È stata approvata in via definitiva la nuova legge per la tutela del sistema agroalimentare italiano, un provvedimento che mira a rafforzare la sicurezza, la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti che arrivano sulle tavole dei consumatori. La normativa introduce strumenti più efficaci per contrastare le frodi, proteggere il Made in Italy e garantire un mercato più leale per le imprese che operano correttamente.

Nuovi reati e sanzioni contro le frodi alimentari

Il cuore della nuova legge è l’inasprimento delle misure penali e amministrative per chi commette illeciti nel settore agroalimentare. L’obiettivo è creare un forte deterrente contro le pratiche scorrette che danneggiano sia i produttori onesti sia la fiducia dei cittadini. Le principali novità includono l’introduzione di nuove figure di reato nel Codice penale e un sistema sanzionatorio più equo e incisivo.

Le principali misure introdotte sono:

  • Frode alimentare: Viene punito con la reclusione chi commercializza alimenti o bevande pur sapendo che non sono genuini o che la loro origine dichiarata è falsa.
  • Commercio con segni mendaci: Si sanziona chi utilizza etichette o indicazioni ingannevoli per indurre in errore il consumatore sulla qualità o quantità dei prodotti.
  • Aggravante di agropirateria: Le pene vengono aumentate se l’attività illecita è condotta in modo organizzato e continuativo, se riguarda quantità rilevanti di merce o se i prodotti vengono falsamente commercializzati come biologici.
  • Tutela delle Indicazioni Geografiche: Sono state inasprite le pene per la contraffazione di prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Indicazione Geografica Protetta (IGP), con sanzioni detentive e multe più elevate.
  • Confisca obbligatoria: È prevista la confisca dei prodotti illeciti e dei beni utilizzati per commettere il reato. I prodotti commestibili sequestrati potranno essere distribuiti a enti caritatevoli.

Cosa cambia per i consumatori e le filiere produttive

La legge interviene su aspetti specifici che hanno un impatto diretto sulle scelte di acquisto e sulla protezione di alcune filiere strategiche. Queste norme mirano a fornire informazioni più chiare e a prevenire le frodi in settori particolarmente sensibili, garantendo maggiore trasparenza dal produttore al consumatore.

Regole più chiare sull’uso del termine “latte”

Una delle novità più significative per i consumatori riguarda l’etichettatura delle bevande vegetali. La legge vieta l’uso del termine “latte” e dei nomi di prodotti lattiero-caseari per descrivere prodotti a base vegetale, a meno che non sia chiaramente specificata la loro natura (ad esempio, “bevanda a base di soia”). L’obiettivo è evitare confusione e garantire che il consumatore possa distinguere facilmente un prodotto di origine animale da uno vegetale. Per le aziende che non rispettano questa regola sono previste sanzioni amministrative calcolate anche in base al fatturato.

Misure per la filiera bufalina e la pesca

Per proteggere un’eccellenza come la mozzarella di bufala, viene istituita una piattaforma informatica per tracciare i movimenti del latte bufalino e dei suoi derivati. Questo sistema, unito a un piano di controlli straordinari, servirà a contrastare frodi come le doppie mungiture non dichiarate o l’uso di latte non fresco. Anche il settore della pesca viene interessato da una riforma del sistema sanzionatorio, che ora lega l’ammontare delle multe alla quantità del pescato e alla gravità del danno ambientale, rendendo le sanzioni più proporzionate ed efficaci.

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Di admin