La chiusura improvvisa dell’impianto sportivo “Le Piscine dello Stadio” di Terni, avvenuta a gennaio 2022, ha lasciato molti cittadini con un abbonamento pagato ma non più utilizzabile. A distanza di tempo, la questione dei rimborsi per gli utenti danneggiati è ancora centrale e un’azione legale collettiva sta procedendo per tutelare i loro diritti.
La vicenda: servizio interrotto e mancate risposte
Numerosi consumatori avevano sottoscritto un abbonamento presso la struttura nella seconda metà del 2021, pagando anticipatamente per un servizio che è stato interrotto bruscamente. Dalla chiusura dell’impianto, gli utenti si sono trovati nell’impossibilità di accedere alle piscine e di usufruire delle prestazioni per cui avevano già versato il corrispettivo.
Nonostante i tentativi di dialogo e le richieste di chiarimento, le risposte da parte delle istituzioni e della società che gestiva l’impianto sono state giudicate insoddisfacenti. Questa situazione di stallo ha portato alla necessità di avviare un’azione legale per far valere i diritti dei consumatori, che sono stati gli unici a subire le conseguenze economiche della chiusura.
L’azione di classe per ottenere i rimborsi
Per tutelare gli abbonati è stata promossa un’azione di classe, uno strumento legale che consente a un gruppo di persone con un problema comune di agire collettivamente in giudizio. L’iter legale ha affrontato diverse fasi: dopo un’iniziale dichiarazione di inammissibilità da parte del Tribunale di Perugia, il ricorso presentato è stato accolto dalla Corte di Appello di Perugia.
Questa decisione ha rappresentato una svolta importante, consentendo all’azione legale di proseguire. La partita per i rimborsi è quindi pienamente aperta, e l’obiettivo resta quello di ottenere la restituzione delle somme versate dagli utenti per i periodi di abbonamento non goduti a causa della chiusura forzata della struttura.
Chi ha diritto al rimborso e come tutelarsi
Hanno diritto a richiedere il rimborso tutti gli abbonati che si trovano nella situazione descritta. L’azione legale mira a garantire che chi ha pagato per un servizio mai ricevuto venga pienamente risarcito. Per far valere i propri diritti, è fondamentale essere in possesso della documentazione che attesti la sottoscrizione dell’abbonamento e il relativo pagamento.
Per partecipare all’iniziativa o per ricevere assistenza è necessario raccogliere i seguenti documenti:
- La prova documentale dell’abbonamento sottoscritto (contratto, ricevuta).
- L’indicazione chiara della durata dell’abbonamento e del costo sostenuto.
- La dimostrazione del pagamento effettuato.
- Un’autocertificazione che attesti la mancata fruizione del servizio per il periodo residuo dopo la chiusura dell’impianto.
È fondamentale che i consumatori coinvolti si attivino per recuperare quanto speso. L’interruzione di un servizio pagato in anticipo costituisce un inadempimento contrattuale che dà diritto alla restituzione delle somme versate per la parte di servizio non erogata.
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