insistenti, potresti trovarti di fronte a una pratica commerciale scorretta. Questi comportamenti, messi in atto dalle aziende per influenzare le decisioni di acquisto dei consumatori, sono illegali e possono essere segnalati. L’organo preposto a vigilare e intervenire è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), nota anche come Antitrust.
Cosa si intende per pratica commerciale scorretta
Una pratica commerciale è definita scorretta quando è contraria alla diligenza professionale e falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio. In parole semplici, si tratta di qualsiasi azione, omissione, condotta o dichiarazione di un’azienda che possa indurre il consumatore a prendere una decisione commerciale che altrimenti non avrebbe preso. Il Codice del Consumo le suddivide in due categorie principali:
- Pratiche ingannevoli: Si verificano quando un’azienda fornisce informazioni false, incomplete o presentate in modo oscuro e ambiguo, spingendo il consumatore all’acquisto. Rientrano in questa categoria anche le omissioni, ovvero quando vengono nascoste informazioni rilevanti che avrebbero potuto influenzare la scelta del cliente.
- Pratiche aggressive: Includono tutte quelle condotte che, attraverso molestie, coercizione o indebito condizionamento, limitano la libertà di scelta del consumatore. Si tratta di metodi che sfruttano una posizione di potere per costringere il cliente a concludere una transazione.
Esempi concreti di pratiche da segnalare
Per comprendere meglio quali comportamenti possono essere oggetto di una segnalazione all’AGCM, è utile analizzare alcuni esempi pratici che i consumatori possono incontrare nella vita di tutti i giorni.
Azioni e pubblicità ingannevoli
- Vantare caratteristiche di un prodotto che in realtà non possiede.
- Pubblicizzare un’offerta a un prezzo speciale senza specificare che le scorte sono estremamente limitate.
- Omettere costi nascosti o spese aggiuntive obbligatorie nel prezzo finale (ad esempio, costi di spedizione o tasse non dichiarate).
- Utilizzare diciture come “gratis” o “senza costi” per prodotti o servizi che in realtà comportano degli oneri.
- Presentare un prodotto come “curativo” o con proprietà miracolose senza alcuna base scientifica.
Comportamenti e vendite aggressive
- Effettuare visite a domicilio o telefonate commerciali insistenti e indesiderate.
- Minacciare azioni legali sproporzionate per sollecitare un pagamento.
- Sfruttare situazioni di vulnerabilità, come l’età avanzata o la scarsa conoscenza della lingua, per forzare una vendita.
- Creare l’impressione che il consumatore non possa lasciare i locali commerciali senza aver firmato un contratto.
- Ostacolare l’esercizio del diritto di recesso o di altri diritti contrattuali.
Come inviare una segnalazione all’AGCM: la procedura
Segnalare una pratica commerciale scorretta è un diritto del consumatore e un atto che contribuisce a rendere il mercato più trasparente e corretto per tutti. La procedura per inviare una segnalazione all’AGCM è strutturata per essere accessibile. Ecco i passaggi fondamentali da seguire:
- Raccogliere la documentazione: Prima di tutto, è essenziale raccogliere tutte le prove possibili. Conserva contratti, email, messaggi, screenshot di pagine web, materiale pubblicitario, scontrini e qualsiasi altro documento che attesti la pratica scorretta.
- Compilare il modulo online: Il metodo più diretto è utilizzare il modulo di segnalazione online disponibile sul sito istituzionale dell’AGCM. È necessario fornire i propri dati anagrafici, i dati dell’azienda che si intende segnalare e una descrizione chiara e dettagliata dei fatti.
- Descrivere l’accaduto: Nella descrizione, sii il più preciso possibile. Indica le date, le circostanze, le persone coinvolte e spiega perché ritieni che il comportamento dell’azienda sia scorretto, facendo riferimento agli esempi sopra citati se pertinenti.
- Allegare le prove: Il modulo online permette di allegare i documenti raccolti. Questo passaggio è cruciale, poiché le prove concrete rafforzano notevolmente la validità della segnalazione.
- Inviare la segnalazione: Una volta compilati tutti i campi e caricati gli allegati, è possibile inviare la segnalazione. È possibile inviare la segnalazione anche tramite posta elettronica certificata (PEC) o posta ordinaria agli indirizzi ufficiali dell’Autorità.
Cosa succede dopo la segnalazione
Una volta ricevuta la segnalazione, l’AGCM la valuta per verificare la propria competenza e la fondatezza dei fatti esposti. Se la ritiene ammissibile, può avviare un’istruttoria formale per accertare la violazione. Al termine del procedimento, se la pratica viene confermata come scorretta, l’Autorità può imporre sanzioni pecuniarie all’azienda e ordinarle di cessare il comportamento illecito. È importante sottolineare che l’intervento dell’AGCM ha una finalità pubblica e non garantisce un risarcimento diretto al singolo consumatore. Per ottenere un rimborso o un risarcimento del danno, è necessario intraprendere azioni individuali, come un reclamo formale all’azienda o, se necessario, ricorrere a strumenti di risoluzione delle controversie.
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