Un nuovo accordo quadro tra il Ministero dell’Interno e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) rafforza le misure di prevenzione e contrasto all’usura. L’intesa mira a creare una rete di protezione più solida per cittadini e imprese in difficoltà economica, offrendo strumenti concreti per evitare il sovraindebitamento e sostenere le vittime di questo grave reato, favorendone il reinserimento nel circuito economico legale.

Gli obiettivi principali dell’accordo

L’accordo si inserisce in una strategia nazionale di lungo periodo contro il fenomeno usurario, aggiornando e potenziando le collaborazioni già esistenti tra le istituzioni, il settore bancario e le associazioni di supporto. L’obiettivo è operare in modo sinergico per promuovere una diffusa cultura della legalità e intervenire prima che le difficoltà economiche si trasformino in un’opportunità per la criminalità.

Un punto centrale dell’intesa è il rafforzamento dell’Osservatorio Nazionale sull’Usura. Questo organismo funge da cabina di regia per analizzare il fenomeno, coordinare gli interventi e condividere proposte operative. L’esperienza maturata negli anni ha permesso di individuare le pratiche più efficaci, che ora vengono consolidate e messe a sistema per garantire interventi più tempestivi ed efficienti su tutto il territorio nazionale.

Le misure concrete previste dal patto

Il nuovo accordo non si limita a una dichiarazione di intenti, ma delinea una serie di azioni specifiche per rendere più efficace la lotta all’usura. Queste iniziative sono pensate per agire su più fronti, dalla prevenzione al supporto diretto delle vittime.

Tra gli impegni previsti figurano:

  • Promozione dei fondi pubblici: Aumentare la conoscenza e l’utilizzo dei Fondi di solidarietà e di prevenzione dell’usura, strumenti pubblici pensati per aiutare chi è in difficoltà a non cadere nella rete degli usurai.
  • Educazione finanziaria: Diffondere programmi di educazione finanziaria, anche all’interno delle scuole, per insegnare una gestione responsabile del denaro e prevenire le condizioni di sovraindebitamento che spesso sono l’anticamera dell’usura.
  • Collaborazioni territoriali: Potenziare la cooperazione a livello locale tra Prefetture, istituti di credito, Confidi, Fondazioni e Associazioni antiusura per creare una rete di supporto capillare e reattiva.
  • Accesso al credito garantito: Assicurare massima attenzione e rapidità nell’esaminare le richieste di finanziamento da parte di soggetti vulnerabili, valorizzando la controgaranzia offerta dallo Stato per i prestiti antiusura.
  • Un referente in banca: Promuovere l’istituzione di un “facilitatore-referente informativo” antiusura presso gli sportelli bancari, una figura specializzata a cui i clienti in difficoltà possono rivolgersi per ricevere informazioni e orientamento.

Cosa cambia per consumatori e imprese

Questo accordo introduce tutele più strutturate per i cittadini e i piccoli imprenditori che affrontano una crisi di liquidità. La prevenzione del sovraindebitamento è uno dei pilastri fondamentali: una maggiore consapevolezza finanziaria può aiutare le persone a evitare scelte rischiose e a gestire meglio i propri debiti.

La presenza di un referente antiusura nelle banche rappresenta un passo avanti significativo. Spesso, chi si trova in difficoltà economica prova vergogna o non sa a chi rivolgersi. Avere un punto di contatto chiaro e preparato può fare la differenza, indirizzando la persona verso le soluzioni legali disponibili, come i fondi di prevenzione, prima che sia troppo tardi.

Inoltre, l’impegno a valutare con tempestività le richieste di credito da parte di soggetti a rischio, sfruttando le garanzie statali, mira a offrire un’alternativa concreta al mercato illegale del credito. L’obiettivo è dimostrare che lo Stato e il sistema bancario legale possono e vogliono fornire un’ancora di salvezza a chi rischia di essere travolto dai debiti.

L’accordo, valido per tre anni e rinnovabile, rimane aperto all’adesione di altre realtà pubbliche e private che desiderano contribuire a questa causa, rafforzando ulteriormente la rete di protezione sociale.

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Di admin