L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato due distinti procedimenti istruttori nei confronti di due giganti del settore dell’orologeria, Citizen e Swatch. L’ipotesi al vaglio è una presunta violazione delle norme europee sulla concorrenza, finalizzata a imporre prezzi di vendita fissi ai rivenditori autorizzati che operano online, limitando di fatto la possibilità per i consumatori di trovare offerte e sconti.

L’indagine dell’Antitrust: l’accusa di prezzo imposto

Al centro dell’indagine c’è il sospetto che le due società, attraverso le loro filiali italiane e le rispettive case madri in Giappone e Svizzera, abbiano messo in atto una pratica nota come “fissazione dei prezzi di rivendita” (in inglese, resale price maintenance). Questa pratica è considerata una delle restrizioni più gravi della concorrenza secondo l’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).

In sostanza, l’AGCM ipotizza che Citizen e Swatch abbiano richiesto alla propria rete di distributori, come gioiellerie e orologerie, di non vendere i loro prodotti online a un prezzo inferiore a quello di listino. Questo impedirebbe ai rivenditori di competere tra loro sul prezzo, a diretto svantaggio dei consumatori finali.

I gruppi coinvolti commercializzano numerosi marchi noti. L’istruttoria riguarda:

  • Citizen Group: che include marchi come Citizen, Bulova, Vagary, Frédérique Constant e Alpina.
  • The Swatch Group: che distribuisce orologi di brand come Swatch, Tissot, Mido e Hamilton.

Il meccanismo di controllo e le pratiche contestate

Secondo quanto emerso dalle prime fasi dell’istruttoria, il sistema per imporre i prezzi sarebbe stato articolato e pervasivo. Le condotte contestate dall’Autorità includerebbero diverse azioni coordinate per garantire l’allineamento dei prezzi sul mercato online.

Le pratiche sotto esame sono principalmente tre:

  1. Imposizione dei prezzi: Le aziende avrebbero comunicato ai propri rivenditori autorizzati l’obbligo di aderire ai prezzi di vendita al pubblico suggeriti, trasformando di fatto un’indicazione in un vincolo.
  2. Monitoraggio attivo: Entrambi i gruppi sembrerebbero aver svolto un’attività di sorveglianza sistematica sui canali di vendita online dei distributori per verificare il rispetto dei prezzi imposti.
  3. Misure ritorsive: Nel caso in cui un rivenditore avesse applicato sconti o promozioni non autorizzate, le aziende avrebbero adottato misure commerciali punitive per scoraggiare comportamenti non conformi.

Queste azioni, se confermate, configurerebbero una restrizione della concorrenza che limita la libertà commerciale dei rivenditori e danneggia direttamente i consumatori.

Quali sono le conseguenze per i consumatori?

La fissazione dei prezzi di vendita ha un impatto diretto e negativo sui consumatori. Quando i produttori impediscono ai negozianti di applicare sconti, il mercato diventa meno dinamico e trasparente. Le principali conseguenze per chi acquista sono:

  • Prezzi più alti: L’impossibilità per i rivenditori di competere sul prezzo mantiene il costo finale dei prodotti artificialmente elevato.
  • Minore possibilità di scelta: Il consumatore non può cercare l’offerta migliore, poiché tutti i rivenditori autorizzati online presenterebbero lo stesso prezzo.
  • Riduzione delle promozioni: Pratiche come saldi, offerte speciali o sconti personalizzati verrebbero di fatto annullate, limitando le opportunità di risparmio.

L’intervento dell’AGCM, che ha già condotto ispezioni presso le sedi italiane delle società con il supporto del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, mira a verificare se queste pratiche siano state effettivamente messe in atto e, in tal caso, a ripristinare condizioni di piena concorrenza nel mercato della vendita online di orologi.

L’esito dell’istruttoria sarà fondamentale per chiarire le responsabilità delle aziende e per ribadire il principio che i rivenditori devono essere liberi di determinare autonomamente i propri prezzi di vendita, a beneficio di un mercato più equo e vantaggioso per tutti.

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Di admin