La normativa europea che protegge i diritti dei passeggeri del trasporto aereo è attualmente al centro di un importante processo di revisione. Questo momento è considerato cruciale dalle associazioni dei consumatori, che vedono un’opportunità per colmare le lacune esistenti e rendere le tutele più efficaci, ma anche un rischio concreto di indebolire le garanzie faticosamente ottenute negli anni.

Compensazione per ritardo: il rischio di un passo indietro

Uno dei punti più discussi riguarda la compensazione pecuniaria per i ritardi prolungati. Attualmente, i passeggeri hanno diritto a un indennizzo per ritardi all’arrivo superiori alle tre ore. Tuttavia, una delle proposte in discussione prevede di innalzare questa soglia a quattro o addirittura sei ore. Secondo le stime delle organizzazioni di tutela, una modifica di questo tipo priverebbe del diritto alla compensazione oltre il 60% dei passeggeri che oggi ne beneficiano. Si tratterebbe di un arretramento significativo, che ridurrebbe la responsabilità delle compagnie aeree per i disservizi. La richiesta è quindi di mantenere la soglia attuale di tre ore, concentrando piuttosto gli sforzi sul semplificare le procedure di reclamo, ad esempio attraverso moduli standard e scadenze certe per i pagamenti.

Costi nascosti e bagaglio a mano

Un’altra questione fondamentale è la trasparenza tariffaria, in particolare per quanto riguarda il bagaglio a mano. La pratica di molte compagnie, soprattutto low-cost, di imporre costi aggiuntivi per un bagaglio a mano di dimensioni standard è da tempo nel mirino. Questa abitudine non solo genera un danno economico sistematico per i viaggiatori, ma rende anche difficile confrontare i prezzi reali dei biglietti. In linea con una precedente sentenza della Corte di Giustizia Europea, le associazioni chiedono di sancire chiaramente nel nuovo regolamento che il prezzo del biglietto debba includere un bagaglio a mano di dimensioni ragionevoli e un oggetto personale. Tra le proposte concrete figura anche l’introduzione di un peso minimo garantito, ad esempio di 10 kg, per evitare regole eccessivamente restrittive da parte dei singoli vettori.

Le proposte per rendere i diritti più efficaci

La revisione del regolamento è l’occasione per introdurre miglioramenti concreti e rendere i diritti dei passeggeri realmente esigibili. Le proposte avanzate dalle associazioni dei consumatori si concentrano su diversi aspetti chiave per una tutela completa:

  • Circostanze eccezionali: Si chiede una definizione più chiara e restrittiva delle cause che esonerano le compagnie dal pagamento della compensazione. Scioperi del personale o carenze di organico, ad esempio, non dovrebbero rientrare in questa categoria, così come i problemi tecnici, salvo difetti di fabbricazione occulti e certificati.
  • Auto-riprotezione: Potrebbe essere introdotto il diritto per il passeggero di acquistare autonomamente un biglietto alternativo in caso di cancellazione, con rimborso da parte della compagnia. Questo diritto dovrebbe però attivarsi rapidamente (ad esempio dopo 100 minuti di attesa) e non avere tetti di spesa che penalizzino chi viaggia con vettori low-cost.
  • Ruolo degli intermediari: Le agenzie di viaggio online e gli altri intermediari devono avere obblighi chiari, come comunicare tempestivamente i dati dei passeggeri alle compagnie aeree e fornire assistenza diretta in caso di problemi.
  • Sistemi di controllo: È fondamentale rafforzare i poteri delle autorità nazionali di controllo, rendendo le loro decisioni vincolanti per le compagnie e obbligando queste ultime ad aderire a sistemi di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) per ridurre il contenzioso.

Cosa possono fare i consumatori

In attesa che il nuovo quadro normativo venga definito, è importante che i passeggeri siano consapevoli dei loro diritti attuali. In caso di ritardo prolungato, cancellazione del volo o negato imbarco, è fondamentale conservare tutta la documentazione di viaggio, incluse carte d’imbarco e ricevute di eventuali spese extra sostenute (cibo, bevande, pernottamento). Il primo passo è sempre presentare un reclamo formale alla compagnia aerea, utilizzando i canali ufficiali. Se la compagnia non risponde o nega ingiustificatamente i diritti del passeggero, è possibile rivolgersi a un’associazione di consumatori per ricevere supporto qualificato.

La revisione del regolamento rappresenta un bivio: si può scegliere di rafforzare un sistema di tutele che è un modello a livello globale, oppure cedere a pressioni che ne ridurrebbero l’efficacia. L’obiettivo deve essere quello di garantire chiarezza, certezza del diritto e strumenti efficaci per tutti i viaggiatori europei.

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Di admin