L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha condotto la sua prima, storica indagine su un presunto accordo restrittivo della concorrenza nel mercato del lavoro italiano. L’istruttoria, avviata in seguito a una segnalazione, ha riguardato diverse aziende leader nel settore del packaging e ha acceso i riflettori su pratiche note come “no-poach agreement”, che possono limitare le opportunità di carriera e la mobilità dei lavoratori.

Cosa sono gli accordi “no-poach”

Un accordo “no-poach” è un’intesa, spesso informale o segreta, tra due o più aziende concorrenti con cui si impegnano a non assumere o a non sollecitare attivamente i dipendenti l’una dell’altra. Sebbene possano sembrare una semplice prassi aziendale, queste pratiche sono considerate illegali perché danneggiano la concorrenza sul mercato del lavoro. Limitando la circolazione dei talenti, questi accordi possono avere effetti negativi diretti sui lavoratori.

Le principali conseguenze per i dipendenti includono:

  • Soppressione dei salari: Quando le aziende non competono per assumere i migliori talenti, la spinta a offrire stipendi più alti diminuisce.
  • Limitazione delle opportunità di carriera: I lavoratori potrebbero trovarsi intrappolati in un’azienda, senza la possibilità di cercare posizioni migliori o più remunerative presso altre imprese dello stesso settore.
  • Riduzione del potere contrattuale: La consapevolezza di non poter passare facilmente a un concorrente indebolisce la posizione del lavoratore durante le negoziazioni salariali o per il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Il caso dei “validatori” nel settore del packaging

L’indagine dell’Antitrust si è concentrata su un gruppo di società attive nella produzione di macchine automatiche per il packaging, tra cui Akkodis Italy, Coesia, G.D, I.E.M.A., I.M.A., S.I.A. e SPAIQ. Secondo l’Autorità, queste imprese avrebbero stipulato un accordo per non assumere reciprocamente una figura professionale altamente specializzata: i “validatori”.

I validatori sono tecnici con competenze specifiche, responsabili del collaudo e della certificazione delle macchine per il confezionamento di prodotti in settori cruciali come quello farmaceutico, cosmetico, alimentare e del tabacco. L’intesa avrebbe di fatto creato un cartello che impediva a questi professionisti di muoversi liberamente tra le principali aziende del comparto, limitando di fatto le loro prospettive professionali e salariali.

La decisione dell’Antitrust e le tutele per i lavoratori

Il procedimento si è concluso senza l’imposizione di sanzioni economiche, poiché le aziende coinvolte hanno presentato impegni vincolanti volti a ripristinare la piena concorrenza. L’AGCM ha accettato questi impegni, rendendoli obbligatori. Questa decisione rappresenta un importante precedente e un chiaro avvertimento per tutte le imprese italiane.

Le misure che le società dovranno adottare includono:

  • Programmi di conformità: Implementazione di policy aziendali chiare che vietino qualsiasi tipo di accordo di non assunzione.
  • Formazione del personale: Corsi specifici per manager e responsabili delle risorse umane sui principi della normativa antitrust applicata al mercato del lavoro.
  • Comunicazioni ai dipendenti: Informazione esplicita a tutto il personale sulla libertà di valutare e accettare offerte di lavoro da qualsiasi altra azienda, incluse quelle concorrenti.

Questa vicenda conferma che i lavoratori hanno il diritto di cercare e accettare liberamente nuove opportunità professionali. Qualsiasi accordo tra imprese che limiti questa libertà è illegale. I lavoratori che sospettano di essere vittime di tali pratiche possono segnalare il caso all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche tramite la piattaforma di whistleblowing che garantisce l’anonimato.

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Di admin