Il Tribunale di Milano ha condannato una struttura ospedaliera al risarcimento dei familiari di un paziente di 76 anni, deceduto nel 2016 a seguito delle complicazioni di un intervento chirurgico. La sentenza mette in luce la responsabilità dell’ospedale nella gestione di un’infezione post-operatoria, un evento che ha trasformato un complesso percorso di cura in un calvario durato mesi.

Il caso: un intervento delicato e le sue conseguenze

La vicenda riguarda un uomo di 76 anni con un quadro clinico già molto complesso. Il paziente, affetto da molteplici patologie croniche, tra cui cardiopatie, insufficienza renale e arteriopatia, si era sottoposto nel settembre 2015 a un delicato intervento chirurgico. L’operazione consisteva nel tentativo di posizionare due valvole aortiche sostitutive.

In seguito all’intervento, le cui protesi si sono rotte durante la procedura, è subentrata un’infezione. Questa complicazione, secondo quanto emerso in sede legale, non è stata gestita in modo adeguato dal personale sanitario. L’infezione è diventata cronica, dando inizio a un lungo periodo di sofferenza per il paziente, che è deceduto l’anno successivo.

La decisione del Tribunale: negligenza nel trattamento dell’infezione

La sentenza del Tribunale di Milano si è concentrata sulla responsabilità della struttura sanitaria nella gestione delle cure post-operatorie. Attraverso una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU), è stato accertato che il trattamento riservato all’infezione contratta dal paziente non è stato corretto. Il giudice ha quindi riconosciuto un nesso tra la condotta negligente del personale e il peggioramento delle condizioni del paziente, fino al decesso.

Questo caso evidenzia un principio fondamentale della responsabilità medica: l’obbligo di una struttura sanitaria non si esaurisce con l’esecuzione di un intervento, ma include la gestione attenta e competente di tutte le possibili complicazioni, come le infezioni ospedaliere.

Un’ulteriore criticità: la mancata tracciabilità dei dispositivi medici

Oltre alla gestione dell’infezione, il caso ha sollevato un altro grave problema: la mancata tracciabilità dei dispositivi medici utilizzati. Durante il processo, è emersa l’impossibilità di identificare con certezza il tipo di protesi impiantata. Secondo quanto riportato, l’ospedale avrebbe dichiarato che i dispositivi erano stati ritirati dalla ditta fornitrice senza tenere traccia dei lotti specifici.

Inoltre, non risulterebbe alcuna segnalazione dell’incidente al Ministero della Salute, come invece previsto dalla normativa. Questa mancanza di trasparenza e tracciabilità rappresenta una seria criticità per la sicurezza dei pazienti e rende più difficile accertare eventuali difetti dei dispositivi stessi.

Diritti del paziente e tutele in caso di malasanità

Episodi come questo sottolineano l’importanza per i pazienti e i loro familiari di essere consapevoli dei propri diritti. In caso di sospetta negligenza medica, è fondamentale agire per ottenere chiarezza e giustizia. I diritti fondamentali del paziente includono:

  • Consenso informato: Il diritto di ricevere informazioni chiare, complete e comprensibili sui rischi, i benefici e le alternative di un trattamento prima di dare il proprio consenso.
  • Cure adeguate: Il diritto a ricevere prestazioni sanitarie conformi agli standard di diligenza e professionalità richiesti in base alle conoscenze mediche del momento.
  • Sicurezza delle cure: Le strutture sanitarie sono tenute a garantire un ambiente sicuro e a prevenire rischi, incluse le infezioni ospedaliere (nosocomiali).
  • Tracciabilità e trasparenza: Il diritto di avere accesso alla propria cartella clinica e di conoscere i dettagli sui farmaci e i dispositivi medici utilizzati.
  • Risarcimento del danno: In caso di un danno alla salute causato da un errore medico o da una carenza organizzativa della struttura, il paziente o i suoi familiari hanno diritto a un risarcimento.

Ottenere giustizia può essere un percorso lungo e complesso, ma è un passo essenziale per tutelare la propria dignità e per contribuire a migliorare la qualità del sistema sanitario. Affidarsi a professionisti esperti può fare la differenza nell’affrontare queste situazioni difficili.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin