Importanti novità emergono nella vicenda che coinvolge i centri odontoiatrici Visodent in Sicilia, la cui improvvisa chiusura ha lasciato centinaia di pazienti con cure interrotte e finanziamenti da onorare. Per molti consumatori coinvolti, si registrano i primi risultati positivi sul fronte dei contratti di credito, anche se la situazione rimane complessa e non uniforme per tutti.

Il caso Visodent: cure interrotte e debiti residui

La chiusura inaspettata dei centri dentistici Visodent ha generato una situazione di grave disagio per un vasto numero di pazienti. Il danno subito è duplice: da un lato, l’interruzione delle cure ha creato problemi di salute, con trattamenti lasciati a metà e l’impossibilità di recuperare la documentazione clinica necessaria per proseguire altrove. Dall’altro, si è manifestato un serio problema economico. Molti pazienti, infatti, avevano sottoscritto contratti di finanziamento per coprire i costi delle prestazioni odontoiatriche. Nonostante l’interruzione del servizio, le rate del prestito hanno continuato ad essere addebitate, costringendo i consumatori a pagare per un servizio mai ricevuto o completato.

La risposta delle società finanziarie

Di fronte alle richieste di sospensione dei pagamenti e di risoluzione dei contratti, le società finanziarie coinvolte hanno reagito in modi differenti. Questa divergenza di approccio sta determinando esiti molto diversi per i pazienti coinvolti.

Da una parte, alcuni istituti di credito hanno mostrato apertura verso le istanze dei consumatori. In particolare, Banca Sella ha accolto le richieste avanzate, procedendo con la sospensione delle rate, la risoluzione del contratto di finanziamento e offrendo la disponibilità a rimborsare le somme già versate per le prestazioni non eseguite. Questo rappresenta una vittoria significativa per i cittadini assistiti, che vedono riconosciuto il loro diritto a non pagare per un servizio inesistente.

D’altra parte, altre finanziarie, come Compass, avrebbero adottato una linea di netta chiusura. Secondo le segnalazioni, l’azienda si rifiuterebbe di sospendere i pagamenti e di procedere con la risoluzione dei contratti, aggravando ulteriormente la posizione dei consumatori. Questi ultimi si trovano così a essere vittime due volte: prima della chiusura del centro dentistico e poi dell’intransigenza della società finanziaria, che continua a esigere il pagamento delle rate.

Diritti e tutele per i consumatori con finanziamenti collegati

I consumatori che si trovano in questa situazione dispongono di tutele specifiche previste dalla legge, in particolare quando il finanziamento è “collegato” all’acquisto di un bene o servizio. Un contratto di credito si considera collegato quando serve esclusivamente a finanziare la fornitura di un servizio specifico, come in questo caso le cure dentali.

In caso di inadempimento da parte del fornitore del servizio (Visodent), il consumatore ha il diritto di agire anche nei confronti della società finanziaria. Ecco i passaggi fondamentali da seguire:

  • Messa in mora: Inviare una comunicazione formale (tramite PEC o raccomandata A/R) al fornitore del servizio, contestando il mancato completamento delle cure e intimando l’adempimento.
  • Risoluzione del contratto: Se il fornitore non adempie, il consumatore può chiedere la risoluzione del contratto di prestazione d’opera.
  • Azione verso la finanziaria: Una volta risolto il contratto principale, il consumatore ha diritto a ottenere anche la risoluzione del contratto di finanziamento collegato.
  • Sospensione dei pagamenti: È possibile richiedere formalmente la sospensione immediata delle rate del finanziamento.
  • Rimborso: Il consumatore ha diritto alla restituzione delle rate già pagate per la parte di servizio non usufruita.

Questo comportamento intransigente da parte di una finanziaria può essere considerato illegittimo, poiché ignora i diritti garantiti ai consumatori dalla normativa sul credito collegato. È fondamentale non subire passivamente la situazione e attivarsi per far valere le proprie ragioni.

La vicenda Visodent dimostra l’importanza di conoscere i propri diritti e di agire tempestivamente. Mentre alcuni pazienti hanno già ottenuto la sospensione dei pagamenti, per molti altri la battaglia è ancora in corso. Rivolgersi a un’associazione di consumatori può essere decisivo per ricevere il supporto necessario a gestire le pratiche di contestazione e a tutelare i propri interessi economici e di salute.

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Di admin