L’INPS ha fornito le indicazioni operative per l’Assegno Unico e Universale (AUU) per il 2026, chiarendo le procedure per i beneficiari e le novità relative agli importi. La principale conferma riguarda la continuità della prestazione: chi già riceve l’assegno non dovrà presentare una nuova domanda. Tuttavia, è indispensabile aggiornare l’ISEE per garantire il calcolo corretto della somma spettante ed evitare riduzioni.
Domanda Assegno Unico 2026: la regola della continuità
Una delle semplificazioni più importanti confermate per il 2026 è l’erogazione automatica dell’Assegno Unico per i nuclei familiari che già ne beneficiano. Se la domanda presentata negli anni precedenti risulta nello stato “accolta” e non è stata revocata, respinta o decaduta, la prestazione proseguirà d’ufficio senza necessità di ulteriori azioni da parte del cittadino.
Questa misura mira a ridurre gli oneri burocratici per le famiglie, garantendo un flusso di pagamento costante. Resta inteso che qualsiasi variazione nel nucleo familiare o nelle condizioni che danno diritto alla prestazione deve essere tempestivamente comunicata all’INPS per consentire il ricalcolo dell’importo.
L’importanza dell’ISEE aggiornato per il 2026
Se da un lato non è richiesta una nuova domanda, dall’altro lato è cruciale presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per ottenere l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) valido per il 2026. L’ISEE è il parametro fondamentale su cui l’INPS calcola l’importo mensile dell’assegno.
Senza un ISEE valido, l’Istituto erogherà l’importo minimo previsto dalla normativa. È quindi essenziale che le famiglie si attivino per tempo per non subire penalizzazioni economiche. La procedura per ottenere l’ISEE può essere avviata tramite il Portale unico ISEE, anche in modalità precompilata, o attraverso l’applicazione “INPS Mobile”.
Scadenze e tempistiche da non dimenticare
Per garantire un calcolo corretto e continuativo, è importante conoscere le scadenze relative all’ISEE:
- Gennaio e Febbraio 2026: Per queste due mensilità, l’INPS utilizzerà l’ISEE valido al 31 dicembre 2025.
- Da Marzo 2026: A partire da questa mensilità, il calcolo sarà basato esclusivamente sul nuovo ISEE 2026.
- Entro il 30 giugno 2026: Chi presenterà la DSU aggiornata entro questa data avrà diritto a ricevere gli eventuali arretrati spettanti a partire dal mese di marzo.
Presentare la DSU dopo il 30 giugno 2026 comporterà la perdita delle somme arretrate; l’importo verrà adeguato solo a partire dal mese di presentazione della dichiarazione.
Rivalutazione degli importi e delle soglie ISEE
Per il 2026, gli importi dell’Assegno Unico e le relative soglie ISEE sono stati adeguati all’inflazione. L’INPS ha comunicato una rivalutazione pari all’1,4%, basata sui dati ISTAT. Questo significa che sia l’importo base dell’assegno sia le fasce di reddito di riferimento sono stati leggermente aumentati per proteggere il potere d’acquisto delle famiglie.
I nuovi valori sono in vigore da gennaio 2026. Gli eventuali conguagli derivanti da questo adeguamento saranno corrisposti a partire dalla mensilità di marzo, una volta che il calcolo sarà basato sul nuovo ISEE.
Cosa fare in pratica
Per i consumatori, le azioni da intraprendere sono chiare. Se si è già beneficiari dell’Assegno Unico con una domanda attiva, non è necessario fare nulla riguardo alla richiesta stessa. L’unica e fondamentale azione richiesta è quella di attivarsi per ottenere l’ISEE 2026 il prima possibile, preferibilmente entro la fine di febbraio, per assicurarsi che i pagamenti da marzo in poi siano calcolati sulla base della propria situazione economica effettiva e non ridotti al minimo.
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